#25Luglio2021 – IL VERO MIRACOLO E’ LA CONDIVISIONE – (17ma Domenica del Tempo Ordinario/B)

A cura di Massimiliano Arena

UNA FOLLA CHE HA BISOGNO

Gesù si trova davanti una folla che ha bisogno, un bisogno impellente e primario: ha fame.

Quanti bisogni le folle di ogni tempo hanno avuto, quanti bisogni abbiamo noi folla di oggi.

Sarebbe interessante provare davvero ad analizzare i bisogno che ciascuna società, ciascun individuo ha, quelli veri, profondi.

Forse oggi soffriamo (ed il Covid lo ha amplificato) di due piaghe: individualismo e paura.

La paura del futuro perchè mancano tante basi, la paura di affrontare questo futuro da soli, spersi.

In fondo se leggiamo bene questo testo del Vangelo con i soldi che c’erano sarebbe bastato eccome il pane per tutti, almeno per quella giornata, ma Gesù sa che non nulla sarebbe bastato per la vera fame, il vero bisogno di quella folla.

Non ci stanchiamo di presentare a Cristo i nostri bisogni, ogni giorno, ogni Domenica nella celebrazione, e chiedere a Lui di saziarci.

IL MIRACOLO DELLA MOLTIPLICAZIONE

Gesù sfama tutti, moltiplica i pani ed i pesci. Un testo primario per parlare di Eucaristia, di Cristo Pane che sfama, di Cristo che si fa cibo. Ma qual’è il vero miracolo dell’Eucaristia? Il fatto che pane e vino diventano Corpo e Sangue (cosa su cui ci dividiamo sempre con i protestanti)? Oppure il vero miracolo è ammettere che Dio si condivide con l’uomo? L’Eucaristia è un azione più che un pezzo di pane da prendere. E’ l’azione di Dio, è il Natale confermato per l’Eterno. Dio decide di condividersi con noi uomini e condividendo la storia con noi uomini ci sfama.

Dio si vuole condividere con noi per sfamare le due piaghe più forti della storia che dicevamo prima: l’individualismo e la paura.

Dio si condivide con te che ti senti solo e spaventato del tuo futuro e si fa compagno di viaggio, perchè tu possa fare revisione della tua vita, scavare in te alla luce della Sua Parola e riprendere luce, vigore.

Dio si condivide con te nelle tue paure perchè revisionata la tua vita, le tue ferite, le tue fragilità alla luce della Sua Parola tu possa diventare speranza, possa capire di essere un nuovo seme da investire ancora.

IL MIRACOLO DELLA CONDIVISIONE

La moltiplicazione dei pani e dei pesci non sarebbe mai stata possibile se non grazie al quel ragazzo disposto a condividere ciò che aveva. E’ questo il vero miracolo più profondo: la condivisione.

C’è uno strano giro di amore.

Dio si condivide con noi uomini perchè noi possiamo condividire tra noi e condividendoci tra noi, condividiamo tra noi Dio.

Non è un gioco di parole, ma una profonda verità. Oggi il mondo necessità di capacità di condivisione. In ogni settore, dalle Comunità Ecclesiali a quelle civili occorre investire maggiormente in condivisione, solo attraverso la capacità di condivisione dei problemi, delle fatiche, delle soluzioni, si può rinascere post Covid, si può costruire un mondo diverso e migliore.

Dio per donarsi al mondo ha bisogno della nostra capacità di condivisione.

IL BENE AVANZA

Il cibo condiviso basta e avanza, ne avanzano 12 ceste, simbolo delle 12 tribù di Israele, 12 discepoli. Nella condivisione il Bene della comunità viene moltiplicato e avanza per tutti, i benefici si diffondono.

UNO SGUARDO ALLA PRIMA LETTURA

Il miracolo era stato già compiuto in passato. Stesse dinamiche: bisogno dell’uomo, condivisione, bisogno sfamato, cibo avanzato. Dio ripete le sue opere di Amore e le fa sempre nuove, in Cristo specialmente.

UNO SGUARDO ALLA SECONDA LETTURA

Siamo stati chiamata alla vocazione dell’Amore. La Comunità è il luogo in cui vivere Dio, una Comunità che cammina come unico Spirito, unico Corpo. Il problema è e resta educarsi davvero alla condivisione, tutti, da chi guida agli ultimi della Comunità.

Ecco i testi delle letture

PRIMA LETTURA – 2Re 4,42-44

In quei giorni, da Baal Salisà venne un uomo, che portò pane di primizie all’uomo di Dio: venti pani d’orzo e grano novello che aveva nella bisaccia.
Eliseo disse: «Dallo da mangiare alla gente». Ma il suo servitore disse: «Come posso mettere questo davanti a cento persone?». Egli replicò: «Dallo da mangiare alla gente. Poiché così dice il Signore: “Ne mangeranno e ne faranno avanzare”».
Lo pose davanti a quelli, che mangiarono e ne fecero avanzare, secondo la parola del Signore
.

SECONDA LETTURA – Ef 4,1-6

Fratelli, io, prigioniero a motivo del Signore, vi esorto: comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell’amore, avendo a cuore di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace.
Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti.

VANGELO Gv 6,1-15

In quel tempo, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.
Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo».
Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.
Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano.
E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.

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