#11Gennaio2023 – PRESI PER MANO, PER PRENDERE – (Mercoledì 1a Tempo Ordinario)

Gesù nel nostro cammino di peccatori amati, desiderosi di guarigione è luce, ci prende per mano e ci cura.

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#10Gennaio2023 – ROVINARE IL MALE O FARSI ROVINARE? – (Lunedì 1a Tempo Ordinario)

Molto forte l’espressione usata utilizzata dallo spirito impuro a Gesù: sei venuto a rovinarci?

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#09Gennaio2023 – AVANTI, ALZA LA TUA DIGNITA’ – (Lunedì 1a Tempo Ordinario)

Ci siamo definiti ieri, nel Battesimo del Signore, un popolo di peccatori amati in cammino. Oggi ci viene presentata la chiamata dei primi discepoli, dopo l’invito alla conversione.

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#08Gennaio2023 – IN CAMMINO PECCATORI AMATI – (Battesimo del Signore Anno A)

Gesù sceglie di raggiungere la fila di poveri, fragili e peccatori al Giordano. Lui, colui nel cui nome oggi battezziamo, non aveva bisogno di ricevere un battesimo che altro non era che un dire “eccomi sono un peccatore, ho bisogno di un atto pubblico di purificazione”. Sceglie di farlo per dirci che Lui è li, in fila nella storia, accanto a noi peccatori, fragili, dispersi nel buio, per dirci che Dio ci ama e seguendo Lui possiamo iniziare un cammino di novità, piano piano, ma amati. C’è posto per tutti, nessuno escluso.

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#06Gennaio2022 – MISURARE UN DIO SENZA MISURA – (Epifania del Signore)

I magi/maghi, uomini rispettati di scienza e ipotetiche sapienze, con i loro calcoli cercano il senso delle cose, cercano il potere nell’annunciato Dio. I loro calcoli non gli fanno riconoscere il male di Erode. Ci insegnano che il Dio che non si fa calcolare perchè oltre ogni nostro calcolo può stupire, entrare a contatto con la nostra umanità, aprirci a capire il male e indicarci strade diverse su cui camminare. Ma dobbiamo desiderare di seguire la Stella che ci migliora, non il buio in cui ci siamo abituati.

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#25Dicembre2022 – NATALE IN ATTENZIONE (Natale del Signore)

Si, i pastori non meritavano nulla poiché socialmente considerati esclusi per vari motivi di carattere sociale e religioso. Erano sempre in viaggio, contaminati di altre culture, accusati da antiche tradizioni di consumare rapporti con gli animali e per il fatto di vivere a stretto contatto con loro erano ritenuti impuri.

A loro era negato spesso fare diverse cose…ma a loro per primi appare Dio che ha deciso di farsi uomo. Colui che anziché nascere in maniera ed in luoghi reali ha luogo e contesti socialmente marginali.

Hai pastori per primo ha gridato “Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini amati dal Signore”. Si, siamo tutti amati, non perché siamo belli, non perché siamo bravi, ma perché Lui decide di amarci perché siamo suoi.

Se vivi oggi marginalità o sei sofferente in questo giorno di festa perché nel tuo cuore c’è buio o ferite…ricordati che in questa condizione Dio ti sta amando e ti da la bella notizia che sei amato da Lui forse più di quanto tu stesso/a ti ami. Rivedi la tua vita da qui.

Se oggi vivi gioia, affetto, familiarità…non dimenticarti di chi soffre per vari motivi economici, affettivi, sociali, fisici. Fatti vicino in qualche modo e si tu stesso una buona notizia di Dio.

Luca 2, 1-14

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città.
Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.
Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio.
C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».
E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
«Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».

#24Dicembre2022 CHE SORGA ANCORA IL SOLE (Vigilia di Natale)

Un’apoteosi di stupore nel Vangelo di oggi attraverso l’inno che la Chiesa fa cantare ogni mattina col Benedictus.

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#23Dicembre2022 LASCIATI METTERE IN ORDINE DA DIO (Giorno 7 Settenario di Natale)

Zaccaria aveva perso la parola quando nella “Santa Sanctorum” aveva dubitato che Dio potesse riempire la sua sterilità di fertilità.

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#22Dicembre2022 CHE LA VITA SIA UNA DANZA DI RINGRAZIAMENTO (Giorno 6 Settenario del Natale)

Sembra difficile oggi, nelle difficoltà sociali e personali in cui viviamo, spesso tra mille affanni e problemi, trovare motivi per ringraziare, per esplodere di gioia e dire anche grazie a Dio. Al massimo cerchiamo divertimento in momenti in cui svagarci lontano dai problemi.

Si avvicina sempre più il giorno in cui riviviamo il meraviglioso gesto di Amore di Gesù di essersi fatto uomo accanto a noi. Deve ricordarci che la vita è attesa e amore, Tenerezza e vicinanza. Viviamo attendendo la sua nuova venuta promessa. Ma il fatto che sia già venuto, che celebriamo questo, che attendiamo, può lasciare la nostra vita così come è? Impossibile.

Maria scoppia di gioia a sapere che Gesù sta venendo in lei. Salta, danza, canta. L’incontro con il “Re delle genti” deve riempirci di gioia, amore, speranza da cantare, danzare, narrare li dove è la nostra storia. Muoverci, camminare, incontrare, ascoltare, abbracciare con gioia e con speranza da infondere. Il “Re delle genti”, appunto “delle genti” é sceso nella nostra fragilità di popolo e l’ha riempita. Il mondo, oggi stanco e confuso, per quanto distratto in realtà attende questo nostro canto di speranza.

Trasforma la tua vita in una danza di gioia, come Maria. Guardati dentro, guardati intorno. Fermati, rifletti, non trovi motivi per cui dire grazie? Quante cose belle ti giungono nonostante la tua fragilità e le tue piccolezze? Il “Re delle genti” chiede di essere riconosciuto nella piccolezza.

Lc 1,46-55

In quel tempo, Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre»

1 Sam 1,24-28

In quei giorni, Anna portò con sé Samuèle, con un giovenco di tre anni, un’efa di farina e un otre di vino, e lo introdusse nel tempio del Signore a Silo: era ancora un fanciullo. Immolato il giovenco, presentarono il fanciullo a Eli e lei disse: «Perdona, mio signore. Per la tua vita, mio signore, io sono quella donna che era stata qui presso di te a pregare il Signore. Per questo fanciullo ho pregato e il Signore mi ha concesso la grazia che gli ho richiesto. Anch’io lascio che il Signore lo richieda: per tutti i giorni della sua vita egli è richiesto per il Signore». E si prostrarono là davanti al Signore.

#21Dicembre2022 LA VITA COME ALBA SEMPRE NUOVA (Giorno 5 Settenario di Natale)

“O Astro che sorgi… Vieni, illumina”. Ieri abbiamo riflettuto sul si di Maria, sul lasciarsi aprire il cuore da Dio perché Egli possa aprire le nostre prigioni.

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