#20Ottobre2021 – RISPONDI PER TE, SENZA ACCUSE AD ALTRI – (Martedì 29ma Tempo Ordinario)

A cura di Massimiliano Arena

Siamo spesso soliti accusare gli altri, cercare sempre in altri le motivazioni, le scintille dei nostri fallimenti e momenti bui.

Da sempre l’uomo delega ad altri le colpe. E’ vero si, ci sono cose che subiamo, dei mali che subiamo, ma spesso, troppo spesso, diventa in noi un noioso ritornello il dire che la colpa è sempre degli altri, che sono altri che devono rispondere per questo.

Ciascuno è amministratore della sua vita, anche se con poche risorse ed anche se condizionata. Ciascuno è e resta responsabile del pezzo di vita che è chiamato a coltivare.

Spesso ci adagiamo in alcune convinzioni, scelte, senza calcolare tutti gli aspetti e conseguenze.

Manchiamo della virtù della prudenza, quella capacità di guardare oltre, calcolare le situazioni, i rischi, provare a chiedere quali conseguenze possano avere nostre azioni o scelte. Calcolare prima ci libera dal subire poi movimenti e scelte quasi senza che c’è ne accorgiamo.

Ma nulla è mai perso. Dio ti ama ed è accanto a te, oggi, per dirti di riprendere in mano, da oggi, riiniziando da oggi, la tua vita e viverla con responsabilità, rispondendo con gioia, prudenza, consapevolezza delle tue azioni.

Dio ti ama ed il tuo passato lo ama. Oggi sei chiamato a rispondere in maniera sempre nuova.

Ecco il testo del Vangelo

Lc 12,39-48

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».
Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.
Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.
Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche.
A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».

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