#10Dicembre2022 – SEGNI DA ACCOGLIERE – (Sabato 2a di Avvento)

Al termine di questa seconda settimana di Avvento una domanda dobbiamo porcela: Siamo o non siamo capaci di riconoscere, accogliere, valorizzare i segni che Cristo ci invia in questa nostra attesa nella lotta della vita?

Gesù dice che è già venuto di nuovo Elia (parla di Giovanni Battista) e non è stato ascoltato e questo stesso risultato lo avrà il Figlio dell’uomo (che è Lui).

Siamo cosi duri a riconoscere che Dio opera segni e prodigi in mezzo a noi, anche nella nostra distrazione voluto o non voluto. Opera attraverso eventi da rileggere, persone da ascoltare, segni da cogliere.

Non è fatalismo, è capire che Lui, l’Eterno Amore, non si stanca ancora di noi uomini,

Quanti segni, persone, situazioni per dirci di guardare le cose in un modo e noi puntualmente guardiamo in quello opposto. Per spronarci e decidere con più calma, pazienza, valutando più punti di vista e noi puntualmente agiamo di istinto anteponendo il nostro superbo egoismo.

Per vivere il tempo della vita in pieno dobbiamo cambiare approccio alle cose. Essere più veri, profondi ed essenziali, lontani dalle mille scuse. Dio crede in noi anche se non crediamo in Lui. Si fida anche se non ci fidiamo di Lui e di noi stessi. Cogliamo i suoi segni per ritrovare il senso delle cose.

Mt 17,10-13

Mentre scendevano dal monte, i discepoli domandarono a Gesù: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elìa?».
Ed egli rispose: «Sì, verrà Elìa e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elìa è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro».
Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.

Sir 48,1-4.9-11 (NV) [gr. 48,1-4.9-11b]

In quei giorni, sorse Elìa profeta, come un fuoco;
la sua parola bruciava come fiaccola.
Egli fece venire su di loro la carestia
e con zelo li ridusse a pochi.
Per la parola del Signore chiuse il cielo
e così fece scendere per tre volte il fuoco.

Come ti rendesti glorioso, Elìa, con i tuoi prodigi!
E chi può vantarsi di esserti uguale?
Tu sei stato assunto in un turbine di fuoco,
su un carro di cavalli di fuoco;
tu sei stato designato a rimproverare i tempi futuri,
per placare l’ira prima che divampi,
per ricondurre il cuore del padre verso il figlio
e ristabilire le tribù di Giacobbe.

Beati coloro che ti hanno visto
e si sono addormentati nell’amore.

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