#26Giugno2020 “GUARIRE SEMPRE” (Venerdì 13ma Tempo Ordinario) Commento video e scritto

Ecco il video

Ieri abbiamo parlato di costruire le fondamenta della vita in Cristo per affrontare ogni male ed ogni tempesta. Ma spesso non ci riusciamo e il male e le tempeste ci distruggono, lasciano enormi ferite in noi.

Allora che fare? Quando abbiamo fallito e siamo feriti la vita e finita? No Cristo ti guarda e dice “se vuoi puoi guarire”

Il suo amore è sempre conferma di straordinarietà. Ci offre di costruire fondamenta su Lui, rispetta la nostra libertà di non farlo e ci offre dopo la guarigione.

Cosa si guarisce? Riprovando a costuire le fondamenta.

Ecco il testo del vangelo

Mt 8,1-4 Quando Gesù scese dal monte, molta folla lo seguì.
Ed ecco, si avvicinò un lebbroso, si prostrò davanti a lui e disse: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi».
Tese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio: sii purificato!». E subito la sua lebbra fu guarita.
Poi Gesù gli disse: «Guàrdati bene dal dirlo a qualcuno; va’ invece a mostrarti al sacerdote e presenta l’offerta prescritta da Mosè come testimonianza per loro

#25Giugno2020 “COSTRUIRE LE FONDAMENTA GIUSTE” (Giovedì 12ma Tempo Ordinario) Commento video e scritto

Tante volte ho ascoltato persone, magari con esperienze negative vissute in passato o al momento, dire “ma come ho pregato Gesù, la Madonna, sono andato a quel santuario, eppure non mi ha dato nulla di quello che ho chiesto.

Gesù risponde con disarmante chiarezza a tutto questo. Parla con una parabola di una casa da che deve reggere nella tempesta (il male che viviamo). Solo la casa costruita sulla roccia resiste.

La domanda che ciascuno di noi deve farsi non è quanto ho pregato, ma su che fondamenta ho messo la mia vita. Una casa non crolla per la bellezza delle sue rifiniture estetiche, ma per le sue solide fondamenta.

Le nostre fondamenta sono nel Vangelo, sono in Cristo? Che significa? Il problema non è pregare durante il male, ma essere solidi sempre. Se ho fissato le fondamenta della mia vita nel Vangelo e in Cristo vivrò con meraviglia i momenti belli ma non crolleró in quello brutti, comunque essi andranno, sarò dispensatore di lucidità, forza, amore.

Ecco il testo del vangelo

Mt 7,21-29
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: “Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?”. Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”.
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».
Quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le folle erano stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come i loro scribi.

#24Giugno2020 “E TU? VUOI ESSERE UNA NOVITÀ CON Stupore?” (Natività di Giovanni Battista) Commento video e scritto

Ecco il video

Una festa importante quella da ricordare. Dei santi solitamente si festeggia la nascita al cielo, la morte, come momento in cui sono stati profondamente uniti a Cristo. Di Giovanni Battista solo ai celebra la nascita, anzi ancora prima la sua gestazione, in quel sussulto meraviglioso avuto nell’incontro col il Cristo (siamo infatti a tre mesi dal l’annunciazione)

Stupore sin dall’inizio la vita di Giovanni. Nato da una donna oramai sterile, da anziani. Il padre diventa muto, quasi da non poter dire più una parola davanti a tanta meraviglia. Una vita strana, austera, rivoluzionaria.

Nel Vangelo di Giovanni, nel prologo, quando viene presentato c’è un espressione che dice “E venne un uomo”, che si traduce meglio con “E accadde che…”, quasi a raccontare una storia nuova, inedita, con stupore.

Giovanni e stato uno che ha compreso sin dall’inizio che la vita di ciascuno non può essere una fotocopia. Spesso noi viviamo tutti in fotocopie con degli standard di cosa si fa e cosa no, cosa si fa in questa o quella situazione per essere felici e sereni, ma poi non lo siamo. Giovanni insegna ad essere novità, stupore, controcorrente. E tu? Vuoi essere una fotocopia o essere una novità?

Con Cristo si è sempre nuovi, sempre originali, mai scontati. Giovanni prepara la venuta di Cristo. Diventiamo anche noi originali, creativi, portatori e preparatori di questo amore rivoluzionario e profondo.

