#30Maggio2021 – IL MISTERO DI UN DIO CHE SI FA’ CAREZZA DI AMORE – (Santissima Trinità/B)

A cura di Massimiliano Arena

Se vuoi vedi qui il video di appofondimento sulle letture di oggi

UN AMORE CHE E’ MISTERO

Oggi è la festa della Santissima Trinità. Uno tema altamente speculativo, come si suol dire, in Teologia, su cui si sono scritte e scrivono fiumi di pagine. Non è questo lo spazio per fare troppi approfondimenti teologici, ma cercare di capire qualche piccolo concetto di questo grande mistero e soprattutto quale bella utilità e preziosità abbia per la concreta vita di noi uomini.

Un grande mistero nel grande mistero della Trinità (scusate il gioco di parole) è proprio il concetto del Dio Amore. Nella Trinità c’è un uomo, perchè Dio ha deciso di farsi uomo in Cristo e abitare la storia di noi uomini, condividerla ed ora noi rivolgendoci in preghiera alla Trinità non ci rivolgiamo ad un’entità astratta, lontana da noi, ma ci rivolgiamo ad un pezzo di noi. Noi siamo un pezzo di Dio e Dio un pezzo di noi, noi siamo un pezzo della Trinità e la Trinità un pezzo di noi.

Siamo davanti a questo grande mistero di amore, del Dio fatto uomo per correre con amore dietro all’uomo.

CI AMA ANCHE SE SIAMO PIENI DI DUBBI

C’è tre passaggio stupendo nel Vangelo di oggi, che sottolinea ancora di più questo stupendo mistero di Amore.

  1. “Erano in 11…” – La comunità era ferita dal tradimento di Giuda, eppure proprio quella Comunità è ancora oggetto dell’Amore di Dio, a questa Comunità, nonostante tutto, sta chiedendo un atto di Amore, uno slancio di Amore, una missione. Dio ci ama come Chiesa, Comunità, nonostante i nostri pezzi mancanti
  2. “Si prostrarono…essi dubitarono” – Il Vangelo ci dice che dopo essersi prostrati, cioè un atto di amore, preghiera, devozione a Cristo, nello stesso momento, stanno avendo dubbi di fede. Anche qui il grande mistero di un Dio amore. Ci sta amando anche nel dubbio, ci vuole cosi con tutta la nostra meravigliosa umana debolezza davanti a Lui.

INVIATI A PORTARE AMORE ANCHE SE NON PERFETTI

Colpisce profondamente che Gesù nonostante i dubbi poi gli invii ad annunciare, a farsi “maestri” degli altri facendo nuovi discepoli da portare al cuore di Cristo.

Cristo ci invia ad essere annunciatori dell’Amore che se non siamo perfetti. Proprio la dimensione della nostra fragilità amata da Dio ci rende testimoni di un’amore ricevuto, testimoni di questa carezza di Amore.

Si la Trinità è il mistero di Dio che è comunione di Amore anche con l’uomo.

La Trinità è il mistero di un Dio che è carezza di Amore sulla fragilità umana.

La Trinità è il mistero di un Dio che per farsi amore agli uomini scegli uomini fragili per farsi portare.

UNO SGUARDO ALLA PRIMA LETTURA – Dt 4,32-34.39-40

Uno sguardo alla visione del Dio lontano, ieratico, come era il Dio degli Ebrei. Dio da amare, rispettare, insegnare nei comandi tra trasmettere di padre in figlio. Il grande mistero, la grande bellezza, del Dio del Cristianesimo è aver messo giù ogni lontananza per farsi carne umana, vicino più che mai all’uomo. Il cristianesimo è l’unica religione cosi rivoluzionaria, con un Dio cosi vicino all’umanità da farsi uomo, da insegnare agli uomini la vera vita vivendola.

UNO SGUARDO ALLA SECONDA LETTURA – Rm 8,14-17

Il Dio di Gesù Cristo non vuole essere chiamato padrone ma padre. Non siamo più schiavi ma figli, perchè lo schiavo quando sbaglia ha paura di aver perso tutto perchè il padrone lo manderà via. Il figlio quando sbaglia sa che il padre è sempre suo padre e può nonostante tutto trovare sempre e solo amore.

Ecco le letture del giorno

VANGELO – Mt 28,16-20

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono.
Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

PRIMA LETTURA – Dt 4,32-34.39-40

Mosè parlò al popolo dicendo:
«Interroga pure i tempi antichi, che furono prima di te: dal giorno in cui Dio creò l’uomo sulla terra e da un’estremità all’altra dei cieli, vi fu mai cosa grande come questa e si udì mai cosa simile a questa? Che cioè un popolo abbia udito la voce di Dio parlare dal fuoco, come l’hai udita tu, e che rimanesse vivo?
O ha mai tentato un dio di andare a scegliersi una nazione in mezzo a un’altra con prove, segni, prodigi e battaglie, con mano potente e braccio teso e grandi terrori, come fece per voi il Signore, vostro Dio, in Egitto, sotto i tuoi occhi?
Sappi dunque oggi e medita bene nel tuo cuore che il Signore è Dio lassù nei cieli e quaggiù sulla terra: non ve n’è altro.
Osserva dunque le sue leggi e i suoi comandi che oggi ti do, perché sia felice tu e i tuoi figli dopo di te e perché tu resti a lungo nel paese che il Signore, tuo Dio, ti dà per sempre».

SECONDA LETTURA – Rm 8,14-17

Fratelli, tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!».
Lo Spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se davvero prendiamo parte alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria.

VANGELO –

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