#29Maggio2021 – DIO TRA STUPORE O SCHEMI INGABBIANTI – (Sabato 8a Tempo Ordinario)

A cura di Massimiliano Arena

Dio tra autorità e stupore, è questo il tema del Vangelo di oggi.

La disputa di Gesù con le varie classi sacerdotali è sempre aperta, una continua lotta che porterà Gesù fino alla Croce.

Emerge qui un attacco al tema dell’autorità, molto caro certamente a farisei, sadducei, zeloti.

In crisi era sempre il loro ruolo autoritario umano più che l’autorità di Dio. In fondo c’è da chiedersi Dio è autorità? Se Dio è Amore la sua autorità non è comando, potere, sottomissione, ma amore appunto, un amore che avvolge l’uomo nella sua totalità per condurlo alla felicità nella verità.

L’autorità di cui parlavamo i capi ebrei era tutta umana, di gestione del potere, nel tenere a freno tutto ciò che mettesse in discussione il loro potere.

Gesù in questo era visto come un rivoluzionario.

Gesù risponde alla domanda con una domanda. Gli chiede di prendere una posizione davanti alla folla, di dimostrare di saper decidere con libertà senza paura.

Crollano, non sanno cosa rispondere, preferiscono passare per ignoranti dicendo “non lo sappiamo” e non schierarsi come il testo spiega.

Gesù vuole portare a questa consapevolezza: Dio è amore e l’autorità da diffondere è l’Amore e la diffusione dell’Amore, la costruzione di una nuova civiltà dell’Amore, dove l’autorità è servizio di Amore.

Per fare questo non occorre chiudere Dio in schemi mentali, ma lasciarsi stupire da Lui, farlo arrivare nelle proprie storie, vite, fragilità.

Ecco il testo del Vangelo

Mc 11,27-33

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli andarono di nuovo a Gerusalemme. E, mentre egli camminava nel tempio, vennero da lui i capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani e gli dissero: «Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l’autorità di farle?».
Ma Gesù disse loro: «Vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, vi dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi».
Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”. Diciamo dunque: “Dagli uomini”?». Ma temevano la folla, perché tutti ritenevano che Giovanni fosse veramente un profeta. Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo».
E Gesù disse loro: «Neanche io vi dico con quale autorità faccio queste cose».

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