#19Settembre2022 – BENEDICI SIGNORE LE NOSTRE SCELTE – (Domenica 25ma Tempo Ordinario/C)

Un Vangelo, quello di questa Domenica, che mette in crisi nella sua interpretazione: può mai Gesù lodare un disonesto che sfrutta la ricchezza del suo padrone? La risposta è si, ma procediamo per gradi.

Ci troviamo davanti ad un amministratore che ha rubato al suo padrone, è diventato ricco per togliersi qualche sfizio alle spalle del suo padrone.

Sovente uomini ricchi del passato, come oggi, davano in mano ad amministratori vari la gestione delle loro ricchezze, le vendite dei prodotti, la paga di fornitori ed operai.

Come è spesso capitato (diremmo ogni mondo è paese) alcuni amministratori giocavano sui conti per arronzare a loro favore qualche cifra, mese per mese, cosi da farsi una piccola ricchezza per togliersi sfizi. In fin dei conti vedevano passarsi avanti grandi ricchezze di cui erano responsabili ma restano pur sempre piccoli operai.

Viene scoperto e il suo padrone vuole licenziarlo ed ha paura di non poter più rientrare nel mondo del lavoro. Nessuno lo prenderà a fare più l’amministratore con questa nota negativa. Altri lavori non se ne parla a farli, non ha mai investito in altro.

Decide cosi di farsi qualche amico. Continua a rubare ma diremmo questa volta a fin di bene. Chiama tutti i debitori del suo padrone e falsifica i fogli di debito condonando alcuni debiti. Il suo padrone forse non lo saprà mai, o nel casino già combinato non scoprirà cosa e vero e cosa è falso, ma così lui si sarà fatto qualche amico che magari gli darà un amico per senso di riconoscenza.

Dobbiamo tener presente che ci troviamo nel Vangelo di Luca, un vangelo rivolto ai pagani, a coloro che necessitavano di una percorso di conversione, di sentire tutta la Misericordia del Padre, che proprio domenica scorsa abbiamo meditato.

Quindi Gesù loda non la sua disonesta, ma il suo minimo cambiamento. Questa volta sta continuando a rubare, ma facendo del bene, cercando di indirizzare al bene la sua vita e sopratutto quella degli altri, questi che erano sommersi di debiti con il suo padrone.

Sposta il baricentro del suo egoismo da se stesso agli altri, se pur sempre per tornaconto personale, ma è un passo, una capacità , un desiderio di salvare la propria vita comunque facendo del bene ad altri.

Non è sempre cosi facile scegliere tra il bene e il male, non è sempre tutto bianco o nero, ci sono mille versione di grigio in mezzo. Dio benedica le nostre scelte, spesso dolorose e costose, pur di orientare sempre più al bene, anche se ancora tra mille frammenti di male, la nostra vita. Non ci scoraggiamo, è un cammino che dura una vita!

UNO SGUARDO ALLA PRIMA LETTURA – Am 8,4-7

Usare i bisogno degli altri è sempre sbagliato. Aumentare se stessi usando gli altri è contro Dio (quindi contro il fratello). Il testo di Amos ci riprende su questo. Ciò che l’amministratore ha fatto è sempre ed ancora sbagliato per la vecchia Legge. Gesù invece cerca di cogliere, se pur da lontano, ogni piccola di scintilla di bene.

UNO SGUARDO ALLA SECONDA LETTURA – 1 Tm 2,1-8

Uno solo è il Salvatore ricorda Paolo a Timoteo. Non possiamo salvarci senza Cristo. Occorre pregare davvero per chi ha compiti di responsabilità da cui altre vite dipendono perchè oriente al bene, secondo il cuore del Salvatore, le proprie scelte.

ECCO I TESTI DI QUESTA DOMENICA

VANGELO – Lc 16,1-13

In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli:
«Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare”.
L’amministratore disse tra sé: “Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”.
Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”. Quello rispose: “Cento barili d’olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”. Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”.
Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce.
Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne.
Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?
Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».

PRIMA LETTURA – Am 8,4-7

Il Signore mi disse:
«Ascoltate questo,
voi che calpestate il povero
e sterminate gli umili del paese,
voi che dite: “Quando sarà passato il novilunio
e si potrà vendere il grano?
E il sabato, perché si possa smerciare il frumento,
diminuendo l’efa e aumentando il siclo
e usando bilance false,
per comprare con denaro gli indigenti
e il povero per un paio di sandali?
Venderemo anche lo scarto del grano”».
Il Signore lo giura per il vanto di Giacobbe:
«Certo, non dimenticherò mai tutte le loro opere».

SECONDA LETTURA – 1 Tm 2,1-8

Figlio mio, raccomando, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che stanno al potere, perché possiamo condurre una vita calma e tranquilla, dignitosa e dedicata a Dio. Questa è cosa bella e gradita al cospetto di Dio, nostro salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità.
Uno solo, infatti, è Dio e uno solo anche il mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù, che ha dato se stesso in riscatto per tutti. Questa testimonianza egli l’ha data nei tempi stabiliti, e di essa io sono stato fatto messaggero e apostolo – dico la verità, non mentisco –, maestro dei pagani nella fede e nella verità.
Voglio dunque che in ogni luogo gli uomini preghino, alzando al cielo mani pure, senza collera e senza contese.

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