#6gennaio2019 “EPIFANIA… NATALE DI CHI SA CERCARE” (#Epifania #Natale)

L’Epifania non è solo il giorno che “tutte le feste porta via”, non è solo il completamento artistico del presepe… L’Epifania è la festa di coloro che non smettono di cercare, di coloro che non si stancano di farsi domande, di coloro che non si accontentano dell’abitudine.

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#30Dicembre2018 “LA TENEREZZA NELL’IMPERFEZIONE “

AL VANGELO SECONDO LUCA (2,41-52)
I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli
ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre
riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se
ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si
misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a
Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li
ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua
intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci
hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi
cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non
compresero ciò che aveva detto loro. Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro
sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza,
età e grazia davanti a Dio e agli uomini.

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#27Dicembre2018 “NELLA PAURA RICONOSCI LA VOCE DELL’AMORE”(#Natale #SanGiovanniEvangelista)

Oggi sembriamo distanziarci ancor più dal Natale parlando già del sepolcro con il Vangelo di oggi.

Ma questi Santi (detti “comites Christi” – i vicini di Cristo) ci aiutano a capire il mistero di questo Amore.

Dal senso dell’amore estremo di Santo Stefano… alla voce dell’amore.

San Giovanni Evangelista é colui che aveva l’orecchio sul petto di Gesù. Lui era prediletto, ha potuto sentire maggiormente le vibrazioni del suo cuore.

Il Vangelo del giorno, Maria che riconosce la voce del Maestro nella paura del sepolcro, ci dice chiaramente che l’amore ha una voce e con questa voce devi entrarci in confidenza se vuoi che sia luce nel buio, forza nella paura. Maria può riconoscere la voce perché ne aveva confidenza.

Quanta confidenza abbiamo noi con Cristo protagonista del Natale? Quanto entriamo in confidenza da far vibrare il nostro cuore e sentire le vibrazioni del suo? Oppure ci limitiamo ad una conoscenza di riti, preghiere, parole?

Solo l’intimità può farci sentire l’amore che ci riempie il vuoto.

Questo #Amore mi riempie e rende migliore.

Questo è #Natale

Ecco il testo del Vangelo

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 20,2-8.

Nel giorno dopo il sabato, Maria di Magdala corse e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Uscì allora Simon Pietro insieme all’altro discepolo, e si recarono al sepolcro.
Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro.
Chinatosi, vide le bende per terra, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e vide le bende per terra,
e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.

Buon Natale 2018 – BETLEMME É PIÙ VICINA DI QUANTO CREDI

🔴Un pensiero davanti dal Presepe dal 3° Capitolo del mio libro “ANDIAMO CONTROCORRENTE” 🔴
( Clicca qui per conoscerlo ===>https://goo.gl/oWZ4Mm)

“Esiste una
piccola Betlemme nel cuore di ciascuno di noi, in ogni cuore c’è una grotta buia, povera, nascosta, che emana puzza di “morte” per quei limiti, difetti, incapacità, rabbie che ci vergogniamo anche di far conoscere agli altri, tanto da fingere di dimenticare di averle andando avanti, ma scontrandoci sempre con esse riperdendoci nel buio di volta in volta con aggiunta di frustrazione su frustrazione. Proprio lì, in questa grotta è Betlemme, proprio lì in quella casa del nostro cuore sentiamo quella voce di Dio che dice: “oggi voglio fermarmi a casa tua”. Lì, nel buio di ogni angoscia, dolore o distrazione, si ode il pianto di un bambino. Ma chi è? Cosa pretende dalla nostra angoscia? Il bello è
proprio qui: questo Bambino non pretende niente. La pretesa è opera dei potenti di questo mondo,
infatti se siamo angosciati e insoddisfatti è perché siamo incapaci e stanchi di sopportare le mille
pretese di questo mondo a cui noi stessi ci siamo venduti. No, questo Bambino non pretende nulla,
giunge disarmato, giunge povero, non con lo stile dei prepotenti, ma con lo stile di chi ama.
Duemila anni fa sconvolse tutti, dai poveri pastori a coloro che intorno Betlemme
mercanteggiavano i loro affari, sino a quei curiosi personaggi che sono i magi. Forse i più simili a
noi giovani, perché carichi di conoscenze e passioni, sapienti di tanti interessi e desiderosi di
cercare ancora.1 Spesso il grande problema della ricerca della felicità non è la voglia di non cercarla, perché è una propulsione presente naturalmente nei nostri cuori, specialmente di noi
giovani, ma il problema è a chi diamo il privilegio di essere la nostra fonte di felicità. Ma ancora una volta una domanda è obbligatoria: a chi ci rivolgiamo noi per cercare? “