#02Luglio2021 – ACCOGLI IN CRISTO LA NOVITA’ DI TE STESSO – (Venerdì 13ma Tempo Ordinario)

A cura di Massimiliano Arena

La chiamata di Matteo, Levi il pubblicano, ci dice con profondità che Cristo sia venuto per la salvezza dei peccatori.

Era seduto al suo banchetto Matteo, li chiuso nel mondo del suo apparente potere e delle sue sicurezze. Quel potere che esercitava con la possibilità di coercizione sul popolo gli dava forse un senso di soddisfazione, si sentiva forte ed importante. Eppure non del tutto, qualcosa non lo rendeva ancora soddisfatto in pieno.

Quando vede passare Gesù sente che deve andare oltre osare di più, quello sguardo, quella chiamata lo fa scattare di colpo.

Si alza e segue, accoglie questa novità che sta entrando nella sua vita, accoglie Cristo come un dono.

Ma Cristo gli chiede ancora di più, crea ancora maggiore stupore nel suo cuore ed in quello altrui: vuole andare a mangiare a casa di Matteo.

Entrare in una casa altrui per gli Ebrei era entrare nel mondo di una persona, accogliere in casa era viverne la profonda familiarità.

Mangiare con qualcuno, condividere lo stesso pane, era simbolo di profonda fraternità.

Gesù vuole farsi fratello di Matteo, vuole liberarlo da ogni peso nel cuore per il suo ruolo, per ciò che aveva scelto prima. Vuole che gli altri non si scandalizzino di ciò e credano che Matteo è davvero cambiato.

Gesù osa, va a casa, per rompere ogni schema, ogni giudizio.

Questa è rivoluzione del Cristianesimo. Dicevamo nei giorni scorsi che accogliendo il dono della novità di Cristo non occorre voltarsi indietro. Spesso dietro ci sono i giudizi delle persone, ancora taglienti e rigidi.

Occorre perdonarsi prima di tutto. Gesù fa sentire Matteo perdonato e vuole che gli altri accolgano il dono del nuovo Matteo come Matteo ha accolto il dono di Cristo.

Questo dobbiamo fare tra noi: donarci amore, curare i peccati altrui con amore, accoglierci come doni gli uni con gli altri.

Ecco il testo del Vangelo

Mt 9,9-13

In quel tempo, Gesù, vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: