#08Giugno2021 – NON SVENDERE LA LUCE ED IL BEL SAPORE CHE SEI – (Martedì 10ma Tempo Ordinario)

A cura di Massimiliano Arena

Continuiamo la lettura del capitolo 5 di Matteo, che ci spiega alcuni risvolti pratici delle Beatitudini.

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#07Giugno2021 – LA VITA E’ UNA FELICITA’ IN SALITA – (Lunedì 10ma Tempo Ordinario)

A cura di Massimiliano Arena

Il brano delle Beatitudini offre sempre degli spunti speciali e meravigliosi

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#06Giugno2021 – UN DIO CHE SI FA AMORE ATTRAVERSO I CINQUE SENSI – (Corpus Domini/B)

A cura di Massimiliano Arena

Ecco il video di approfondimento sulle letture di oggi

LA FESTA DI UN DIO CON IL CORPO

Che meraviglia il Cristianesimo, siamo l’unica religione in cui Dio ha un corpo, non parliamo di un “Dio idea”, di un “Dio legge”, di un “Dio morale”, di un “Dio invibile”, ma un Dio che si è fatto carne, ha assunto un corpo per insergnarci a vivere da uomini.

Un Dio che ha assunto un corpo in una storia umana per dare senso alla storia umana.

un Dio che ha assunto un corpo per farci capire che è con il corpo che si vive la rivoluzione dell’Amore.

La festa di oggi per questo è fortemente connessa al Natale in cui meditiamo il farsi corpo di Dio e fortemente connessa al Giovedì Santo in cui mettiamo al centro l’Eucaristia

EUCARISTICA: L’AMORE CONSACRA LA FRAGILITA’

Dio, l’eccelso, si fa uomo, si fa corpo consacrando la fragilità umana. Si fa Eucaristica scegliendo il simbolo di pochi grammi di farina e acqua.

Dio consacra la piccolezza umana, la fragilità umana e rende tutto ciò che siamo sua presenza di Amore.

Tutto ciò che siamo e abbiamo possiamo convertirlo a Lui, consacrarlo a Lui, perchè diventi strumento di rivoluzione di Amore.

DIO CONSACRA I CINQUE SENSI UMANI

Dio che si fa corpo e si fa presenza di Amore con il corpo di insegna a vivere i nostri cinque sensi donandoli e consacrandoli a Lui.

Si ama guardando, con purezza, scrutando la presenza di Dio in ogni cosa e persona, tirando fuori la presenza di Dio anche da ogni cosa più buia.

Si ama con le mani, toccando, facendosi carico, donando carezze perchè Dio si fa presente in noi ad altri fratelli.

Si ama con le parole che diciamo che possano essere sempre di benedizione e costruttive, anche sulle fragilità dei fratelli.

Si ama anche con i silenzi, con la presenza accanto senza parole, alcune volte trattenendo le parole negative.

Si ama col corpo che si fa affettiva e sessualità. Quante fragilità viviamo in merito, spesso non dando giusto valore a questo meraviglioso dono di Dio del Corpo.

Ci aiuti Cristo ad adorare, mangiare, il Suo Corpo…per rendere il nostro Corpo, la nostra affettività, i nostri cinque sensi, strumenti di Amore.

UNO SGUARDO ALLA PRIMA LETTURA – Es 24,3-8

Noi non abbiamo più solo il Dio che si fa legge, che chiede precetti da osservare. Abbiamo il Dio che si fa dialogo, che insegna a vivere vivendo. L’uomo vive i comandamenti alla luce del comandamento di Cristo dell’Amore, che ha dimostrato a fatti e parole.

UNO SGUARDO ALLA SECONDA LETTURAEb 9,11-15

Ci dono Dio lo sguardo della stanza al piano superiore, per guardare le cose con lo sguardo dell’Amore con cui Lui le guarda, per riempire le nostre fragilità con la tenerezza che solo guardando dall’alto, sopra le cose umane, è possibile. Da quella stanza al piano superiore dell’ultima cena tutto può ricominciare.

Ecco i testi delle letture.

VANGELO- Mc 14,12-16.22-26

Il primo giorno degli Àzzimi, quando si immolava la Pasqua, i discepoli dissero a Gesù: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?».
Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”. Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi».

I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.
Mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio».
Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.

