#01Giugno2021 – LA VITA E LA COSCIENZA – (Martedì 9a Tempo Ordinario)

A cura di Massimiliano Arena

Eterna lotta spesso descritta in questo testo quasi tra laicità e politica. Inutile contesa, forse c’è qualcosa di più profondo.

In qualsisi modo Gesù avesse risposto sarebbe stato un errore. Era un grande tranello.

Dare ragione ai Romani gli avrebbe tirato dietro l’ira della povera gente stanca ed oppressa.

Dare ragione alla gente gli avrebbe fatto prendere il titolo di sobbillatore del popolo contro l’autorità romana.

Un tranello architettato ad arte, come altri, che hanno poi portato Gesù alla morte.

Ma puntiamo sulla risposta di Gesù. Cosa vuol dire?

Ci leggiamo sempre un invito a non confondere le cose di Dio con le cose del mondo, la laicità e la politica.

Ci leggiamo l’impegno dei cristiani ad essere sprono nella società ma senza invadere i campi che sono della politica.

Tutte interpretazioni vere e profonde.

Vorrei qui lanciare qualche provocazione su una dimensione: la coscienza.

Spesso ci troviamo a vivere situazioni in cui sappiamo che sarebbe giusto fare in un modo ma la concretezza della vita ci porta a fare diversamente.

Sappiamo che per essere bravi cristiani, essere bravi ed onesti cittadini, dobbiamo comportarci in un certo modo ma le cose concrete, la famiglia, il lavoro, imprevisti, dolori ci portano a scegliere diversamente per arrangiarci.

Qui entra in gioco la coscienza. La vita è la vita, avrà sempre le sue questioni e le sue contraddizioni. Ma tu, tu sei di Dio, dentro te senti ciò che fai, davanti alle scelte senti il peso molte volte di ciò che é giusto e sbagliato, sente le forze dentro che ti dicono ma posso fare così e così per poi spesso cedere al “ma fanno tutti così é normale”.

No tu sei di Dio, ascolta la tua voce interiore che ti riporta alla tua vera dignità.

Ecco il testo del Vangelo


Mc 12,13-17
In quel tempo, mandarono da Gesù alcuni farisei ed erodiani, per coglierlo in fallo nel discorso.
Vennero e gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno, ma insegni la via di Dio secondo verità. È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?».
Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché volete mettermi alla prova? Portatemi un denaro: voglio vederlo». Ed essi glielo portarono.
Allora disse loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Gesù disse loro: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio».
E rimasero ammirati di lui

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