#23Maggio2021 – UNA COMUNITA’ FORTE NELLE DEBOLEZZE DI CIASCUNO – (Pentecoste/B)

A cura di Massimiliano Arena

Qui il video commento di approfondimento alle letture del giorno

UN AVVOCATO DIFENSORE PER NOI DEBOLI

Cosi viene presentato lo Spirito Santo, come il “Paraclito”, cioè l’avvocato, ma non il semplice Avvocato, ma il difensore dei più deboli, come un avvocato che per presa di posizione decide di battersi per i più deboli per difenderli.

Ma da cosa devi difenderci lo Spirito Santo? Certamente dal male diremmo, dallo “Spirito del male”.

Il male si innesta nella nostra debolezza. Gesù sa che i suoi discepoli sono meravigliosamente deboli come noi e che venuto meno ora Gesù nella sua presenza fisica si sentiranno nuovamente smarriti, come forse ci sentiamo noi.

Vivere il Cristianesimo nella quotidianità della vita non è semplice, tra famiglia, lavoro, relazioni….o tra non famiglia, relazioni morte, non lavoro. Tra alti e bassi, è difficile vivere la profondità e la bellezza della sfida cristiana, allora spesso cediamo alla debolezza.

Gesù questo lo sa bene, per questo ci metta accanto lo Spirito Santo come nostro difensore. Nel testo del Vangelo leggiamo anche “non siete capaci di portarne il peso”, Gesù sa che l’umanità, la fragilità hanno un peso, e non fa l’errore degli scribi e dei farisei che come si legge in un altro passo del Vangelo mettono pesi sulle spalle degli altri e non li rispettano.

Nel nostro fare pastorale spesso non lavoriamo sul rispetto del peso dell’umanità, sulla Consolazione e sulla difesa della debolezza che porta alla rinascita, ma giudichiamo e valutiamo secondo standard legati alla morale del se ti comporti così sei degno, altrimenti no.

UN CAMMINO DI VERITA’

Per due volte Gesù cita lo Spirito di Verità. Lo Spirito Santo fa questo, ci porta alla Verità. Ma quale Verità?

La Verità innanzitutto con noi stessi, di noi stessi, alla profonda scoperta di noi, della nostra interiorità, chiamando per noi cose positive e negative, con capacità di intelletto, lettura.

E’ il primo passo verso la Verità. Quando riesci a chiamare per nome anche le tue fragilità puoi capire le fragilità altrui, amarle, per poi riempirle della Verità di Dio.

La Verità di Dio è che ci ama e ci vuole portare ad una vita piena e felice. Solo se sperimentiamo in noi questo Amore di Dio possiamo annunciare ad altri uomini fragili l’amore di Dio.

UNA COMUNITA’ D’AMORE FATTA DI SINGOLI FRAGILI

Questa è la Chiesa. La Pentecoste è un dono alla Chiesa, lo Spirito Santo è un dono per la Chiesa e per i singoli.

Perchè la Chiesa, che è Comunità di Amore chiamata a vivere l’Amore, la Fraternità, la Misericordia, è fatta di tanti singoli uomini, fragili, ciascuno con la propria dimensione di peccatore che deve sentirsi amato da Dio.

In questa dimensione di fragili amati la Chiesa può diventare Comunità di Amore, capace di accogliere, capace di essere compagna di viaggio degli uomini, capace di condurre alla Verità.

UNO SGUARDO ALLA PRIMA LETTURA – At 2,1-11

E’ il racconto della Pentecoste. Sottolineiamo due aspetti. Il primo è che Gesù dona lo Spirito Santo e li invia ad annunciare degli uomini fragili, che lo avevano tradito, che erano scappati sotto la Croce nel momento della prova, proprio perchè l’esperienza sia di amati che sanno donare amore, toccati dalla Misericordia che sappiano donare Misericordia. Il secondo aspetto è che parlano lingue nuove, si fanno capire e capiscono ogni popolo. Oltre ad una questione linguistica c’è un dato da approfondire: forse si fanno capire e capiscono perchè la lingua principale che stanno imparando a parlare è la lingua dell’Amore che si impara a parlare solo sentendosi amati.

UNO SGUARDO ALLA SECONDA LETTURA – Gal 5,16-25

La famosa lotta tra la carne e lo Spirito. Troppo spesso abbiamo ridotto questa “carne” solo alle questioni sessuali. San Paolo descrive chiaramente quali siano le situazioni della “carne” e sono fatte da tante situazioni dell’umana debolezza. Dalle questioni sessuali alle questioni legate alla fraternità mancata, come invidia, gelosie, liti. Occorre stare attenti ad etichettare solo le questioni sessuali come opere del male quando il male assume varie dimensioni.

Proprio un percorso di amore e verità può poi condurre ai frutti dello Spirito che sono amore, gioia, pace, dolcezza.

Ecco i testi delle letture:

VANGELO – Gv 15,26-27; 16,12-15

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.
Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

PRIMA LETTURA – At 2,1-11

Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.
Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti; abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frigia e della Panfìlia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti, Giudei e proséliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio».

SECONDA LETTURA – Gal 5,16-25

Fratelli, camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare il desiderio della carne. La carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste.
Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete sotto la Legge. Del resto sono ben note le opere della carne: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere. Riguardo a queste cose vi preavviso, come già ho detto: chi le compie non erediterà il regno di Dio. Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; contro queste cose non c’è Legge.
Quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri. Perciò se viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito.

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