#02Giugno2021 – IL DIO DELLA VITA CHE MI CAMBIA LA VITA – (Mercoledì 9a Tempo Ordinario)

A cura di Massimiliano Arena

Come il testo di ieri al centro di questo episodio vi è un profondo recupero della nostra dignità e preziosità

Nel meditare il testo di ieri, di Gesù che parla delle cose di Cesare e di Dio, abbiamo sottolineato come al centro sia fondamentale rimettere la nostra dignità di figli di Dio, di creature con la firma di Dio che hanno nel loro cuore una profonda coscienza con cui ridare dignità alle scelte che spesso cadono in umane visioni, troppo….troppo basse.

L’episodio del testo di oggi pone Gesù in un ulteriore discussione/tranello.

La discussione sembra porre al centro la questione del matrimonio – divorzio, ma essa è realmente marginale. O meglio diviene secondaria poichè vi è un passaggio fondamentale da fare prima: chiedersi chi è Dio per me.

Nel testo di ieri la scelta su come fare le scelte era dettata dalla coscienza, perchè se nella coscienza senti di essere di Cristo, di valere, non svendi tale preziosità alla superficialità e al non Bene.

Qui la domanda è oltre cosa è lecito, o di chi è moglie o marito secondo umani schemi.

La domanda principale resta “ma Dio per te è il Dio della vita o della morte?”.

Cosa significa nel concreto?

Se Dio per me è Dio della morte giudico ogni cosa umana come un limite, come negatività da giudicare, forse punire e mettere in ordine.

Se Dio per me è Dio della vita vedo ogni cosa umana, ogni caduta, come una ferita innanzitutto da amare in me e negli altri, perchè il Dio della vita non si perde nel giudizio ma ti cambia la vita, la rinnova.

In pochi anzichè chiedersi di chi sarà moglie la donna con tanti mariti si chiederà forse cosa ha portato a tanta fragilità e debolezza? Cosa è possibile amare, curare, valorizzare?

Ecco il testo del Vangelo

Mc 12,18-27

In quel tempo, vennero da Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e lo interrogavano dicendo: «Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che, se muore il fratello di qualcuno e lascia la moglie senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. C’erano sette fratelli: il primo prese moglie, morì e non lasciò discendenza. Allora la prese il secondo e morì senza lasciare discendenza; e il terzo egualmente, e nessuno dei sette lasciò discendenza. Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. Alla risurrezione, quando risorgeranno, di quale di loro sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie».
Rispose loro Gesù: «Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno né moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli. Riguardo al fatto che i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del roveto, come Dio gli parlò dicendo: “Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe”? Non è Dio dei morti, ma dei viventi! Voi siete in grave errore».

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