#06Aprile2020 “UNA CHIESA TRA AMICIZIA E SPRECO” (#lunediSanto)

Gesù torna a casa dei suoi amici. Forse ci sono due motivi: Lazzaro deve ringraziarlo e Gesù ha bisogno di amicizia. Si, Lui ha bisogno di amicizia nei suoi ultimi giorni, sa cosa gli attende. Gesù ci mostra umani sentimenti per insegnarci a viverli.

Lo stiamo vivendo, nella privazione dei rapporti, sentiamo maggiore il bisogno delle relazioni, dell’amicizia. Forse (anche cristianamente parlando) in questi giorni possiamo recuperare ed inventare nuovi gesti di amicizia e vicinanza anche grazie alle nuove tecnologie. Oppure gesti di amicizia più allargarti come la solidarietà che si mostra in giro su vari fronti. É il tempo di non risparmiare in amicizia e donazione.

L’accusa che Giuda fa sembra l’accusa di sempre alla chiesa “tante ricchezze e non si aiutano i poveri”. Gesù stesso risponde una volta per tutte a questa provocazione. I poveri sono importanti, fondamentali, ma non si può avere amicizia e attenzione ai poveri senza prima attenzione e amicizia a Cristo.

La Chiesa sta avendo amicizia in questo periodo ai suoi figli con la vicinanza nella preghiera, sussidi, dirette. Ma anche e sopratutto amicizia nella carità verso i poveri e tanti nuovi poveri con nuovi modi e più incisivi. La chiesa lo fa perché ora non si risparmia in spreco come ha insegnato Gesù, perché nei poveri ha Gesù.

Che questa Settimana Santa inizi per noi nel segno di amicizia e spreco, sia una settimana da Celebrare anche in attenzione alle persone a noi care ed anche oltre se riusciamo.

Leggi qui il testo del vangelo

Gv 12,1-11
Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Làzzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Làzzaro era uno dei commensali.
Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo.
Allora Giuda Iscariòta, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?». Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro.
Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché ella lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me».
Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là e accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Làzzaro che egli aveva risuscitato dai morti. I capi dei sacerdoti allora decisero di uccidere anche Làzzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù

#05Aprile2020 “AMBIGUITÀ DEGLI UOMINI” (#DomenicaDellePalme)

Così siamo spesso noi. Belli, forti, vigorosi come un ulivo verdeggiante… ma anche freddi e distruttivi come l’inverno.

Un ulivo congelato, un’immagine che mi colpisce più che mai per spiegare il grande senso di questa Domenica. Inizia trionfante con l’ingresso di Gesù a Gerusalemme e termina con il racconto della Passione.

È il risultato della folla, di noi uomini, che prima abbiamo riempito di complimenti Gesù e poi preferito un ladrone a Lui e messo a morte.

Siamo così tanto infervorati ed appassionati e tanto capaci di freddezza e distruzione.

Quest’anno non avremo da scambiarci ramoscelli di ulivo (meno male) che lasciano spazio a grande abitudine ipocrita. Ma abbiamo da prendere coscienza di questa nostra ambiguità e riparare. Gesù risponde amandoci nonostante tutto. In questo amore da ricevere e rimettere in circolo troviamo la soluzione, nel rispetto nella nostra e altrui fragilità.

Vedi qui un video approfondito sui significati della Settimana Santa e come viverla in questo tempo.

#03Aprile2020 “SE NON TI RICONOSCI DIVINO NON RICONOSCI DIO” (Venerdì 5a di #Quaresima)

Non è un gioco di parole. Non possiamo mai riconoscere Dio se non scopriamo che noi siamo divini, cioè se non ci riempiamo di stupore nel capire quanto siamo preziosi, che siamo opere meravigliose, capaci di amare, di produrre meraviglie. Che siamo vere opere d’arte. Nell’opera scopri la bellezza dell’autore.

Gesù dibatte con questi sapienti. Non riconoscono che Lui è figlio di Dio, anzi vorrebbero ucciderlo perché è contro la legge. Eppure Gesù ricorda che anche l’antico testamento dice che “siamo dei”, che essendo di Dio siamo fatti di Lui.