Ecco il testo del vangelo

Lc 1,57-66.80
Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei. Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccarìa. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio.
Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui. Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele

#23Giugno2020 “LA VIA PER UNA VITA DIGNITOSA” (Martedì 12ma Tempo Ordinario) Commento video e scritto

Tre consigli nel Vangelo di oggi perché la vita possa essere più bella, dignitosa e felice.

Non dare le perle ai porci. Non dare i doni di Dio in pasto ai porci. Non sprecare e non sprecarsi. Tu sei il dono di Dio più prezioso. Custodisci perché nulla possa scalfire la tua dignità, nulla possa abbassarla e soffocarla.

Fai agli altri ciò che vorresti che gli altri facciano a te. Non accontentarti di non fare del male e non riceverne, si proposito, fai, usa creatività, chiediti cosa farebbe piacere per te per donare agli altri. Ciò crea armonia ed empatia.

Passa per la porta stretta. Nessuna felicità vera si acquista a poco prezzo, con cose facili. Le vere felicità passano per la porta stretta, la fatica, dove per passare devi liberarti di ciò che non serve.

Ecco il testo del vangelo

Mt 7,6.12-14
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti.
Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!».

#22Giugno2020 “NEL GIUDICARE COPRIAMO NOI STESSI” (Lunedì 12ma Tempo Ordinario) – Commento Scritto e video

Ecco le video riflessione

Spesso quando giudichiamo un fratello, magari anche aspramente, in realtà stiamo solo cercando di coprire noi stessi. Quella colpa, quel peccato, quella fragilità che accusiamo nel fratello ci fa paura, perché è anche nostra, allora per evitare che veniamo giudicati attacchiamo per concentrare l’attenzione sugli altri, così viene evitata su di noi.

Spesso anche nella correzione fraterna con la scusa di correggere ci poniamo un gradino sopra, come maestri correttori e non come fratelli.

Cristo ci insegna a guardare il fratello nella sua fragilità, guardando nella sua fragilità la mia fragilità amata, avvolta di tenerezza, per tendere la mano e camminare, insieme, da fratelli, per guarire insieme, trovare insieme la novità di vita

Ecco il testo del vangelo

Mt 7,1-5
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi.
Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? O come dirai al tuo fratello: “Lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio”, mentre nel tuo occhio c’è la trave? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello

#20Giugno2020 “UN CUORE CHE ATTENDE” (Cuore Immacolato di Maria) – Commento video e scritto

Dopo la festa del Cuore di Gesù la Chiesa ci pone la festa del Cuore di Maria.

Un altro punto di vista, un altro cuore. Il cuore di una madre, l’emblema della’amore.

Maria smarrisce il figlio adolescente che prende la sua strada e si preoccupa. Lo cerca, lo trova ed ha con lui uno scontro/dialogo.

Maria conserva nel suo cuore queste parole, questo dolore, le parole dette dall’angelo, da Simeone. Il cuore di una madre registra ogni cosa.

Maria, con il suo cuore, ci insegna che l’Amore è attesa. Maria attende, resta in silenzio e ama. Lascia vivere la figlio la sua missione, anche se gli fa male. Sotto la Croce Lui avrà bisogno di lei per consegnargli Giovanni e la Chiesa.

Maria ci insegna ad aprire il cuore ad un amore che attende, che sa attendere, restare in silenzio, guardare, osservare, stare accanto in silenzio pronto a donare quando cercato. Capita ai genitori, agli educatori. Chi ami, chi accompagni, spesso prende la sua strada, che non sempre è negativa, ma è la sua strada e tu devi restare li ad amare, sempre e comunque, perchè potrà avere ancora bisogno di te.

Ecco il testo del Vangelo

Lc 2,41-51

I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.

Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.

Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.

Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore.

#19Giugno2020 “CUORE A CUORE SI IMPARA LA SAPIENZA” (Sacratissimo Cuore di Gesù) Commento video e scritto

Ecco la video riflessione

Mi ha sempre colpito l’espressione di Gesù che sottolinea che non ai sapienti, ma ai semplici, Dio parla. Troppo spesso facciamo anche noi, nelle nostre Comunità, l’errore di ricercare titoli, conferenze, personaggi con titoli alti di Teologia, per insegnarci cose.

Gesù sceglie di rivelarsi ai piccoli. Giovanni era il discepolo più piccolo e nell’ultima Cena fa un gesto tenerissimo: mette la testa sul petto di Gesù, sente il battito del suo cuore.

Quando due innamorati si stringono sentono il battito l’uno dell’altro. Quel battito diventa musica, armonia, ritmo.

