#20Maggio2020 “L’AMORE SA ATTENDERE NELLA VERITÀ”

Ecco il video della riflessione di oggi

Ogni cosa ha il suo peso, ogni persona ha la sua capacità di peso nelle cose.

Nessuno può permettersi di giudicare altri se non sono capaci di capire, sopportare, vivere situazioni, ma se hanno bisogno di tempo per assimilarle. Ciascuno è diverso e l’amore è attesa stando accanto.

Gesù così ci ha detto. Noi uomini siamo incapaci spesso di portare molti pesi, Lui attende. Un’attesa non morta, manda lo Spirito di Verità perché ci faccia scavare dentro.

Mettiamoci con verità davanti a Dio, senza vergogna dei nostri limiti, incapacità. Lui attende e ci scava dentro con la verità.

Accogliamo gli altri con amore, con attesa, senza giudizio, ma aiutandoli a fare verità con sé stessi, non quella che noi vorremmo, ma la loro verità.

Nella prima Lettura Paolo fa un esperienza dura, viene rifiutato, crede di poter con le parole convivere i greci. Non erano ancora pronti, non bastavano le parole, occorreva forse anche tempo, far vedere opere di amore per convertirli. L’attesa può generare frustrazione se non vissuta bene.

 

Ecco le letture del giorno

Gv 16,12-15

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.
Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

At 17,15.22 – 18,1

In quei giorni, quelli che accompagnavano Paolo lo condussero fino ad Atene e ripartirono con l’ordine, per Sila e Timòteo, di raggiungerlo al più presto.
Paolo, in piedi in mezzo all’Areòpago, disse: «Ateniesi, vedo che, in tutto, siete molto religiosi. Passando infatti e osservando i vostri monumenti sacri, ho trovato anche un altare con l’iscrizione: “A un Dio ignoto”.
Ebbene, colui che, senza conoscerlo, voi adorate, io ve lo annuncio. Il Dio che ha fatto il mondo e tutto ciò che contiene, che è Signore del cielo e della terra, non abita in templi costruiti da mani d’uomo né dalle mani dell’uomo si lascia servire come se avesse bisogno di qualche cosa: è lui che dà a tutti la vita e il respiro e ogni cosa. Egli creò da uno solo tutte le nazioni degli uomini, perché abitassero su tutta la faccia della terra. Per essi ha stabilito l’ordine dei tempi e i confini del loro spazio perché cerchino Dio, se mai, tastando qua e là come ciechi, arrivino a trovarlo, benché non sia lontano da ciascuno di noi. In lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo, come hanno detto anche alcuni dei vostri poeti: “Perché di lui anche noi siamo stirpe”.
Poiché dunque siamo stirpe di Dio, non dobbiamo pensare che la divinità sia simile all’oro, all’argento e alla pietra, che porti l’impronta dell’arte e dell’ingegno umano. Ora Dio, passando sopra ai tempi dell’ignoranza, ordina agli uomini che tutti e dappertutto si convertano, perché egli ha stabilito un giorno nel quale dovrà giudicare il mondo con giustizia, per mezzo di un uomo che egli ha designato, dandone a tutti prova sicura col risuscitarlo dai morti».

Quando sentirono parlare di risurrezione dei morti, alcuni lo deridevano, altri dicevano: «Su questo ti sentiremo un’altra volta». Così Paolo si allontanò da loro. Ma alcuni si unirono a lui e divennero credenti: fra questi anche Dionigi, membro dell’Areòpago, una donna di nome Dàmaris e altri con loro.

Dopo questi fatti Paolo lasciò Atene e si recò a Corìnto.

#19Maggio2020 “L’AMORE RENDE ADULTI” (Martedì 6a di Pasqua) – Commento video e scritto

adulti

Ecco il video commento alle letture di oggi

Uno strano discorso quello di Gesù, perchè dovrebbe andar via per farci capire? Perchè mai dovrebbe andar via e venire lo Spirito per farci capire?

Difficile da capire se non nella logica dell’Amore. Perchè dovrebbe venire lo Spirito? Non potrebbe restare Lui?

Si comprende nella logica piena e vera dell’Amore. L’Amore vero, quello profondo, rende liberi e rende adulti. Se si ama veramente l’altra persona non la si custodisce soffocandola, sostituendosi, assimilandola a noi, ma liberandola, facendola maturare, diventare adulta, autonoma.

Questo è sublimità nelle relazioni umane ma lo è tanto di più in quella di Dio per noi, anzi quest’ultima è la fonte di questa capacità di Amore.

