#01Aprile2020 “SCHIAVI NELLA MATASSA O LIBERI IN EQUILIBRIO?” (Mercoledì 5a di #Quaresima)

Tutta questa situazione, dal virus che si diffonde (tra numeri incoraggianti e meno), crisi economica, peso della quarantena…in fondo rischia di farci sentire come in una matassa da cui è difficile uscire. In fondo però questo essere schiavi della matassa non è differente da tanti altri momenti della vita in cui ingarbugliati tra le scelte, le cose non scelte, le situazioni siamo rimasti schiavi della matassa.

Gesù parla di una verità che farà liberi. Ma liberi anche dalla matassa dove non ci capisco più niente? Si, liberi, totalmente.

Come si conquista questa libertà? Nella verità appunto. E quale è questa verità? È Gesù e la Sua Parola. Nulla di più, nulla da ricercare in cose sensazionali. Lui e la Sua Parola. Quella Parola che ogni volta ci invita a guardare a fondo nelle cose, così a fondo da guardare oltre ed aiutare a farci vedere non solo un punto di vista diverso, ma un punto di vista oltre, alla scoperta di cose oltre, in più. Dove ingarbugliati nella matassa siamo incapaci di vedere che c’è già un mondo nuovo, in cui scommettere, stare in equilibrio, ma liberi, in cui giocare fiducia e speranza.

Anche in questa situazione odierna non lasciamoci bloccare nella matassa, andiamo oltre, in equilibrio, in un mondo diverso che stiamo imparando a vedere, sentiamoci liberi, non schiavi di angoscia, liberi di essere noi stessi e fare cose che non avremmo mai pensato di fare. La vita è sempre una nuova scommessa, alla ricerca della verità. Questa verità e questa libertà sta in una Via, che è Vita e Verità: Gesù

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Gv 8,31-42 In quel tempo, Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?».
Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro».
Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro».
Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato».

#27Marzo2020 “NELLE COSE SCONTATE I NUOVI GERMOGLI” (Venerdì 4a di Quaresima)

Ieri abbiamo parlato del leggere i segni di ciò che accade in maniera catastrofica aumentando ansia senza concentrarci sull’essenziale da fare che il Vangelo ci dice già.

Oggi lo stimolo è a guardare a fondo nelle cose dove siamo soliti guardare, ma che ci sfuggono. A Gesù hanno detto che non poteva essere Lui il Messia perché lo conoscevano troppo bene.

Noi spesso facciamo così sia con Gesù che con tutto. Non guardiamo e valutiamo con attenzione cose per noi già conosciute, scontate. Questo tempo è ottimo, visto che abbiamo rallentato il ritmo, per guardare meglio. Quante bellezze, quanti segni di meraviglia, quanti segni di Dio che voleva e vuole parlarci ci sono nelle cose che tutti i giorni vivevamo, nelle relazioni, nelle persone. Riguardiamo tutte le cose scontate, in ciascuna di essa troveremo germogli di amore, speranza, Pasqua che ci terranno i #CuoriSvegli

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Gv 7,1-2.10.25-30 In quel tempo, Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più percorrere la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo.
Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, quella delle Capanne. Quando i suoi fratelli salirono per la festa, vi salì anche lui: non apertamente, ma quasi di nascosto.
Alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov’è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia».
Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato».
Cercavano allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora

#26Marzo2020 “TRA FEDE, TUTTOLOGIA E CARTOMANTI” (Giovedì 4a di Quaresima)

In questi giorni si grida spesso alla fine del mondo. Molti richiamano a tempi e segni di terremoti e pestilenze per evocare fine terribile. Tutto tuttologi, laureati in ogni sapienza su google, pronti a condividere ogni cosa con maniacale compulsione.

Gesù ci dice che nella Parola troviamo tutta la rivelazione di Lui e del Padre. E questa l’abbiamo da secoli, c’è già tutto. Non abbiamo bisogno di altre teorie, spesso miste a magia e veggenze.

La Parola ci libera da un ansia: non sappiamo quanto sarà la fine, quindi inutile rompersi la testa. Ma ci impone una responsabilità: vivere il tempo con Amore secondo il Vangelo, secondo ciò che ha insegnato Gesù.

Allora smettiamola di alimentare ansie su teorie non fondante e spendiamo tempo ed energie per amare, interrogarci dentro, costruire bellezze alla luce di certezze che abbiamo, dal Vangelo.

