#16Dicembre2022 – FISSARE LO SGUARDO IN CRISTO – (Venerdì 3a di Avvento)

Si fa vicino il Natale ed il termine di questo tempo di Avvento in cui siamo chiamati a riflettere sul come viviamo il tempo tra le due venute di Cristo, come rendiamo fattibile la sua terza venuta quotidiana tra la prima nella storia e l’ultima che verrà.

Gesù è già venuto, non lo stiamo aspettando al Natale, ma stiamo rivivendo le meraviglie di quella attesa perché ci ricorda di quanto meravigliosa sia l’Incarnazione, il Dio che ha scelto di farsi vicino alla fragilità umana. Caricarci di questa meraviglia per vivere il mondo ed attendere la sua prossima venuta promessa, vivendo l’Amore. Giovanni all’epoca fu testimone della verità e  fu lampada per portare questa luce di Cristo. Noi oggi se vogliamo vivere la tensione dell’Amore e della Speranza dobbiamo essere lumini in giro per il mondo… Appassionati di verità ad ogni costo. Stiamo. Preparando anche noi l’Attesa? Siamo lumini? Siamo verità? O preferiamo compressi e buio? Il Natale, oltre le sdolcinature, ci chiede verità. 

Che non ci capiti di essere cristiani senza Cristo, con lo sguardo concentrato sulle nostre visioni delle cose, convinti di essere nel giusto, tralasciando le provocazioni del Vangelo. Non blocchiamo la visione di Cristo con le nostre azioni. Cristo è venuto nella storia, verrà alla fine dei tempi, ma oggi noi siamo responsabili della sua quotidiana venuta.

Gv 5,33-36

In quel tempo, Gesù disse ai Giudei:
«Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità. Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati. Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce.
Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato».

Is 56,1-3a.6-8

Così dice il Signore:
«Osservate il diritto e praticate la giustizia,
perché la mia salvezza sta per venire,
la mia giustizia sta per rivelarsi».

Beato l’uomo che così agisce
e il figlio dell’uomo che a questo si attiene,
che osserva il sabato senza profanarlo,
che preserva la sua mano da ogni male.

Non dica lo straniero che ha aderito al Signore:
«Certo, mi escluderà il Signore dal suo popolo!».

«Gli stranieri, che hanno aderito al Signore per servirlo
e per amare il nome del Signore,
e per essere suoi servi,
quanti si guardano dal profanare il sabato
e restano fermi nella mia alleanza,
li condurrò sul mio monte santo
e li colmerò di gioia nella mia casa di preghiera.
I loro olocàusti e i loro sacrifici
saranno graditi sul mio altare,
perché la mia casa si chiamerà
casa di preghiera per tutti i popoli».

Oracolo del Signore Dio,
che raduna i dispersi d’Israele:
«Io ne radunerò ancora altri,
oltre quelli già radunati».

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