#04Maggio2022 – DARE E RICEVERE LA VITA – (Mercoledì 3a di Pasqua)

Gesù si definisce “pane della vita”. Un pane che nutre, da vita. Cosi si era identificato nell’ultima Cena. Cosi vuole mostrarsi.

Cristo ci comunica ciò che il Padre gli da, cioè la vita di Dio, la vita dell’Eterno.

Stare in Cristo, vivere la nostra relazione con Cristo ci permette di vivere secondo un respiro più ampio, più alto, più profondo.

Perchè ci sono alcuni capaci di restare forti, calmi, anche dinanzi a grandi difficoltà? Come fanno alcuni a custodire una pace nel cuore anche dinanzi a grandi tempeste?

Sono coloro che si nutrono di Cristo, della Sua Parola, masticano in se stessi Cristo tanto da assimilarne parole, sentimenti, sguardi. Sono coloro che sanno vedere le cose con lo guardo dell’Eterno.

Quello che accade ai primi discepoli, capaci di restare uniti dopo la morte di Cristo, dopo le persecuzioni come quelle di Stefano. Restare uniti.

Impariamo a nutrirci di Cristo, leggere la Parola, farci domande dinanzi ad essa per assimilarla, ragionare come Cristo.

ECCO I TESTI DI OGGI

VANGELO – Gv 6,35-40

In quel tempo, disse Gesù alla folla:
«Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai! Vi ho detto però che voi mi avete visto, eppure non credete.
Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».

PRIMA LETTURA – At 8,1-8

In quel giorno scoppiò una violenta persecuzione contro la Chiesa di Gerusalemme; tutti, ad eccezione degli apostoli, si dispersero nelle regioni della Giudea e della Samarìa.
Uomini pii seppellirono Stefano e fecero un grande lutto per lui. Sàulo intanto cercava di distruggere la Chiesa: entrava nelle case, prendeva uomini e donne e li faceva mettere in carcere.
Quelli però che si erano dispersi andarono di luogo in luogo, annunciando la Parola.
Filippo, sceso in una città della Samarìa, predicava loro il Cristo. E le folle, unanimi, prestavano attenzione alle parole di Filippo, sentendolo parlare e vedendo i segni che egli compiva. Infatti da molti indemoniati uscivano spiriti impuri, emettendo alte grida, e molti paralitici e storpi furono guariti. E vi fu grande gioia in quella città.

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