#24Maggio2021 – NEL DOLORE IL SENSO DELLA FAMILIARITÀ – (Maria Madre della Chiesa)

Una festa nuova quella di oggi. Una festa che pone al centro del Vangelo una scena di dolore.

Festa voluta da Papa Francesco, molto profonda e ricca di significati. Oggi ci soffermiamo su uno: la Chiesa come famiglia nel momento del dolore.

Il brano del Vangelo posto al centro è il punto culminante della Crocifissione e morte di Gesù. E cosa fa Gesù in questo momento di dolore? Se lo vive per conto suo? No, si apre all’amore, al capire il dolore altrui.

Non solo la Crocifissione e Passione era un atto di amore, ma ne da conferma in ogbi piccolo particolare.

Maria li era una madre che stava perdendo un figlio, l’atto più innaturale che ci sia.

Giovanni rappresentava la Chiesa, l’umanità, smarrita e delusa, per aver perso il suo punto di riferimento apparentemente sconfitto in croce.

Gesù li unisce, crea li la famiglia. Semplici parole che creano unione, li ha li davanti, uno di fronte all’altro. Quel “ecco” suona come una presa di coscienza.

Ne vengono due semplici considerazioni.

La Chiesa è e deve essere famiglia nel dolore degli uomini, madre che cura e accompagna, che mai fa soffrire, che mai pone sulle spalle pesi farisaici. Lo abbiamo visto in pandemia, le relazioni familiari ricoperte. La chiesa deve essere famiglia e compagnia nel dolore degli uomini.

Seconda considerazione il ruolo di Maria oggi. Non è devizionismo, ma porre al centro la preghiera a Maria è avere la certezza che la Chiesa è concreta, fatta di uomini e donne che hanno detto si, nella gioia e nel dolore, e avere una compagna di viaggio di aiuto e sollievo.

Ecco il testo del Vangelo

Gv 19,25-34

In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala.
Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.
Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.
Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua

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