#30Aprile2020 – “L’AMORE VERO DI CUI HO BISOGNO MI CERCA” (Giovedì 3a di Pasqua) – Scritto e Video

Ecco il video pubblicato sulla pagina Facebook

E’ stupendo vedere come Gesù si presenti come “pane della vita”, cioè un alimento semplice e necessario (specialmente per l’epoca). E noi uomini qual’è l’alimento di cui più necessitiamo se non l’Amore? Infatti spesso svendiamo la nostra dignità per elemosinare amore da persone sbagliate. Gesù è l’Amore in persona, l’Amore per eccellenza, l’Amore fino in fondo. E non solo ci ama, non solo ci nutre, ma ci attira a se dice il Vangelo. Che significa?

Ci ama! Dio ci ha fatti e sa che siamo suoi, conosce tutto di Dio, anche la nostra fragilità, ci ama cosi come siamo, non dobbiamo attendere di essere perfetti, super eroi, per iniziare il cammino con Lui.

Ci nutre! In questo allenamento quotidiano, in questo percorso insieme, Egli è nutrimento, piano piano, pronto a darci la giusta dose di ogni elemento, da costruire insieme in questa relazione di Amore.

Ci attira a sé! Nel momento in cui cadremo e ci svenderemo nella nostra dignità Egli sarà li a tiraci ancora a se con tenerezza e Amore, rispettoso della nostra libertà e fragilità.

Nella prima lettura Filippo diventa guida di un eunuco, una categoria di persone spesso fruttata e abusata nella propria dignità. L’eunuco è li che legge la Parola ma non comprende, ha desiderio, vuole, lo attira, ma necessita di una guida. Noi necessitiamo di una guida è qui l’importanza della paternità spirituale (da non confondere con la confessione), non è necessariamente un prete, può essere una suora, un padre, una madre, un laico qualsiasi, l’importanza che sia una persona di vita spirituale che riflette la bellezza dell’Amore di Dio che ha avuto nella sua vita. Che ci guida senza invadere la nostra libertà, che ci indirizza indicando ciò che nella sua vita è stato luce, ciò che dice il Vangelo, aiutandoci a capire come rileggere la nostra storia alla luce del Vangelo, ma senza obbligare alcun passaggio.

Di seguito le letture

Dagli Atti degli Apostoli
At 8,26-40

In quei giorni, un angelo del Signore parlò a Filippo e disse: «Àlzati e va’ verso il mezzogiorno, sulla strada che scende da Gerusalemme a Gaza; essa è deserta». Egli si alzò e si mise in cammino, quand’ecco un Etìope, eunùco, funzionario di Candàce, regina di Etiòpia, amministratore di tutti i suoi tesori, che era venuto per il culto a Gerusalemme, stava ritornando, seduto sul suo carro, e leggeva il profeta Isaìa.

Disse allora lo Spirito a Filippo: «Va’ avanti e accòstati a quel carro». Filippo corse innanzi e, udito che leggeva il profeta Isaìa, gli disse: «Capisci quello che stai leggendo?». Egli rispose: «E come potrei capire, se nessuno mi guida?». E invitò Filippo a salire e a sedere accanto a lui.

Il passo della Scrittura che stava leggendo era questo: “Come una pecora egli fu condotto al macello e come un agnello senza voce innanzi a chi lo tosa, così egli non apre la sua bocca. Nella sua umiliazione il giudizio gli è stato negato, la sua discendenza chi potrà descriverla? Poiché è stata recisa dalla terra la sua vita”.

Rivolgendosi a Filippo, l’eunùco disse: «Ti prego, di quale persona il profeta dice questo? Di se stesso o di qualcun altro?». Filippo, prendendo la parola e partendo da quel passo della Scrittura, annunciò a lui Gesù.

Proseguendo lungo la strada, giunsero dove c’era dell’acqua e l’eunùco disse: «Ecco, qui c’è dell’acqua; che cosa impedisce che io sia battezzato?». Fece fermare il carro e scesero tutti e due nell’acqua, Filippo e l’eunùco, ed egli lo battezzò.

Quando risalirono dall’acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo e l’eunùco non lo vide più; e, pieno di gioia, proseguiva la sua strada. Filippo invece si trovò ad Azoto ed evangelizzava tutte le città che attraversava, finché giunse a Cesarèa.

Gv 6,44-51

In quel tempo, disse Gesù alla folla:
«Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.

Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia.
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

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