#31Luglio2021 – LA VERITA’ RENDE VERI UOMINI – (Sabato 17ma Tempo Ordinario)

A cura di Massimiliano Arena

Profonda e concreta questa pagina del Vangelo che ci incoraggia a stare nella Verità, cercarla, costruirla.

Scegliere con coraggio nella vita, secondo la luce del Vangelo, a partire dalla propria vita concreta di tutti i giorni anche se non compresi. Questo ci siamo detti nei giorni scorsi. E’ questo è un cammino verso la Verità.

Di Verità ci parla il vangelo di oggi, vari personaggi che hanno a che fare con Essa, o meglio con Lui, perchè la Verità è Cristo e solo nella relazione con Lui facciamo luce su noi, prendiamo forza per fare ciò.

Giovanni Battista, Erode, Erodiade e la figlia anonima di questa sono i personaggi di oggi.

Giovanni Battista non ha paura della Verità, è priorità per lui, in essa è capace di immolare ogni cosa, ha scelto la Parola di Dio come priorità e con essa rilegge la vita. Cerca di portare anche Erode alla Verità.

Erode è infastidito dalla Verità, specialmente se questa mette in luce i suoi limiti che vive con falso vanto, perchè di essi si vergogna, ed è capace di ogni compromesso.

Erodiade sa manipolare la Verità, capace di ogni cosa pur di raggiungere i suoi obiettivi, di emergere col suo prestigio e potere, che in realtà non ha ma conquistato con inganno deve proteggere con violenza.

La figlia, anonima, appare come persona incapace della Verità, ne di accoglierla ne di combatterla. Una persona quasi senza storia, vuota, che necessita della manipolazione della madre per andare avanti.

E noi? come ci poniamo davanti alla Verità? Come Giovanni che la difende, Erode che ne ha paura, Erodiade che la manipola, o siamo anonimi indifferenti come la figlia?

Ecco il testo del Vangelo

Mt 14,1-12

In quel tempo al tetrarca Erode giunse notizia della fama di Gesù. Egli disse ai suoi cortigiani: «Costui è Giovanni il Battista. È risorto dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi!».
Erode infatti aveva arrestato Giovanni e lo aveva fatto incatenare e gettare in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo. Giovanni infatti gli diceva: «Non ti è lecito tenerla con te!». Erode, benché volesse farlo morire, ebbe paura della folla perché lo considerava un profeta.
Quando fu il compleanno di Erode, la figlia di Erodìade danzò in pubblico e piacque tanto a Erode che egli le promise con giuramento di darle quello che avesse chiesto. Ella, istigata da sua madre, disse: «Dammi qui, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista».
Il re si rattristò, ma a motivo del giuramento e dei commensali ordinò che le venisse data e mandò a decapitare Giovanni nella prigione. La sua testa venne portata su un vassoio, fu data alla fanciulla e lei la portò a sua madre.
I suoi discepoli si presentarono a prendere il cadavere, lo seppellirono e andarono a informare Gesù.

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