Gesù insegna a Giovanni un ritmo nuovo in quella stretta in ascolto del cuore. Giovanni diverrà lo scrittore delle meraviglie, delle cose alte e profonde.

Facciamo silenzio, entriamo cuore a cuore con Cristo. Senza parole, in profondo silenzio con Lui, chiudiamo gli occhi e facciamo silenzio, chiediamo che possa farci prendere il suo ritmo, per rallentare il nostro, vedere tutto in modo nuovo. Da feriti e fragili a dispensatori di amore verso altri feriti e fragili.

Ecco il testo del vangelo

Mt 11,25-30

In quel tempo Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.

Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero

#18Giugno2020 “LA NOIA DELLE TROPPE PAROLE NELLA PREGHIERA” (Giovedì 11ma Tempo Ordinario) Commento video e scritto

Molto spesso ci sono persone che dicono di non sapere pregare, di non capire come si prega, di annoiarsi quando si prega.

Il problema serio è capire che significa pregare e come si prega. Se la preghiera è ripetere riti, parole, formule, tradizioni, allora si, la noia è garantita.

Gesù insegna il Padre nostro, che non è una formula, ma uno stile. Gesù non voleva insegnare la formula della preghiera, ma spiegare lo stile. Infatti fa la premessa di non “moltiplicare parole”, se fosse stata una formula sarebbe un controsenso.

Vuole spiegare lo stile. Cioè a Dio mi devo rivolgere in un dialogo semplice, da padre a figlio, devo riversare me stesso, comprese le mie fragilità, la consapevolezza che ho tante fragilità, colpe che devo perdonare, farmi perdonare da Dio, perdonare io stesso per poi perdonare ad altri, perché solo così posso capire la volontà, la mia strada, giorno per giorno in un continuo percorso di guarigione.

Allora tutto è preghiera. Se oggi sono davanti a Dio con gioia, voglio ringraziarlo, ma anche se sono lì arrabbiato e voglio riempirlo di parole pesanti, oppure voglio piangere per sfogo. Tutto è preghiera.

Ecco il testo del vangelo

Mt 6,7-15
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.
Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.
Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».

#17Giugno2020 “L’AMORE NON FA RUMORE” (Mercoledì 11ma Tempo Ordinario) Commento video e scritto

Ecco la video riflessione

Tre dimensioni fondamentali da sempre nella vita spirituale: preghiera, digiuno, elemosina.

Gesù ne sottolinea una particolarità: vanno fatte in silenzio.

La preghiera mi libera da un’idea troppo alta di me, fa spostare il centro delle cose da me in Dio. Non tutto ruota intorno a me, ma c’è un altro centro, un altro punto di vista e di forza che è in Dio.

Il digiuno è la conseguenza. Liberato di me posso staccarmi dalle cose superficiali, imparare a contenermi, saper rinunciare per essere più libero.

L’elemosina è il perché. Digiuno, mi privo, per donare al fratello. Tempo, denaro, parole esistono tanti tipi di digiuno che cambiano in carezze di amore agli altri.

Tutto in silenzio, perché l’amore non fa rumore. In silenzio perché spesso altri potrebbero non capire. In silenzio perché così siamo ancora più liberi da personalismi, vana gloria, vanità che rischiano di rovinare le buone intenzioni.

Ecco il testo del vangelo

Mt 6,1-6.16-18 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.
Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».

#16Giugno2020 “AMARE GLI OSTACOLI” (Martedì 10ma Tempo Ordinario) Commento video e scritto

Amare i nemici dice Gesù.

Chi sono i nemici? Sono il contrario degli amici. L’amico è un tesoro fidato dirà la Sacra Scrittura, è colui che condivide la strada, sostiene. Il nemico è il mio ostacolo, colui che mi ostacola, che mi fa inciampare. Nemici possono essere le persone o le situazioni create dalle persone.

Gesù chiede un amore oltre, il Vangelo è per seri, coraggioso, radicali. Se amiamo gli amici che merito avremo? Fanno così i pagani, cioè tutti. Noi cristiani che abbiamo di più? Abbiamo da amare i nemici, cioè riempire di amore gli ostacoli, mettere amore, mettere speranza, iniettare fiducia, pazienza, li dove nessuno più scommetterebbe nulla. Siamo coloro che amano l’impossibile. È uno stile da scoprire.

Ps: per chi ci è di ostacolo il primo atto di amore è pregare per loro.

Ecco il testo del vangelo

Mt 5,43-48
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo” e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.
Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?
Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».