#10Gennaio2022 “LA BELLEZZA DELLO STRAORDINARIO NELL’ORDINARIO” (Lunedì 1a TempoOrdinario)

Riprende il Tempo Ordinario dopo il caos del Tempo Natalizio, in piena confusione di quarta ondata

Da oggi la liturgia ci fa iniziare il Tempo Ordinario avendo fino a ieri prolungato ancora il tempo del Natale.

L’invito di Gesù in questo episodio é meravigliosamente ordinario e per questo straordinario. Mi spiego. Gesù chiama dei pescatori ad essere pescatori di uomini. Pescatori di pesci, anche falliti perché non presero nulla, ad essere pescatori di uomini con delle responsabilità. Dio non ci chiede chissà cosa, non ci chiede di cambiare chissà cosa, ma di innalzare ciò che siamo: da pescatori a pescatori di uomini. Nonostante le nostre fragilità e limiti ci chiede di innalzare.

Chiede che ci fidiamo di Lui mettendo a disposizione del Suo Progetto di Amore ciò che siamo nel quotidiano, nella fatica ed imperfezione. Sarà Lui a rendere tutto ciò straordinario. Nulla di noi é da scartare.

Non elima ciò che sono, ma alza la qualità, da pesci a uomini. Dio ci chiama a cooperare con la Sua Missione di Amore, non ci chiede di stravolgere la nostra vita, ma di prendere ciò che siamo e metterelo nel Suo Progetto di Amore e Lui alzerà la qualità. Genitori, figli, giovani o anziani, lavoratori vari, inseriti in progetti vari, allegri o tristi…Dio prende ciò che siamo e lo utilizza per il Suo Progetto di Amore. A noi sta guardarlo e dire “Si” oppure dire “No”…o peggio ancora girare la testa.

Ecco il testo del Vangelo

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 1,14-20.

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva:
«Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo».
Passando lungo il mare della Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori.
Gesù disse loro: «Seguitemi, vi farò diventare pescatori di uomini».
E subito, lasciate le reti, lo seguirono.
Andando un poco oltre, vide sulla barca anche Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello mentre riassettavano le reti.
Li chiamò. Ed essi, lasciato il loro padre Zebedèo sulla barca con i garzoni, lo seguirono.

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