#05Settembre2021 – “ASSORBI BELLEZZA PER ESPRIMERE BELLEZZA” – (23ma Tempo Ordinario/B)

A cura di Massimiliano Arena

UN DIO IN CAMMINO

Inizia questo brano del Vangelo con un versetto che parla di un Cristo in cammino, in varie regioni, allargando giri immensi, per annunciare, per raggiungere mete in cui incontrare persone e spesso, quasi sempre, le categorie più svantaggiate e colpite. Il vangelo ci parla continuamente di un Cristo in cammino verso l’umanità ferita. Spesso le coordinate geografiche dei suoi viaggi spaventano perchè parlano di viaggi senza senso, con giri larghi fatti apposta per allungare, perchè forse lì, proprio lì in quella allungata di strada, si nasconde una storia da incontrare, da curare, da riempiere di tenerezza.

Guardiamolo così il nostro Dio, un Padre che ci cerca sempre con amore nelle nostre strade perse. Quanto ci ha fatto perdere il Covid e non solo economicamente, ma di certezze, sicurezze personali, punti di vista del futuro, visioni del futuro. Come ci sentiamo spesso impoveriti e smarriti e vorremmo sentire il calore di qualcuno che ci cerca. Si, Cristo ci cerca sulle nostre strade per donarci la Sua Tenerezza che diventa interesse per noi, Luce per il nostro buio, guarigione per noi.

UNA PRECISA MALATTIA DA CURARE

Il Vangelo descrive con certosina precisione la malattia di questo uomo. Per un testo antico è già tanto. Un sordomuto, impossibilità a parlare e a sentire. Incapace di parlare quindi perchè non può sentire, non può assimilare parole, usare fonemi vari.

Simbolo di una malattia che ci colpisce spesso: l’incapacità di operare il bene perchè non vogliamo assorbire il bene, impararlo.

Il primo comandamento dell’Antico Testamento è “Ascolta Israele” la Parola del Signore perchè poi dovrai ripeterla , viverla, insegnarla. Come uomini se vogliamo vivere, operare, far eco di cose buone, belle e positive, dobbiamo imparare ad assimilare cose positive.

Gesù lo prende in disparte. Stupendo momento, intimo. Necessitiamo di momenti di silenzio, in disparte, di solitudine umana ma con pienezza di Dio. Il vangelo richiama qui quasi il gesto della Genesi della creazione, saliva e contatto con la corporeità umana. Gesù sta ricreando quell’uomo, gli sta ridando vita.

Quante volte ci sentiamo svuotati, incapaci di fare più cose positive, perchè non ne abbiamo più dentro. Anche qui il Covid ci ha dato una mazzata. Ci ha messi con le spalle al muro, specialmente nei momenti di lockdown, con tutte le nostre fragilità e paure da emergere. Chissà quante volte abbiamo sentito la necessità di fare il pieno di positività perchè ormai svuotati.

Lasciamoci riempire da Cristo, cerchiamo momenti di solitudine umana riempita di presenza di Dio.

APERTI A PAROLE CORRETTE

L’uomo viene sciolto nella lingua e parla “correttamente” cioè con senso buono, vero. E noi? Come usiamo spesso la nostra lingua? Il nostro parlare è improntato alla positività o solo alla distruzione degli altri? Quanto veleno sputiamo spesso.

Ferite, delusioni, consapevolezza personali ci portano spesso a tirare fuori il peggio di noi. La nostra lingua è fatta per parlare correttamente, dare senso positivo, donare tenerezza e amore, parole costruttive. Nella negatività essa diventerà sempre più secca e sterile.

All’uomo si scioglie la lingua e parla correttamente perchè ha ascoltato la Parola di Cristo, il suo annuncio di bellezza, il suo “Effata”. La buona notizia ascoltata ha fatto eco e lui può parlare correttamente.

Se vogliamo tornare a dare positività alle nostre parole forse dobbiamo tornare ad assimilare positività e quale migliore positività se non in Dio e nella Sua Parola.

UNO SGUARDO ALLA PRIMA LETTURA

Dio dona positività agli smarriti di cuore, apre i loro cuori, i loro occhi. Dio porta sempre bella notizia, buone notizie. A noi sta solo accoglierle. Lo zoppo salta, il muto griderà gioia. Da Dio esce solo positività, a noi sta volerla assorbire.

UNO SGUARDO ALLA SECONDA LETTURA

Giacomo parla di corretto amore fraterno da vivere nella giustizia che da dignità anche al povero. Assorbire positività dalla Parola di Dio ci porta ad azioni positive, nuove, belle e che danno bellezza e giustizia anche agli altri, rimettono ordine e giustizia.

Ecco i testi delle letture

VANGELO – Mc 7,31-37

In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidòne, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli.
Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente.
E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».

PRIMA LETTURA – Is 35,4-7

Dite agli smarriti di cuore:
«Coraggio, non temete!

Ecco il vostro Dio,
giunge la vendetta,
la ricompensa divina.
Egli viene a salvarvi».
Allora si apriranno gli occhi dei ciechi
e si schiuderanno gli orecchi dei sordi.
Allora lo zoppo salterà come un cervo,
griderà di gioia la lingua del muto,
perché scaturiranno acque nel deserto,
scorreranno torrenti nella steppa.
La terra bruciata diventerà una palude,
il suolo riarso sorgenti d’acqua.

SECONDA LETTURA – Gc 2,1-5

Fratelli miei, la vostra fede nel Signore nostro Gesù Cristo, Signore della gloria, sia immune da favoritismi personali.
Supponiamo che, in una delle vostre riunioni, entri qualcuno con un anello d’oro al dito, vestito lussuosamente, ed entri anche un povero con un vestito logoro. Se guardate colui che è vestito lussuosamente e gli dite: «Tu siediti qui, comodamente», e al povero dite: «Tu mettiti là, in piedi», oppure: «Siediti qui ai piedi del mio sgabello», non fate forse discriminazioni e non siete giudici dai giudizi perversi?
Ascoltate, fratelli miei carissimi: Dio non ha forse scelto i poveri agli occhi del mondo, che sono ricchi nella fede ed eredi del Regno, promesso a quelli che lo amano?

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