Quando siamo troppo concentrati su regole e apparenze, sui nostri limiti, sulle nostre fragilità e povertà, non ci accorgiamo della meraviglia che possiamo essere e diventare. Gesù è salvezza per noi se accettiamo che possa esserlo, se permettiamo che possa creare meraviglie in noi senza anteporre sempre il noi, il peso di zavorra di ciò che siamo. Apriamo il cuore, Egli vuole essere Resurrezione in noi.

Leggi qui il testo del vangelo

Gv 10,31-42 In quel tempo, i Giudei raccolsero delle pietre per lapidare Gesù. Gesù disse loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio».
Disse loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: “Io ho detto: voi siete dèi”? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio – e la Scrittura non può essere annullata –, a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: “Tu bestemmi”, perché ho detto: “Sono Figlio di Dio”? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre». Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani.
Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui rimase. Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha compiuto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero». E in quel luogo molti credettero in lui

DEVO FERMARMI A CASA TUA – Sussidio per la settimana Santa a casa

intro catechesi

SCARICA QUI L’OPUSCOLO ====> Clicca qui di seguito sul nome del file DEVO FERMARMI A CASA TUA – Guida per la Settimana Santa tra streaming e casa

Questa piccola guida ai riti della Settimana Santa è pensata nel rispetto delle norme liturgiche, dei prenotanda del Messale Romano e del Benedizionale, degli Orientamenti della CEI per le celebrazioni della Settimana Santa e delle misure Governative di contenimento del Covid-19.

Il tutto parte da una domanda, che molti pensatori (anche liturgisti) si sono fatti in questi giorni, condivise spesso sul web: è più giusto seguire una messa in streaming celebrata da un sacerdote da seguire da casa in forma passiva, oppure celebrare in casa una forma liturgica “nuova” che sia partecipata attivamente, con valorizzazione della Parola, preghiere, simboli, gesti.

Lo stesso Ufficio Liturgico Nazionale pubblica settimanalmente un rituale per la Domenica da vivere in famiglia.

Perché non unire le due cose? Una celebrazione in streaming  ma con momenti di partecipazione attiva da casa?

L’obiettivo di questa guida allora è fornire piccoli strumenti come segni, simboli, introduzioni, orazioni che possano aiutare in famiglia, specialmente con bambini, a vivere più attivamente da casa le celebrazioni.

Un principio che ispira il tutto è il n. 1669 del Catechismo della Chiesa Cattolica, valutando alcuni gesti del Triduo Pasquale che, pur essendo di tutta la Chiesa, sono ora impossibilitati ad essere comunitari e quindi familiari:

“ I Sacramentali derivano dal sacerdozio battesimale: ogni battezzato è chiamato ad essere una benedizione  e a benedire. Per questo anche i laici possono presiedere alcune benedizioni; più una benedizione riguarda la vita ecclesiale e sacramentale, più la sua presidenza è riservata al ministro ordinato (Vescovo, presbiteri o diaconi)”.

VIDEO- Di seguito di approfondimento alla Settimana Santa

 

#01Aprile2020 “SCHIAVI NELLA MATASSA O LIBERI IN EQUILIBRIO?” (Mercoledì 5a di #Quaresima)

Tutta questa situazione, dal virus che si diffonde (tra numeri incoraggianti e meno), crisi economica, peso della quarantena…in fondo rischia di farci sentire come in una matassa da cui è difficile uscire. In fondo però questo essere schiavi della matassa non è differente da tanti altri momenti della vita in cui ingarbugliati tra le scelte, le cose non scelte, le situazioni siamo rimasti schiavi della matassa.

Gesù parla di una verità che farà liberi. Ma liberi anche dalla matassa dove non ci capisco più niente? Si, liberi, totalmente.

