#26Giugno2021 – IL SUO OBIETTIVO È LA TUA GUARIGIONE – (Sabato 12ma Tempo Ordinario)

A cura di Massimiliano Arena

Il termine guarigione appare tantissime volte in questo testo.

È interessante vedere la scena che forse ritrae più giornate della vita di Gesù, come un continuo camminare quasi alle ricerca di persone malate da guarire.

La frase finale del Vangelo forse riassume in pieno l’obiettivo di Gesù: prendere su di sé le nostre infermità.

Ci sono alcune cose da sottolineare: cosa è una malattia? Cosa significa prenderle su di sé? Cosa accomuna questi guariti?

La malattia nella Bibbia non è mai qualcosa di solo esteriore, indica sempre un non funzionamento dell’interiorità. Nella nostra società odierna possiamo dirlo, le malattie spirituale, morali, psichiche spesso sono peggiori, più logoranti di quelle fisiche.

Scelte sbagliate, non attenzioni, impostazioni della vita non luminose portano a logorazioni interiori, incacrenimenti, dolore, sofferenza, morte.

Gesù prende su di sé le infermità. Cioè si fa carico con amore della nostra malattia, dal dolore che manifesta fino alla motivazione per cui siamo malati e vuole curarci perché non soffriamo più, vuole sanare nel profondo. Questa sanazione parte dal sentirci amati da Lui, nel profondo della nostra fragilità, e impostare nel suo Amore nuova vita, nuove scelte.

Gesù non è un pronto soccorso solo, dove tamponare un emergenza, ma Egli è una vera casa di cura che cerca nel profondo le motivazioni per cui si è sofferenti di una malattia.

Cosa accomuna tutti i guariti? L’umiltà di sentirsi malati e lasciarsi guidare.

Ecco il testo del Vangelo

Mt 8,5-17
In quel tempo, entrato Gesù in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò». Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa».
Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno cacciati fuori, nelle tenebre, dove sarà pianto e stridore di denti». E Gesù disse al centurione: «Va’, avvenga per te come hai creduto». In quell’istante il suo servo fu guarito.
Entrato nella casa di Pietro, Gesù vide la suocera di lui che era a letto con la febbre. Le toccò la mano e la febbre la lasciò; poi ella si alzò e lo serviva.
Venuta la sera, gli portarono molti indemoniati ed egli scacciò gli spiriti con la parola e guarì tutti i malati, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:
“Egli ha preso le nostre infermità
e si è caricato delle malattie

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