Lo Spirito Santo è il respiro di Amore di Dio. Proviamo a pensare al respiro di due innamorati abbracciati, quel respiro carico di passione, battito di cuore. E’ la forza di Dio, del respiro di Amore di Dio per noi. Gesù ci ha amati, ci ha riempito, è stato Luce, Via, Guida, ma ora ci lascia nelle mani dello Spirito, sua presenza, perchè lo Spirito riporti la nostra mente a tutto ciò che Gesù ha insegnato e noi possiamo camminare da adulti, autonomi.

Che bello Dio. Che bello l’Amore di Dio che rende maturi.

Liberi ciascuno nella nostra vita, creatività, responsabilità, accompagnati da questo profondo respiro, che è li se noi vogliamo, nella massima libertà (il mistero del libero arbitrio). Se lo vuoi questo respiro ti riempie, se non vuoi è li, nel silenzio a respirare accanto a noi perchè prima o poi possiamo accorgercene, illuminando ogni cosa che facciamo, anche la più lontana da Dio.

Nella Prima Lettura la storia di una conversione, del carceriere. Esso con la testimonianza di amore diventa adulto nella fede, nella vita, viene liberato. E’ carceriere che toglie la libertà agli altri, ma in realtà è lui il vero schiavo da liberare.

Ecco le letture del giorno

Gv 16,5-11
 
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore.
Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi.
E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato».

At 16,22-34
 
In quei giorni, la folla [degli abitanti di Filippi] insorse contro Paolo e Sila, e i magistrati, fatti strappare loro i vestiti, ordinarono di bastonarli e, dopo averli caricati di colpi, li gettarono in carcere e ordinarono al carceriere di fare buona guardia. Egli, ricevuto quest’ordine, li gettò nella parte più interna del carcere e assicurò i loro piedi ai ceppi.

Verso mezzanotte Paolo e Sila, in preghiera, cantavano inni a Dio, mentre i prigionieri stavano ad ascoltarli. D’improvviso venne un terremoto così forte che furono scosse le fondamenta della prigione; subito si aprirono tutte le porte e caddero le catene di tutti.
Il carceriere si svegliò e, vedendo aperte le porte del carcere, tirò fuori la spada e stava per uccidersi, pensando che i prigionieri fossero fuggiti. Ma Paolo gridò forte: «Non farti del male, siamo tutti qui». Quello allora chiese un lume, si precipitò dentro e tremando cadde ai piedi di Paolo e Sila; poi li condusse fuori e disse: «Signori, che cosa devo fare per essere salvato?». Risposero: «Credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la tua famiglia». E proclamarono la parola del Signore a lui e a tutti quelli della sua casa.
Egli li prese con sé, a quell’ora della notte, ne lavò le piaghe e subito fu battezzato lui con tutti i suoi; poi li fece salire in casa, apparecchiò la tavola e fu pieno di gioia insieme a tutti i suoi per avere creduto in Dio.

#18Maggio2020 “SCELTE CORAGGIOSE” (Lunedì 6a di Pasqua) – Commento video e scritto

scelte

Ecco il video del commento di oggi

Una previsione dura quella di Gesù in questo testo del Vangelo, non è bello sentirsi dire che saremo cacciati dalle sinagoghe, che oggi potrebbe essere saremo cacciati dalle chiese. Qualcuno potrebbe leggere in questo il periodo di chiusura e divieto di celebrazioni che abbiamo avuto, ma è un altro discorso, non confondiamo la responsabilità di contribuire all’emergenza sanitaria con un martirio o vittimismo.

Il discorso è molto più profondo: il messaggio di Cristo spesso sarà contrastato e noi con Lui.

Non ci scandalizziamo, ci dice Gesù, essere cristiani è fare una scelta dura e profonda. Spesso, troppo spesso, abbiamo svenduto, edulcorato, svuotato il cristianesimo dalla sua profondità pur di trasformarlo in un messaggio piacevole e accattivante, quasi commerciale.

Ben vengano strategie di comunicazione, utilizzo di arte, musica, mondo delle emozioni per far arrivare il messaggio di Cristo, ma senza svuotarlo del suo senso.

Il Cristianesimo è Amore, e l’Amore vero di sceglie e le scelte spesso sono dure perchè riguardano la vita, la consapevolezza che possono esserci perdite, tagli. La vita è fatta di scelte continue.

Coraggio, impariamo a scegliere, con coraggio, sapendo che Cristo è amore pieno ma è esigente. Ed oggi il mondo infossato nella mediocrità ha bisogno di scelte radicali, coraggiose.

