Buon Natale 2018 – BETLEMME É PIÙ VICINA DI QUANTO CREDI

🔴Un pensiero davanti dal Presepe dal 3° Capitolo del mio libro “ANDIAMO CONTROCORRENTE” 🔴
( Clicca qui per conoscerlo ===>https://goo.gl/oWZ4Mm)

“Esiste una
piccola Betlemme nel cuore di ciascuno di noi, in ogni cuore c’è una grotta buia, povera, nascosta, che emana puzza di “morte” per quei limiti, difetti, incapacità, rabbie che ci vergogniamo anche di far conoscere agli altri, tanto da fingere di dimenticare di averle andando avanti, ma scontrandoci sempre con esse riperdendoci nel buio di volta in volta con aggiunta di frustrazione su frustrazione. Proprio lì, in questa grotta è Betlemme, proprio lì in quella casa del nostro cuore sentiamo quella voce di Dio che dice: “oggi voglio fermarmi a casa tua”. Lì, nel buio di ogni angoscia, dolore o distrazione, si ode il pianto di un bambino. Ma chi è? Cosa pretende dalla nostra angoscia? Il bello è
proprio qui: questo Bambino non pretende niente. La pretesa è opera dei potenti di questo mondo,
infatti se siamo angosciati e insoddisfatti è perché siamo incapaci e stanchi di sopportare le mille
pretese di questo mondo a cui noi stessi ci siamo venduti. No, questo Bambino non pretende nulla,
giunge disarmato, giunge povero, non con lo stile dei prepotenti, ma con lo stile di chi ama.
Duemila anni fa sconvolse tutti, dai poveri pastori a coloro che intorno Betlemme
mercanteggiavano i loro affari, sino a quei curiosi personaggi che sono i magi. Forse i più simili a
noi giovani, perché carichi di conoscenze e passioni, sapienti di tanti interessi e desiderosi di
cercare ancora.1 Spesso il grande problema della ricerca della felicità non è la voglia di non cercarla, perché è una propulsione presente naturalmente nei nostri cuori, specialmente di noi
giovani, ma il problema è a chi diamo il privilegio di essere la nostra fonte di felicità. Ma ancora una volta una domanda è obbligatoria: a chi ci rivolgiamo noi per cercare? “

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#23Dicembre2018 “LA GIOIA DISORDINA CIÒ CHE LA TRISTEZZA ORDINA” (#NovenaDiNatale 4a #Domenica di #Avvento C)

Maria corre dalla cugina. Lei una giovane, con tutto programmato a cui vengono sconvolti i piani. La cugina una sterile, senza speranze, a cui viene data nuova possibilità.

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#09Dicembre2018 “L’AMORE TI CERCA E NON STA ZITTO” (2a di #Avvento C)

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 3,1-6.

Nell’anno decimoquinto dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell’Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetrarca dell’Abilène,
sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio scese su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto.
Ed egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati,
com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia: Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!
Ogni burrone sia riempito, ogni monte e ogni colle sia abbassato; i passi tortuosi siano diritti; i luoghi impervi spianati.
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!

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#08Dicembre2018 “UNO SGUARDO DI AMORE”(Immacolata)


Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 1,26-38.
In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret,a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto.
L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.
Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.
Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padree regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo».
Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio.
Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile:nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto».
E l’angelo partì da lei.

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#02Dicembre2018 “A TESTA ALTA… GUARDANDO OLTRE” (1a #Avvento C)

DAL VANGELO SECONDO LUCA ( 21,25-28.34-36)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e
sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini
moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli
infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con potenza e
gloria grande. Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la
vostra liberazione è vicina. State bene attenti che i vostri cuori non si appesantiscano in
dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso improvviso;
come un laccio esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra.
Vegliate e pregate in ogni momento, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che deve
accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo”.

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#25Novembre2018 “L’AMORE SOTTO PROCESSO” – (#CristoRe B)

Giovanni 18,33-37
In quel tempo, Pilato disse a Gesù: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure
altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti
hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?». Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il
mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai
Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «
Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza
alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».

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RIFLESSIONE
Due personaggi in questa domenica a duello, un duello pacifico, di quelli dove tirare fuori tutto se stessi e
farsi conoscere, togliere le maschere, un mettersi davvero faccia a faccia, soli, gli occhi di tutti puntati in
attesa del verdetto, siamo all’interno del processo a Gesù, è la scena centrale per Giovanni. Due uomini,
Pilato e Gesù, due poteri a confronto, due re a confronto, da una parte Pilato un uomo assetato di potere che
vorrebbe diventare Dio, dall’altra Gesù un Dio assetato di amore che si è fatto uomo, debole, nudo, fragile e
condannato come tanti di noi. La scena presenta particolari meravigliosi. Pilato per quanto sia potente e vuol
dominare tutto si rende conto di non avere in mano la verità e si arrampica sugli specchi, chiede a Gesù se si
definisce re per poterlo condannare di oltraggio al potere del tempo. Pilato tipica immagine di quella
maschera, falsità, nascondimento che ci portiamo dentro che non cerca altro che il pretesto per potersi
scaricare le colpe e posarle sulle spalle altrui, immagine di chi non vive nella verità, non la cerca, non si
lascia guidare e prima o poi teme di esser scoperto e distrutto. Gesù lo mette in crisi, è Lui la verità, Lui la
strada che il Padre ha tracciato per noi. Fa scoprire la debolezza di Pilato, il suo fallimento, fa scoprire che è
un processo nullo. Pilato chiede “cosa hai fatto?” chiede il motivo dell’accusa e Gesù non ha bisogno di
difese, si sa già cosa ha fatto: ha operato l’amore, la giustizia, si è fatto umile e povero per guidare chiunque
di noi ad una strada migliore, me e te, in questo processo è accusato anche perché sta amando me che scrivo
e te che leggi. Ecco cosa ha fatto: ha amato! Pilato, immagine di noi uomini che vediamo la verità ma ne
abbiamo paura perché ci chiede di faticare e uscire dalle nostre comode certezze per fare meglio, continua ad
arrampicarsi sugli specchi “dunque tu sei re?”. Gesù senza paura, ma amando anche Pilato, si manifesta e fa
capire che forse Pilato, come noi, è assetato di quella verità, la vede, la riconosce ma non ha il coraggio.
Come noi quando definiamo Gesù bravo, buono, grande maestro, nessuno si permetterebbe di dire il
contrario, eppure non lo seguiamo, non instauriamo un rapporto di amore e verità con Lui, dove giorno per
giorno crescere e cambiare noi stessi alla luce del suo insegnamento. Oggi in questa strana festa di Cristo Re
Gesù ci chiede di seguirlo, di far cadere le maschere e le paure, di lasciarci rapire dalla verità della sua
bellezza e del suo amore di cui forse tanti aspetti nascosti della nostra vita hanno bisogno per essere guariti.
Oggi ci chiede di far parte di quel Regno di cui Lui è Re. Quale Regno? Quale potere? Un Regno strano,
quello dell’amore, della giustizia, dell’umiltà, un regno dove vince chi sa perdere avendo amato, dove regna
chi sa mettersi al servizio di tutti. Oggi Dio per salvarci, per darci ancora una possibilità è qui faccia a faccia
con noi, Lui innamorato pazzo di te, Lui nudo di ogni potere per amore tuo, Lui umile e tu (noi tutti) carichi
di potere e paura di perdere false certezze. Lasciamoci rapire e ci trasformerà, ci ridarà il vero volto di noi
uomini che è vivere nell’amore e nella fraternità, di cui tutti necessitiamo ma forse non abbiamo il coraggio
di costruire perché costoso