#13Ottobre2021 – CONDANNA O AMORE? – (Mercoledì 28ma Tempo Ordinario)

A cura di Massimiliano Arena

Una pagina di Vangelo dedicata a tutti i cristiani, in particolare a sacerdoti, educatori, docenti, genitori, coloro che hanno un ruolo di responsabilità sulle vite altrui.

Il peso dei farisei mette in discussione Gesù che giudicavano l’operato altrui, condannando, imponendo cose dure da fare per essere perfetti, per pentirsi delle mancanze, ma poi loro stessi non conducevano una vita pienamente bella, armoniosa, limpida.

Creavano un peso nel cuore delle persone che si sentivano sempre da meno, sempre giudicate, sempre escluse perchè non raggiungevano ideali di perfezione.

Pagavano la decima, un apparente atto di perfetta carità, di buonismo, ma poi dimenticavano la giustizia e l’amore di Dio.

Ieri abbiamo riflettuto su esteriorità o interiorità, oggi al centro c’è un’altra domanda: condanna o amore?

I farisei erano autorità religiosa. Queste parole di Gesù si rivolgono a noi “religiosi”, a noi cristiani, specialmente a chi come i farisei ha un ruolo su altri. Si rivolge ai sacerdoti, agli educatori, ai docenti, ai genitori a tutti coloro che vivono il loro essere cristiani in ruolo di responsabilità.

E’ più giusto fare i perfettini e buonisti e condannare ed escludere chi non è perfetto, oppure riempire di amore condividendo nella fraternità le fragilità di tutti per lasciarle riempire dall’amore di Dio?

Ecco il testo del Vangelo

Lc 11,42-46

In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l’amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle. Guai a voi, farisei, che amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze. Guai a voi, perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo».
Intervenne uno dei dottori della Legge e gli disse: «Maestro, dicendo questo, tu offendi anche noi». Egli rispose: «Guai anche a voi, dottori della Legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!».

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