Nella prima lettura il risultato di una scelta coraggiosa. Paolo annuncia, non teme i pericoli, farà spesso naufragio, ma sceglie, taglie le cose intorno a lui per dedicarsi a Cristo, al suo annuncio, e ha successo. Lidia gli chiede di restare in casa sua, cioè l’esatto contrario di essere cacciati via, essere accolti.

Coraggio.

Ecco le letture del giorno:

Gv 15,26-16,4

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.
Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi. Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, viene l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me. Ma vi ho detto queste cose affinché, quando verrà la loro ora, ve ne ricordiate, perché io ve l’ho detto».

At 16,11-15

Salpati da Tròade, facemmo vela direttamente verso Samotràcia e, il giorno dopo, verso Neàpoli e di qui a Filippi, colonia romana e città del primo distretto della Macedònia.
Restammo in questa città alcuni giorni. Il sabato uscimmo fuori della porta lungo il fiume, dove ritenevamo che si facesse la preghiera e, dopo aver preso posto, rivolgevamo la parola alle donne là riunite.
Ad ascoltare c’era anche una donna di nome Lidia, commerciante di porpora, della città di Tiàtira, una credente in Dio, e il Signore le aprì il cuore per aderire alle parole di Paolo.
Dopo essere stata battezzata insieme alla sua famiglia, ci invitò dicendo: «Se mi avete giudicata fedele al Signore, venite e rimanete nella mia casa». E ci costrinse ad accettare.

#16Maggio2020 “ODIATI PER AMORE” (Sabato 5a di Pasqua) – Commento scritto e video

odio

Ecco la video riflessione di oggi

Il mondo ci odia?!?!?

Certo l’espressione fa un pò paura, sembra quasi una condanna che arriva sulla testa. Cerchiamo di comprenderla.

Il senso lo si trova nel discorso sull’amore coraggioso di cui parlavamo ieri e sull’Amore in generale di Cristo tema delle letture degli ultimi giorni.

Dicevamo ieri che amore vero, amore coraggioso, è quando senti che stai facendo, amando, progettando, donando, impegnandoti oltre il dovuto, senza superficialità, con un oltre. Ecco, il mondo spesso non fa questo, il mondo ha spesso la logica del compromesso, del poco impegno, dell’impegno se conviene e se ne traggo profitto.

E’ questo personale, sociale, ecologica ed economica, che coinvolge tutte le sfere.

Noi non siamo del mondo, perchè non possiamo conformarci a questo stile, sarebbe inutile essere cristiani e la storia forse ci insegna che quando noi cristiani abbiamo ceduto a questo ne abbiamo fatti di guai. Nella Chiesa in grande ma anche nella storia di ciascuno di noi personale quando la nostra fede non sempre è di pari passo con le scelte della vita quotidiana, politica, lavorativa.

Noi siamo chiamati a splendere come astri, a fare tutto alla luce, una luce che diventa amore che coinvolge tutti, per questo come Cristo potremo essere odiati, non capiti, spesso additati come pazzi o peggio ancora come fessi. Ma questo non devo distruggerci d’animo, anzi, è la conferma. Amiamo in maniera coraggiosa, con cuore e competenza, con furbizia e capacità di analisi, ma mai con compromesso e mediocrità.

La prima lettura, altro spaccato di storia della Chiesa nascente, ci dice che la Comunità cresceva ogni giorno. Cosa permetteva a tana gente interesse verso il Cristianesimo?  Proprio il fatto che non era scontato e come il mondo, ma offriva una visione rivoluzionaria delle cose.

Non perdiamo questa meraviglia.

Ecco le letture del giorno.

Gv 15,18-21

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia.
Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato».

At 16,1-10

In quei giorni, Paolo si recò a Derbe e a Listra. Vi era qui un discepolo chiamato Timòteo, figlio di una donna giudea credente e di padre greco: era assai stimato dai fratelli di Listra e di Icònio. Paolo volle che partisse con lui, lo prese e lo fece circoncidere a motivo dei Giudei che si trovavano in quelle regioni: tutti infatti sapevano che suo padre era greco. Percorrendo le città, trasmettevano loro le decisioni prese dagli apostoli e dagli anziani di Gerusalemme, perché le osservassero. Le Chiese intanto andavano fortificandosi nella fede e crescevano di numero ogni giorno.
Attraversarono quindi la Frìgia e la regione della Galàzia, poiché lo Spirito Santo aveva impedito loro di proclamare la Parola nella provincia di Asia. Giunti verso la Mìsia, cercavano di passare in Bitinia, ma lo Spirito di Gesù non lo permise loro; così, lasciata da parte la Mìsia, scesero a Tròade. Durante la notte apparve a Paolo una visione: era un Macèdone che lo supplicava: «Vieni in Macedònia e aiutaci!». Dopo che ebbe questa visione, subito cercammo di partire per la Macedònia, ritenendo che Dio ci avesse chiamati ad annunciare loro il Vangelo.

