#31Maggio2021 – HAI MUTATO IL MIO LAMENTO IN DANZA – (Visitazione di Maria)

A cura di Massimiliano Arena

Termina oggi il mese dedicato a Maria e la Parola odierna ci riempie il cuore di certezze spronandolo

Stupendo il testo dell’incontro tra Maria ed Elisabetta che la Chiesa ci fa leggere in questo 31 Maggio per riflettere su un aspetto fondamentale della vita cristiana: la gioia maturata in Dio.

Nella Bibbia la gioia è sempre una sofferenza maturata, il raggiungimento di qualcosa non secondo superficiali e deboli visioni di felicità, ma come realizzazione di qualcosa, raggiunto con impegno e fatica.

Non sempre la gioia si lascia comprendere tutta, perché spesso ancora rivestita di fatica e dolore, ma si sente nel cuore che quello è il germoglio.

Maria non capiva molto di ciò che l’angelo le aveva chiesto, eppure aveva detto si, piena di dubbio e smarrimento, ma sentiva quel germoglio nel cuore, sapeva che era la maturazione di una vita impegnata nella preghiera e nel timore di Dio.

Elisabetta quasi non sperava più, eppure per lei il vuoto si è trasformato in vita.

Maria ed Elisabetta devono incontrarsi, ed anche in fretta dice il Vangelo, perché la gioia va condivisa, occorre raccontare agli altri i prodigi che sentiamo che Dio compie nelle nostre vite, sono questi i migliori annunci, le migliori catechesi.

Danzano Maria ed Elisabetta, danzano le creature che hanno in grembo.

Lasciamo trasformare la nostra vita in una danza, lasciamoci avvolgere da Dio guardando a fondo e scorgiamo i semi di quella gioia che possiamo far maturare dalle sofferenze, anche se non del tutto compresa, della gioia frutto di impegno serio.

Così il lamento si trasformerà in danza come dice il Salmo

Ecco il testo del Vangelo

Lc 1,39-56

In quei giorni, Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: “Benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore”. Allora Maria disse: “L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato a mani vuote i ricchi. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre”. Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.


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