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Gv 5,31-47
In quel tempo, Gesù disse ai Giudei:
«Se fossi io a testimoniare di me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera. C’è un altro che dà testimonianza di me, e so che la testimonianza che egli dà di me è vera.
Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità. Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati. Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce.
Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato.
E anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me. Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto, e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato.
Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me. Ma voi non volete venire a me per avere vita.
Io non ricevo gloria dagli uomini. Ma vi conosco: non avete in voi l’amore di Dio. Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; se un altro venisse nel proprio nome, lo accogliereste. E come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall’unico Dio?
Non crediate che sarò io ad accusarvi davanti al Padre; vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza. Se infatti credeste a Mosè, credereste anche a me; perché egli ha scritto di me. Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole

#25Marzo2020 “OGGI CASA TUA È UNA PICCOLA NAZARETH” (Annunciazione del Signore)

Ciò che è accaduto a Maria è è resta l’evento spirituale ed umano più grande della storia. Non una regina figlia di potenti, ma una semplice ragazza di un villaggio sperduto viene chiamata a dare inizio all’evento che ha cambiato la storia dell’umanità. Non è solo questione religiosa, ma culturale e storica, l’evento Cristo/Cristianesimo ha cambiato l’umanità.

Cosa ci dice questo, in questo periodo di #Coronavirus, di Quaresima/Quarantena?

Ci dice che Dio può fare ancora meraviglie dalla nostra fragilità, dalle nostre povertà. Quanta fragilità e povertà sperimentiamo in questi giorni di limitazione, ci sentiamo alcune volte spaesati da quello che non possiamo fare, dalle cose di cui ci hanno privati, dall’incertezza del domani. Tutto questo è la nostra Nazareth, qui ora, il nostro piccolo villaggio sperduto ed abitudinario dove Dio ci sta chiamando ad una nuova missione.

Si Dio ha bisogno di nascere ancora tra gli uomini, e nascerà, cambierà la storia ancora, dopo questo periodo, se noi avremo imparato da questi giorni la vera scala di valori, il senso delle cose, la fraternità, l’amore, l’essenzialita. Una nuova storia può nascere e da noi, a partire da noi. Interroghiamoci, riflettiamo.

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Lc 1,26-38

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei

#23Marzo2020 “E TU CI CREDI CHE SEI VIVO?” (Lunedì 4a di Quaresima)

Molto curioso questo episodio del Vangelo, Gesù dice di andare a controllare perché la persona creduta morta è ancora viva. Quello che ci dicevamo ieri con il cieco nato vale oggi anche: Gesù chiede sempre di guardare oltre, di puntare il focus su qualcosa che noi non riusciamo ad inquadrare. C’è ancora vita, lo ha detto Lui.

E tu ti senti vivo? Guardati intorno a come stai vivendo in questo periodo, come passando il tempo, come stai gestendo le relazioni a distanza, come stai vivendo preoccupazione o ansia, come stai reagendo? Tutte domande necessarie.

Gesù è sempre e comunque il Risorto e sempre ci invita alla vita. La nostra fede non ha senso senza il senso della vita, della forza, della Speranza.

Noi siamo vivi e dobbiamo tenere in mano la nostra vita. Ogni giorno dobbiamo vivere riflessione e autocritica, possiamo quasi fare un ritiro spirituale ogni giorno e farci le domande per restare in vita, per mettere in atto tutto il possibile per gustare il senso delle cose. Privati di tanto, ma non distrutti. La “cosa” principale resta: noi e la vita.

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Gv 4,43-54
In quel tempo, Gesù partì [dalla Samarìa] per la Galilea. Gesù stesso infatti aveva dichiarato che un profeta non riceve onore nella propria patria. Quando dunque giunse in Galilea, i Galilei lo accolsero, perché avevano visto tutto quello che aveva fatto a Gerusalemme, durante la festa; anch’essi infatti erano andati alla festa.
Andò dunque di nuovo a Cana di Galilea, dove aveva cambiato l’acqua in vino. Vi era un funzionario del re, che aveva un figlio malato a Cafàrnao. Costui, udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, si recò da lui e gli chiedeva di scendere a guarire suo figlio, perché stava per morire.
Gesù gli disse: «Se non vedete segni e prodigi, voi non credete». Il funzionario del re gli disse: «Signore, scendi prima che il mio bambino muoia». Gesù gli rispose: «Va’, tuo figlio vive». Quell’uomo credette alla parola che Gesù gli aveva detto e si mise in cammino.
Proprio mentre scendeva, gli vennero incontro i suoi servi a dirgli: «Tuo figlio vive!». Volle sapere da loro a che ora avesse cominciato a star meglio. Gli dissero: «Ieri, un’ora dopo mezzogiorno, la febbre lo ha lasciato». Il padre riconobbe che proprio a quell’ora Gesù gli aveva detto: «Tuo figlio vive», e credette lui con tutta la sua famiglia.
Questo fu il secondo segno, che Gesù fece quando tornò dalla Giudea in Galilea

CUORI SVEGLI – Via Crucis col Vescovo Moscone (20/03/2020)

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Via Crucis al tempo del Coronavirus, con meditazione scritte appositamente per l’occasione, presieduta dal Vescovo Franco Moscone (Arcivescovo di Manfredonia- Vieste- San Giovanni Rotondo) nella Cattedrale di Manfredonia il 20/03/2020.

Testi a cura del prof. Massimiliano Arena 

E’ possibile scaricare qui il testo della Via Crucis – CUORI SVEGLI (Arena Massimiliano)

Di seguito il video