#15Maggio2020 “AMORE CORAGGIOSO” (Venerdì 5a di Pasqua) – Commento video e scritto

coraggio

Ecco il video commento di oggi

Gesù ci chiama amici, elimina quel termine di servi. Perchè sta parlando di amore, ci sta consegnando l’amore, come comandamento, come istruzione e stile di vita.

Il servo fa le cose per dovere, non per amore. Gli amici si donano tutto nella gratuita. Questo è lo stile che vuole insegnare Gesù.

Dio avevo donato tutto, in ogni modo agli uomini, c’è lo dice l’Antico Testamento, ma ha deciso di andare oltre, diventare uomo, insegnare agli uomini ad amare amando da uomo. Dio è andato oltre l’immaginabile, oltre il dovuto.

Questo è un grande messaggio per noi, uno sprono a fare sempre meglio e di più. L’Amore vero è coraggioso di natura, perchè l’amore vero lo stai attuando quando senti che stai dando oltre il dovuto.

Nelle nostre relazioni, nei nostri progetti, nelle comunità in cui viviamo, nel nostro lavoro, stiamo amando davvero quando abbiamo il coraggio di dare quel di più, quel oltre il dovuto, siamo capaci e abbiamo il coraggio di dare di più.

Nella prima lettura di oggi ci viene raccontato uno spaccato della Chiesa Nascente: si interrogano sul come fare meglio, studiano insieme la soluzione, per dare sempre di più, sempre meglio, sempre oltre.

Ecco i testi delle letture di oggi

Gv 15,12-17

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

At 15,22-31

In quei giorni, agli apostoli e agli anziani, con tutta la Chiesa, parve bene di scegliere alcuni di loro e di inviarli ad Antiòchia insieme a Paolo e Bàrnaba: Giuda, chiamato Barsabba, e Sila, uomini di grande autorità tra i fratelli. E inviarono tramite loro questo scritto: «Gli apostoli e gli anziani, vostri fratelli, ai fratelli di Antiòchia, di Siria e di Cilicia, che provengono dai pagani, salute! Abbiamo saputo che alcuni di noi, ai quali non avevamo dato nessun incarico, sono venuti a turbarvi con discorsi che hanno sconvolto i vostri animi. Ci è parso bene perciò, tutti d’accordo, di scegliere alcune persone e inviarle a voi insieme ai nostri carissimi Bàrnaba e Paolo, uomini che hanno rischiato la loro vita per il nome del nostro Signore Gesù Cristo. Abbiamo dunque mandato Giuda e Sila, che vi riferiranno anch’essi, a voce, queste stesse cose. È parso bene, infatti, allo Spirito Santo e a noi, di non imporvi altro obbligo al di fuori di queste cose necessarie: astenersi dalle carni offerte agli idoli, dal sangue, dagli animali soffocati e dalle unioni illegittime. Farete cosa buona a stare lontani da queste cose. State bene!». Quelli allora si congedarono e scesero ad Antiòchia; riunita l’assemblea, consegnarono la lettera. Quando l’ebbero letta, si rallegrarono per l’incoraggiamento che infondeva.

#14Maggio2020 “L’AMORE E’ QUESTIONE DI ALLENAMENTO” – (Giovedì 5a di Pasqua) – Commento video e scritto

allenamento

Ecco il video della riflessione di oggi

L’amore è questione di allenamento perchè più ami più il cuore si allarga e dispone ad amare ancora più, come dice un Salmo “Corro lungo la via del tuo amore perchè hai dilatato il mio cuore” .

L’amore però è fatto anche di batoste, spesso amando, vivendo l’amore che è attenzione, comprensione, coraggio, voglia di progettare per il bene comune, rischiamo di farci anche un pò male, di soffrire, di avere delle ferite. Ma proprie queste allargano maggiormente il cuore, scavano dentro di noi per farci comprendere che l’amore vero passa attraverso la prova. Gesù ama gli amici, ci vuole tale, ma proprio i suoi più grandi amici lo hanno tradito.