PRIMA LETTURA – Es 24,3-8

In quei giorni, Mosè andò a riferire al popolo tutte le parole del Signore e tutte le norme. Tutto il popolo rispose a una sola voce dicendo: «Tutti i comandamenti che il Signore ha dato, noi li eseguiremo!».
Mosè scrisse tutte le parole del Signore. Si alzò di buon mattino ed eresse un altare ai piedi del monte, con dodici stele per le dodici tribù d’Israele. Incaricò alcuni giovani tra gli Israeliti di offrire olocausti e di sacrificare giovenchi come sacrifici di comunione, per il Signore.
Mosè prese la metà del sangue e la mise in tanti catini e ne versò l’altra metà sull’altare. Quindi prese il libro dell’alleanza e lo lesse alla presenza del popolo. Dissero: «Quanto ha detto il Signore, lo eseguiremo e vi presteremo ascolto».
Mosè prese il sangue e ne asperse il popolo, dicendo: «Ecco il sangue dell’alleanza che il Signore ha concluso con voi sulla base di tutte queste parole!».

SECONDA LETTURA – Eb 9,11-15

Fratelli, Cristo è venuto come sommo sacerdote dei beni futuri, attraverso una tenda più grande e più perfetta, non costruita da mano d’uomo, cioè non appartenente a questa creazione. Egli entrò una volta per sempre nel santuario, non mediante il sangue di capri e di vitelli, ma in virtù del proprio sangue, ottenendo così una redenzione eterna.
Infatti, se il sangue dei capri e dei vitelli e la cenere di una giovenca, sparsa su quelli che sono contaminati, li santificano purificandoli nella carne, quanto più il sangue di Cristo – il quale, mosso dallo Spirito eterno, offrì se stesso senza macchia a Dio – purificherà la nostra coscienza dalle opere di morte, perché serviamo al Dio vivente?
Per questo egli è mediatore di un’alleanza nuova, perché, essendo intervenuta la sua morte in riscatto delle trasgressioni commesse sotto la prima alleanza, coloro che sono stati chiamati ricevano l’eredità eterna che era stata promessa.

#02Giugno2021 – IL DIO DELLA VITA CHE MI CAMBIA LA VITA – (Mercoledì 9a Tempo Ordinario)

A cura di Massimiliano Arena

Come il testo di ieri al centro di questo episodio vi è un profondo recupero della nostra dignità e preziosità

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#01Giugno2021 – LA VITA E LA COSCIENZA – (Martedì 9a Tempo Ordinario)

A cura di Massimiliano Arena

Eterna lotta spesso descritta in questo testo quasi tra laicità e politica. Inutile contesa, forse c’è qualcosa di più profondo.

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#31Maggio2021 – HAI MUTATO IL MIO LAMENTO IN DANZA – (Visitazione di Maria)

A cura di Massimiliano Arena

Termina oggi il mese dedicato a Maria e la Parola odierna ci riempie il cuore di certezze spronandolo

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#30Maggio2021 – IL MISTERO DI UN DIO CHE SI FA’ CAREZZA DI AMORE – (Santissima Trinità/B)

A cura di Massimiliano Arena

Se vuoi vedi qui il video di appofondimento sulle letture di oggi

UN AMORE CHE E’ MISTERO

Oggi è la festa della Santissima Trinità. Uno tema altamente speculativo, come si suol dire, in Teologia, su cui si sono scritte e scrivono fiumi di pagine. Non è questo lo spazio per fare troppi approfondimenti teologici, ma cercare di capire qualche piccolo concetto di questo grande mistero e soprattutto quale bella utilità e preziosità abbia per la concreta vita di noi uomini.

Un grande mistero nel grande mistero della Trinità (scusate il gioco di parole) è proprio il concetto del Dio Amore. Nella Trinità c’è un uomo, perchè Dio ha deciso di farsi uomo in Cristo e abitare la storia di noi uomini, condividerla ed ora noi rivolgendoci in preghiera alla Trinità non ci rivolgiamo ad un’entità astratta, lontana da noi, ma ci rivolgiamo ad un pezzo di noi. Noi siamo un pezzo di Dio e Dio un pezzo di noi, noi siamo un pezzo della Trinità e la Trinità un pezzo di noi.

Siamo davanti a questo grande mistero di amore, del Dio fatto uomo per correre con amore dietro all’uomo.

CI AMA ANCHE SE SIAMO PIENI DI DUBBI

C’è tre passaggio stupendo nel Vangelo di oggi, che sottolinea ancora di più questo stupendo mistero di Amore.

