#11Dicembre2022 – SIETE VOI COLORO CHE DEVONO VENIRE? (3a Domenica di Avvento/A)

Qui video commento di approfondimento alle letture del giorno

Torna Giovanni il profeta, il duro Giovanni presentato la scorsa domenica ma oggi molto meno duro e forte, anzi dubbioso e in preda quasi a panico e paura.

E’ in carcere, sta pagando il prezzo della sua profezia, del suo annunciare giustizia e verità, della sua essenzialità.

Ha lottato per preparare le vie del Signore, della giustizia, della pace, ed ora dubita nella sofferenza e manda a dire “ma sei veramente tu?”.

Gesù risponde con un elenco di opere che ha compiuto. Sa che Giovanni è un tipo concreto ed essenziale.

Le opere che elenca Gesù sono opere di amore, di speranza, di rinascita, operante in mezzo al popolo. Sono le opere del Regno di Dio, del Vangelo.

Rimprovera anche i presenti nel chiederli cosa hanno visto in Giovanni.

Non una “canna sbatutta”, cioè non un uomo che si è lasciato andare, si è lasciato corrompere ed è sceso a compromessi.

Non un uomo vestito in abiti di lusso, perchè aveva scelto la povertà e l’essenzialità che più ti aprono alla fraternità che viene dalla relazione filiale con Dio.

Ma un profeta, cioè un uomo di coraggio, che fa le opere e che ricorda le opere giuste, quelle in nome di Dio, della giustizia, della verità.

Quella frase detta da Giovanni a Gesù sembra la frase che il mondo oggi, bisognoso di opere vere di giustizia, carità, verità, grida a noi cristiani: “Siete voi coloro che devono venire?”.

Ci siamo un pò snaturati come cristiani dietro ad una retorica che non convince neppure più noi stessi, dietro un annuncio ritualistico e convenzionato, fatto di pacchetti standard non più in linea con un mondo che ha esigenze concrete.

Ma siamo ancora noi coloro che possono portare la Speranza del Vangelo a questo mondo? Ne siamo convinti?

Per farlo dobbiamo tornare ad essere essenziali, poveri con i poveri, uomini concreti in mezzo ad una storia di uomini concreti.

Dobbiamo tornare alla fraternità che fa condividere e portare gli uni i pesi degli altri.

Dobbiamo analizzarci con cristiani se le nostre opere concrete sono in linea con quelle opere che dice Cristo di vista ai ciechi, di cammino agli zoppi.

Ci impegniamo perchè gli uomini vedano verità diverse e si sentano difesi nella loro verità? Camminiamo accanto a chi zoppica sostenendo? Abbiamo il coraggio di stare in mezzo ai peccatori (lebbrosi, perchè peccatori) e ascoltare la puzza del loro peccato senza giudicare ma aiutando alla purificazione?

Oppure preferiamo essere cristiani – divano, comodi, che rimandano sempre, che hanno sempre da fare qualcosa di altro rispetto a sporcarsi le mani?

La speranza necessita di concretizzarsi in cose e progetti concreti, che prendono vita a piccoli passi di cui dobbiamo essere promotori e protagonisti.

Quante volte come cristiani preferiamo girare lo sguardo, lasciarci corrompere o azzittire da compromessi di basso costo, o peggio ancora evitare di parlare per un falso “politicamente corretto”?

Non siamo canne sbattute al vento, ed il mondo in dubbio come Giovanni in carcere si chiede se siamo noi coloro che devono ancora venire nel nome di Cristo….altrimenti il Cristo stesso rischia di non dire più nulla al mondo con il nostro essere filtri.

UNO SGUARDO ALLA PRIMA LETTURA

Arriverà il tempo in cui le opere di Dio di compiranno, il deserto fiorirà. Come cristiani non lottiamo solo su una promessa, ma a partire da un amore già avuto nella venuta di Cristo, nella storia della Salvezza, ed una promessa che verrà. Tra la venuta nel Natale di Cristo e la sua promessa di venuta futura cosa facciamo?

UNO SGUARDO ALLA SECONDA LETTURA

La lotta nel mondo, le buone opere di carità, giustizia, speranza non sono immediate, richiedono pazienza e tenacia. Vanno progettate, seguite, difese, portate avanti con voglia di sporcarsi le mani e solo cosi pian piano prenderanno piede.

Stupenda immagine usa Giacomo per spiegarlo con il lavoro paziente e tenace dell’agricoltore.

ECCO I TESTI DELLE LETTURE

VANGELO – Mt 11,2-11
 
In quel tempo, Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».
Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”.
In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui».

PRIMA LETTURA – Is 35,1-6a.8a.10

Si rallegrino il deserto e la terra arida,
esulti e fiorisca la steppa.
Come fiore di narciso fiorisca;
sì, canti con gioia e con giubilo.
Le è data la gloria del Libano,
lo splendore del Carmelo e di Saron.
Essi vedranno la gloria del Signore,
la magnificenza del nostro Dio.
Irrobustite le mani fiacche,
rendete salde le ginocchia vacillanti.
Dite agli smarriti di cuore:
«Coraggio, non temete!
Ecco il vostro Dio,
giunge la vendetta,
la ricompensa divina.

Egli viene a salvarvi».
Allora si apriranno gli occhi dei ciechi
e si schiuderanno gli orecchi dei sordi.
Allora lo zoppo salterà come un cervo,
griderà di gioia la lingua del muto.
Ci sarà un sentiero e una strada
e la chiameranno via santa.
Su di essa ritorneranno i riscattati dal Signore
e verranno in Sion con giubilo;
felicità perenne splenderà sul loro capo;
gioia e felicità li seguiranno
e fuggiranno tristezza e pianto.

SECONDA LETTURA – Gc 5,7-10

Siate costanti, fratelli miei, fino alla venuta del Signore. Guardate l’agricoltore: egli aspetta con costanza il prezioso frutto della terra finché abbia ricevuto le prime e le ultime piogge. Siate costanti anche voi, rinfrancate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina.
Non lamentatevi, fratelli, gli uni degli altri, per non essere giudicati; ecco, il giudice è alle porte. Fratelli, prendete a modello di sopportazione e di costanza i profeti che hanno parlato nel nome del Signore.

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