Possiamo amare, avere forza di amare sempre più, non solo perchè imitiamo il suo modello, ma lui ci ha scelti per essere amati. Ci chiama a collaborare al grande progetto Suo di Amore sul mondo e per questo le piccole sofferenze e sconfitte nelle varie situazioni non ci abbattono, perchè c’è sempre un progetto più grande di cui siamo partecipi, e le prove sono allenamento a capire, fare meglio, comprendere cosa tagliare, su cosa investire.

Nella prima lettura viene raccontata la sostituzione di Giuda con Mattia. Gli Apostoli sono gli inviati di questo progetto di Amore. Deve essere sostituito perchè il fallimento avuto da Giuda non devo bloccare la grandezza del progetto di Amore.

Ecco le letture del giorno

Gv 15,9-17

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

At 1,15-17.20-26

In quei giorni Pietro si alzò in mezzo ai fratelli – il numero delle persone radunate era circa centoventi – e disse: «Fratelli, era necessario che si commpisse ciò che nella Scrittura fu predetto dallo Spirito Santo per bocca di Davide riguardo a Giuda, diventato la guida di quelli che arrestarono Gesù. Egli infatti era stato del nostro numero e aveva avuto in sorte lo stesso nostro ministero. Sta scritto infaati nel libro dei Salmi:
“La sua dimora diventi deserta
e nessuno vi abiti”.
e: “Il suo incarico lo prenda un altro”.
Bisogna dunque che, tra coloro che sono stati con noi per tutto il tempo nel quale il Signore Gesù ha vissuto fra noi, cominciando dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui è stato di mezzo a noi assunto in cielo, uno divenga testimone, insieme a noi, della sua risurrezione». Ne proposero due: Giuseppe, detto Barsabba, soprannominato Giusto, e Mattia. Poi pregarono dicendo: «Tu, Signore, che conosci il cuore di tutti, mostra quale di questi due hai scelto per prendere il posto in questo ministero e apostolato, che Giuda ha abbandonato per andarsene al posto che gli spettava». Tirarono a sorte fra loro e la sorte cadde su Mattia, che fu associato agli undici apostoli.

#13Maggio2020 “STARE NELL’AMORE” – (Mercoledì 5a di Pasqua) – Commento scritto e video

Ecco il commento video di oggi

Per trovare equilibrio dobbiamo stare tra domande e relazione dicevamo ieri. Con Cristo scendiamo in noi facendoci le domande, trovando il senso, tiriamo fuori noi stessi e sentiamo amata la nostra fragilità.

Questo procedimento ci chiedo un passaggio di amore a noi stessi: tagliare ciò che non ci serve. Le piante vanno potate perché possano vivere di più, avere più frutti. Gesù è la vite, noi i tralci, Dio l’agricoltore, la chiesa è la vigna. Per essere in pace, in equilibrio, per crescere occorre amarci, stare nel suo amore, e questo chiede il coraggio gesti di tagliare ciò che non serve. Alcune volte è tagliare qualcosa di noi, altre volte è tagliare qualcosa nella comunità. Cose, legami, abitudini. Tagliare è essere liberi, semplici e solo nella libertà si cresce e si ama. Rimanere in Lui, in Cristo che è l’origine, l’energia, la linfa, come la vite per i tralci, torniamo all’origine di noi stessi.

La prima lettura ci narra un episodio della Comunità, di incomprensione, di decisione. Vanno da Pietro, all’origine, per trovare senso e tagliare ciò che non serve. Bella immagine della stessa Chiesa, come comunità in cui trovare il senso vero delle cose.

Ecco le letture di oggi

Gv 15, 1-8

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.

Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete fare nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.

Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

 

At 15,1-6

In quei giorni, alcuni, venuti [ad Antiòchia] dalla Giudea, insegnavano ai fratelli: «Se non vi fate circoncidere secondo l’uso di Mosè, non potete essere salvati».

Poiché Paolo e Bàrnaba dissentivano e discutevano animatamente contro costoro, fu stabilito che  salissero a Gerusalemme dagli apostoli e dagli anziani per tale questione. Essi dunque, provveduti del necessario dalla Chiesa, attraversarono la Fenìcia e la Samarìa, raccontando la conversione dei pagani e suscitando grande gioia in tutti i fratelli.

Giunti poi a Gerusalemme, furono ricevuti dalla Chiesa, dagli apostoli e dagli anziani, e riferirono quali grandi cose Dio aveva compiuto per mezzo loro. Ma si alzarono alcuni della setta dei farisei, che erano diventati credenti, affermando: «È necessario circonciderli e ordinare loro di osservare la legge di Mosè».

Allora si riunirono gli apostoli e gli anziani per esaminare questo problema.