#08Giugno2021 – NON SVENDERE LA LUCE ED IL BEL SAPORE CHE SEI – (Martedì 10ma Tempo Ordinario)

A cura di Massimiliano Arena

Continuiamo la lettura del capitolo 5 di Matteo, che ci spiega alcuni risvolti pratici delle Beatitudini.

Vivere le Beatitudini di cui parlavamo ieri aiuta a dare senso, luce, sapore alla vita.

Vivere con la consapevolezza che la vita è fatta di momenti belli, pieni di energia, bellezze, soddisfazioni, ed anche quelli bui, tristi, pesanti e sapere come riempirli di senso, come ha fatto Cristo, come offerta, partecipazione, della sua missione di Amore, da un salto di qualità.

La nostra vita prende sapore, quel sapore che senza le Beatitudini rischieremmo di perdere, di vagare senza senso in mezzo a buio e sofferenza, in mezzo a decisioni forti.

E’ importante dare un senso alla sofferenza, alle lacrime, alla lotta per la giustizia, alle faticose operazioni di pace.

Perchè uno dovrebbe fare tutto ciò? Per quale motivo?

Perchè dietro di essi, nella fedeltà alla propria vita, senza fuggire ed alienarsi, nella fedeltà alle proprie scelte, anche faticose, si nasconde la strada della vera felicità, anche se non appare, anche se lontana.

Se il cristiano perde di vista questo perde il suo sapore, è come un sale che non da più senso e sapore al mondo. E quanto ci capita spesso di essere cristiani senza sapore.

Se perdiamo sapore non siamo più luce e dobbiamo diventare nascosti, incapaci di fare rivoluzione nel mondo.

Gesù non ci vuole perfetti per fare la sua rivoluzione di amore, non ci vuole super-eroi, ma persone fragili, che accettano la propria fragilità, sanno presentarla a Dio per lasciarla riempire di senso nuovo e pian piano aggiungere pezzetti di luce.

Ecco il testo del Vangelo

Mt 5,13-16

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

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