#8Marzo2019 “IL DIGIUNO CHE HA SENSO” (Venerdì dopo le Ceneri)

Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto mentre lo sposo è con loro?

Che senso ha il digiuno? Il digiuno da solo non ha senso se non produce carità, attenzione al povero. Non è in atto personale, non è questione di bravura personale, esercizio pio per dire quanto si è bravi. Il digiuno, dal cibo, da qualsiasi altra cosa deve essere finalizzato alla carità.

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#7Marzo2019 “PERDERSI NELL’INUTILE” (Giovedì dopo le Ceneri)

“Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi si perde o rovina se stesso?»”

Siamo sempre affannati, sempre di corsa, sempre smembrati in cose da fare, preparare, in realtà in cui apparire sempre al top. Ma non è che in tutte queste realtà ci dimentichiamo di noi stessi? A cosa ci servirebbe?

Nessuna di queste cose che facciamo é malvagia e va eliminata, ma dobbiamo chiederci come facciamo le cose. Sono luoghi che ci svuotano, oppure luoghi in cui abbiamo occasione di dimostrare quanto valiamo?

E cosa vale veramente? La capacità di amare che ci rende diversi da tutto.

Ecco lo stile di Gesù, lo stile della Croce, un amore oltre misura.

Ciascuno prenda il pezzo di questa misura, di questo amore oltre misura, di questa croce.

Accordiamo il cuore a questo stile di Amore

Ecco il testo del Vangelo

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 9,22-25.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell’uomo, disse, deve soffrire molto, essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, esser messo a morte e risorgere il terzo giorno».
Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua.
Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me, la salverà.»
Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi si perde o rovina se stesso?»

#04Marzo2019 “LADRI DELLA PROPRIA FELICITÀ'” (Lunedì 8a #TempoOrdinario)

A cura del prof. Massimiliano Arena

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 10,17-27.

In quel tempo, mentre Gesù usciva per mettersi in viaggio, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna?».

Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo.

Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la madre».

Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza».

Allora Gesù, fissatolo, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: và, vendi quello che hai e dàllo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi».

Ma egli, rattristatosi per quelle parole, se ne andò afflitto, poiché aveva molti beni.

Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto difficilmente coloro che hanno ricchezze entreranno nel regno di Dio!».

I discepoli rimasero stupefatti a queste sue parole; ma Gesù riprese: «Figlioli, com’è difficile entrare nel regno di Dio!

E’ più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio».

Essi, ancora più sbigottiti, dicevano tra loro: «E chi mai si può salvare?».

Ma Gesù, guardandoli, disse: «Impossibile presso gli uomini, ma non presso Dio! Perché tutto è possibile presso Dio».

RIFLESSIONE

Gli spunti da questo brano sono molteplici. È interessante vedere come il ragazzo che si presenta da Gesù abbia un curriculum di tutto rispetto, un ragazzo insospettabile. Gesù però gli sottolinea un comandamento che lui non ha rispettato, che non è negli altri, ma ne è una interpretazione ed applicazione: la condivisione . È più in là di non rubare presente nei comandamenti. Non basta più non togliere al fratello qualcosa, ma è peccato anche non condividere ciò che io ho e l’altro non ha.

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