  1. “Erano in 11…” – La comunità era ferita dal tradimento di Giuda, eppure proprio quella Comunità è ancora oggetto dell’Amore di Dio, a questa Comunità, nonostante tutto, sta chiedendo un atto di Amore, uno slancio di Amore, una missione. Dio ci ama come Chiesa, Comunità, nonostante i nostri pezzi mancanti
  2. “Si prostrarono…essi dubitarono” – Il Vangelo ci dice che dopo essersi prostrati, cioè un atto di amore, preghiera, devozione a Cristo, nello stesso momento, stanno avendo dubbi di fede. Anche qui il grande mistero di un Dio amore. Ci sta amando anche nel dubbio, ci vuole cosi con tutta la nostra meravigliosa umana debolezza davanti a Lui.

INVIATI A PORTARE AMORE ANCHE SE NON PERFETTI

Colpisce profondamente che Gesù nonostante i dubbi poi gli invii ad annunciare, a farsi “maestri” degli altri facendo nuovi discepoli da portare al cuore di Cristo.

Cristo ci invia ad essere annunciatori dell’Amore che se non siamo perfetti. Proprio la dimensione della nostra fragilità amata da Dio ci rende testimoni di un’amore ricevuto, testimoni di questa carezza di Amore.

Si la Trinità è il mistero di Dio che è comunione di Amore anche con l’uomo.

La Trinità è il mistero di un Dio che è carezza di Amore sulla fragilità umana.

La Trinità è il mistero di un Dio che per farsi amore agli uomini scegli uomini fragili per farsi portare.

UNO SGUARDO ALLA PRIMA LETTURA – Dt 4,32-34.39-40

Uno sguardo alla visione del Dio lontano, ieratico, come era il Dio degli Ebrei. Dio da amare, rispettare, insegnare nei comandi tra trasmettere di padre in figlio. Il grande mistero, la grande bellezza, del Dio del Cristianesimo è aver messo giù ogni lontananza per farsi carne umana, vicino più che mai all’uomo. Il cristianesimo è l’unica religione cosi rivoluzionaria, con un Dio cosi vicino all’umanità da farsi uomo, da insegnare agli uomini la vera vita vivendola.

UNO SGUARDO ALLA SECONDA LETTURA – Rm 8,14-17

Il Dio di Gesù Cristo non vuole essere chiamato padrone ma padre. Non siamo più schiavi ma figli, perchè lo schiavo quando sbaglia ha paura di aver perso tutto perchè il padrone lo manderà via. Il figlio quando sbaglia sa che il padre è sempre suo padre e può nonostante tutto trovare sempre e solo amore.

Ecco le letture del giorno

VANGELO – Mt 28,16-20

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono.
Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

PRIMA LETTURA – Dt 4,32-34.39-40

Mosè parlò al popolo dicendo:
«Interroga pure i tempi antichi, che furono prima di te: dal giorno in cui Dio creò l’uomo sulla terra e da un’estremità all’altra dei cieli, vi fu mai cosa grande come questa e si udì mai cosa simile a questa? Che cioè un popolo abbia udito la voce di Dio parlare dal fuoco, come l’hai udita tu, e che rimanesse vivo?
O ha mai tentato un dio di andare a scegliersi una nazione in mezzo a un’altra con prove, segni, prodigi e battaglie, con mano potente e braccio teso e grandi terrori, come fece per voi il Signore, vostro Dio, in Egitto, sotto i tuoi occhi?
Sappi dunque oggi e medita bene nel tuo cuore che il Signore è Dio lassù nei cieli e quaggiù sulla terra: non ve n’è altro.
Osserva dunque le sue leggi e i suoi comandi che oggi ti do, perché sia felice tu e i tuoi figli dopo di te e perché tu resti a lungo nel paese che il Signore, tuo Dio, ti dà per sempre».

SECONDA LETTURA – Rm 8,14-17

Fratelli, tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!».
Lo Spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se davvero prendiamo parte alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria.

VANGELO –

#29Maggio2021 – DIO TRA STUPORE O SCHEMI INGABBIANTI – (Sabato 8a Tempo Ordinario)

A cura di Massimiliano Arena

Dio tra autorità e stupore, è questo il tema del Vangelo di oggi.

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#28Maggio2021 – FIDUCIA IN SE, NONOSTANTE LE CONTRADDIZIONI – (Giovedì 8a Tempo Ordinario)

A cura di Massimiliano Arena

La vita è piena di contraddizioni, ma tanta sana fiducia in se stessi aiuta a rileggerla, e la fiducia in se non si raggiunge senza fiducia in Dio.

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#27Maggio2021 – UNA COMUNITA’ PORTATRICE DI LUCE – (Giovedì 8a Tempo Ordinario)

Ieri abbiamo parlato di una Chiesa che è al servizio della gioia. Oggi parliamo di Comunità capace di portare la luce.

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