#27Novembre2022 – TEMPO VIVO O MORTO? – (1a Domenica di Avvento/A)

Ogni azione di vita, dai bisogni primari, al lavoro, agli affetti necessitano di essere orientate. Tu sei orientato in te stesso o verso Dio? Occorre vivere da svegli, sempre pronti ad attendere il meglio e timorosi di sciuparlo. Sapremo custodire l’attesa e il meglio anche in mezzo agli imprevisti. Alleniamoci a vivere una vita di AVVENTO.

Qui il video commento approfondito

Apre con delle scene di vita quotidiana questo Vangelo di questa prima domenica di Avvento. Scene quotidiane legate ai nostri bisogni primari: vivere e relazionarci.

Mangiare, bere, sposarsi. La vita dell’uomo tra la sopravvivenza e gli affetti.

Cose tutte positive, ma che possono cambiare dal come decidi di orientarle. Puoi vivere i tuoi bisogni e la tua vita orientato verso te stesso oppure orientato verso Dio e i fratelli.

Arriva il diluvio, un evento negativo, imprevisto, che mette in crisi.

Quante crisi viviamo periodicamente nella nostra vita. Sono tutte negative? Oppure esse possono essere in momenti di crescita positiva se ben orientate? Ma per ben orientare le crisi vanno ben orientate le nostre vite (e non è mai troppo tardi per farlo)!

Le crisi sono momenti in cui le certezze vengono messe in crisi ed anche le forze, ma da esse si può uscire solo alleggerendosi da cose inutili e modificando la direzione presa. Appunto possono cosi diventare momenti di crescita positiva.

Come è orientata la nostra vita?

Vive in questo sguardo verso noi stessi soli, chiusi nel nostro realizzare pezzetti a costo di ogni cosa? Il rischio allora sarà che crollerà totalmente.

Vive, la nostra vita, in uno sguardo verso Dio e i fratelli? Allora sarà una vita in “attesa”, che tende a qualcosa, quindi sempre pronta a mettersi in ordine.

Torna Gesù sulle azioni della vita, cita due situazioni di lavoro. L’uomo oltre ai bisogni di sopravvivenza e affetto necessita di lavoro, di vivere la realizzazione di sè stesso nel contribuire al bene proprio e della società. Anche qui Gesù dice che uno viene preso e l’altro no. Perchè? La motivazione sta nel come e con quale orientamento si viveva quel lavoro. Verso se stessi o verso Dio e gli altri?

Arriva cosi al verbo principale di questa Domenica, il verbo che caratterizza l’Avvento ma che è l’atteggiamento continuo che il Discepolo di Cristo deve avere: VEGLIARE.

E’ fondamentale l’attesa, se la vita del discepolo non è vissuta in continua attesa essa sarà pronta a lasciarsi scassinare, distruggere.

Bella l’immagine che Gesù utilizza della casa e del ladro. La nostra casa, la nostra intimità può essere un luogo dove il ladro (la cristi) arriva entra ed esce, oppure dove entra e distrugge tutto.

Il vegliare significa riempire tutto del senso di Dio, dell’amore di Dio.

Il vegliare significa mettere ordine e chiederci perchè facciamo le cose, con che senso, che orientamento stiamo dando.

Vegliare significa chiedere ma io cosa sto attendendo nella mia vita, verso cosa “tendo”, cosa sto costruendo?

Spesso occorre sbatterci la testa davanti a situazioni negative, farsi male anche, scuotersi per capire che necessitiamo di dare un senso diverso, un orientamento diverso, impostare scelte diverse.

Oggi è il momento di prendere in mano la vita e trasformarla in Veglia, darle senso. Oggi e da qualsiasi situazione stai partendo…non è mai troppo tardi…non è mai troppo incasinata.

Che l’Avvento sia non solo attesa di Gesù bambino tra mille eventi religiosi, culturali, commerciali e familiari che tanto ci occorrono e sono belli, ma che sia anche palestra di cambiamento della vita, momento ed occasione per mettere ordine.

UNO SGUARDO ALLA PRIMA LETTURA

Isaia il profeta per eccellenza, l’uomo della pace, della speranza. Ci parla di strumenti di guerra che vengono trasformati in strumenti di pace. Si, è possibile cambiare le situazioni, anche le più peggiori e riportarle alla bellezza.

UNO SGUARDO ALLA SECONDA LETTURA

E’ tempo di Veglia…è tempo di svegliarsi, di scuoterci dal sonno che ci fa stare addormentati, quel sonno che ci porta nelle nostre zone di confort dove in nome di un’apparenza soddisfazione distruggiamo le nostre vite. E’ tempo di scuoterci, riprendere in mano la vita e mettere ordine.

ECCO I TESTI DELLE LETTURE

VANGELO – Mt 24,37-44

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata.
Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».

PRIMA LETTURA – Is 2,1-5

Messaggio che Isaìa, figlio di Amoz, ricevette
in visione su Giuda e su Gerusalemme.
Alla fine dei giorni,
il monte del tempio del Signore
sarà saldo sulla cima dei monti
e s’innalzerà sopra i colli,
e ad esso affluiranno tutte le genti.
Verranno molti popoli e diranno:
«Venite, saliamo sul monte del Signore,
al tempio del Dio di Giacobbe,
perché ci insegni le sue vie
e possiamo camminare per i suoi sentieri».
Poiché da Sion uscirà la legge
e da Gerusalemme la parola del Signore.
Egli sarà giudice fra le genti
e arbitro fra molti popoli.
Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri,
delle loro lance faranno falci;
una nazione non alzerà più la spada
contro un’altra nazione,
non impareranno più l’arte della guerra.
Casa di Giacobbe, venite,
camminiamo nella luce del Signore
.

SECONDA LETTURA – Rm 13,11-14a

Fratelli, questo voi farete, consapevoli del momento:
è ormai tempo di svegliarvi dal sonno, perché adesso
la nostra salvezza è più vicina di quando
diventammo credenti.
La notte è avanzata, il giorno è vicino. Perciò gettiamo
via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce.
Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno:
non in mezzo a orge e ubriachezze, non fra lussurie e impurità,
non in litigi e gelosie. Rivestitevi invece del Signore Gesù Cristo.

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