Come si conquista questa libertà? Nella verità appunto. E quale è questa verità? È Gesù e la Sua Parola. Nulla di più, nulla da ricercare in cose sensazionali. Lui e la Sua Parola. Quella Parola che ogni volta ci invita a guardare a fondo nelle cose, così a fondo da guardare oltre ed aiutare a farci vedere non solo un punto di vista diverso, ma un punto di vista oltre, alla scoperta di cose oltre, in più. Dove ingarbugliati nella matassa siamo incapaci di vedere che c’è già un mondo nuovo, in cui scommettere, stare in equilibrio, ma liberi, in cui giocare fiducia e speranza.

Anche in questa situazione odierna non lasciamoci bloccare nella matassa, andiamo oltre, in equilibrio, in un mondo diverso che stiamo imparando a vedere, sentiamoci liberi, non schiavi di angoscia, liberi di essere noi stessi e fare cose che non avremmo mai pensato di fare. La vita è sempre una nuova scommessa, alla ricerca della verità. Questa verità e questa libertà sta in una Via, che è Vita e Verità: Gesù

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Gv 8,31-42 In quel tempo, Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?».
Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro».
Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro».
Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato».

#31Marzo2020 “UN SIMBOLO CHE SVUOTA LE PAROLE” (Martedì 5a di #Quaresima)

Manca poco alla Settimana Santa, e gli sguardi sono già concentrati sul rivivere gli eventi della Passione. Anche se nella società c’è già tanta passione, tanto patire e tanta confusione.

Quel segno di Gesù innalzato sulla Croce diventa un segno che spinge al silenzio, allontana discussioni. Solo silenzio, riflessione e preghiera (se si riesce).

Quante parole, quante discussioni (anche fuori luogo), quanti discorsi anche contro Dio in questi giorni, ma anche tanti che stanno scoprendo l’affidarsi a Lui.

Come dice questo brano del vangelo noi uomini siamo abituati a mille discussioni. Occorre silenzio molte volte. Gesù con il suo innalzamento sulla Croce invita a fare silenzio e risponde a domande sul che senso ha il dolore, come si vive il dolore, dove è Dio nel dolore dell’uomo, cosa dobbiamo fare noi in questo dolore.

Facciamo silenzio davanti ad un crocifisso

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Gv 8,21-30
In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «Io vado e voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire». Dicevano allora i Giudei: «Vuole forse uccidersi, dal momento che dice: “Dove vado io, voi non potete venire”?».
E diceva loro: «Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che Io Sono, morirete nei vostri peccati».
Gli dissero allora: «Tu, chi sei?». Gesù disse loro: «Proprio ciò che io vi dico. Molte cose ho da dire di voi, e da giudicare; ma colui che mi ha mandato è veritiero, e le cose che ho udito da lui, le dico al mondo». Non capirono che egli parlava loro del Padre.
Disse allora Gesù: «Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli sono gradite». A queste sue parole, molti credettero in lui

#30Marzo2020 “LIBERA IL TUO CUORE DAI TUOI LIMITI” (Lunedì 5a di #Quaresima)

Cosa è stato l’incontro con Gesù per quella donna? Una liberazione. Essere prostituta era certamente un limite, forse anche un peso per lei, come tanti spesso costretti a situazioni di vita non sempre scelte. Quella carezza e protezione da Gesù è stata per lei una rinascita. La carezza di Gesù è liberante.

Quanti pesi abbiamo noi nel cuore? Quanti segni e ferite ci portiamo di quelle situazioni che non abbiamo spesso scelto. Forse in questo periodo di isolamento, di maggior tempo soli, sono amplificate.

Abbiamo bisogno di una carezza liberante. La relazione con Gesù, il silenzio della preghiera, come dialogo pure, faccia a faccia, a tu per tu, di sfogo totale, di messa davanti a Dio della nostra fragilità, è più necessario e liberante che mai.

Usiamo questo tempo per lasciarci accarezzare nel silenzio della preghiera. Usiamo questo tempo per liberare anche il nostro giudizio verso altri, con comprensione, che in fondo sono fragili come noi.

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Gv 8,1-11
In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro.
Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adultèrio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adultèrio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo.
Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani.
Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».