#23Luglio2020 “IL CORAGGIO DI INVESTIRE PER SE STESSI” (17ma Tempo Ordinario A)

Spesso abbiamo più coraggio di investire per gli altri, donare agli altri, fare sacrifici per altri, dare consigli, ma non avere il coraggio di investire davvero per la nostra felicità.

Cosa significa investire per sé stessi e per la propria felicità? Significa sapersi ascoltare e fare sintesi.

Facciamo decine di cose, decine di esperienze, sentiamo migliaia di parole, ma tutto ci scorre come un fiume in piena. Dobbiamo imparare a fare silenzio, riflettere, fare sintesi sulle cose.

Solo così capiremo dove è la nostra perla preziosa, dove è il campo su cui investire tutto per arrivarci. Non sarà il campo ad avere valore, per questo non lo si riconosce subito, ma la perla in esso nascosta. Per questo occorre che facciamo silenzio e nel silenzio chiediamo a Dio di aiutarci a ripercorrere la nostra storia.

Ci troveremo cose belle e cose brutte, ma tutto serve alla rete del suo Amore per portarci alla felicità, da ogni cosa tira fuori preziosità.

Qui il video di approfondimento sul Vangelo di oggi

Qui il testo del Vangelo

Mt 13,44-52 In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.
Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.
Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche

#19Luglio2020 “IL MALE, CON CALMA, SI DISSOLVE” (16ma Domenica del Tempo Ordinario A)

Siamo molto soliti reagire al male che si diffondo intorno a noi, da situazioni, persone, con agitazione, voglia di mettere tutto in ordine, far perire anche chi fa il male. Ma non sempre è la soluzione migliore. Gesù invita ad un nuovo stile, quello della calma, della consapevolezza che il male esiste come esiste il bene e crescono insieme nel campo, ma alla mietitura di riconoscono. ” A tempo suo” direbbero gli anziani. Ci è difficile molte volte saper attendere operando il bene, nel silenzio, nel nascondimendo. Preferiremmo una sana sterzata, lotta, nell’immediato. Gesù ha atteso 30 anni prima della vita pubblica, 30 anni di silenzio e vita concreta, nel suo villaggio, nella bottega di Giuseppe.

Impariamo a guardare le cose come le vede Dio, perchè Egli è l’artista e solo lui sa come funziona bene il mondo e come funzioniamo bene noi che siamo sue opere d’arte (cfr 1a Lettura).

Nel silenzio della preghiera portiamo questo a Dio, anche se non sappiamo cosa chiedere, Egli sa, portiamoli la nostra volontà di non reagire con impulsività, ma imparare a seminare il bene.

Cosi ci sarà la rivoluzione, dal silenzio, dal lavoro nascosto, dal sudore delle opere di amore, non dalle parole urlate.

Qui il video di approfondimento sul Vangelo di questa Domenica.

Ecco i testi delle letture.

Mt 13,24-43

In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?. Ed egli rispose loro: Un nemico ha fatto questo!. E i servi gli dissero: Vuoi che andiamo a raccoglierla?. No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponètelo nel mio granaio». Espose loro un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami». Disse loro un’altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata». Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: «Aprirò la mia bocca con parabole, proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo». Poi congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!».

Sap 12,13.16-19

Non c’è Dio fuori di te, che abbia cura di tutte le cose, perché tu debba difenderti dall’accusa di giudice ingiusto. La tua forza infatti è il principio della giustizia, e il fatto che sei padrone di tutti, ti rende indulgente con tutti. Mostri la tua forza quando non si crede nella pienezza del tuo potere, e rigetti l’insolenza di coloro che pur la conoscono. Padrone della forza, tu giudichi con mitezza e ci governi con molta indulgenza, perché, quando vuoi, tu eserciti il potere. Con tale modo di agire hai insegnato al tuo popolo che il giusto deve amare gli uomini, e hai dato ai tuoi figli la buona speranza che, dopo i peccati, tu concedi il pentimento.

Rm 8,26-27

Fratelli, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa che cosa desidera lo Spirito, perché egli intercede per i santi secondo i disegni di Dio.

LO STILE DEL SILENZIO CHE VINCE IL MALE – Commento al Vangelo della 16ma Tempo Ordinario A 19/07/20

Video commento al Vangelo di Domenica 19 Luglio 2020 – XVI Domenica del Tempo Ordinario (anno A) – Testo Matteo 13, 24-43

Il Vangelo ci apre a comprendere tre cose fondamentali

  • Chi è Dio e come opera davanti al male
  • Che il male esiste e che coesiste insieme col bene e noi possiamo vincere il male senza agitazione
  • Lo stile con cui vincere il male.

Qui il testo del Vangelo

Mt 13,24-43

In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?. Ed egli rispose loro: Un nemico ha fatto questo!. E i servi gli dissero: Vuoi che andiamo a raccoglierla?. No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponètelo nel mio granaio». Espose loro un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami». Disse loro un’altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata». Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: «Aprirò la mia bocca con parabole, proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo». Poi congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!».

#12Luglio2020 “DIO SA GUARDARE LA NOVITÀ OLTRE” (15ma Domenica Tempo Ordinario A)

Un seminatore intelligente non sprecherebbe semi inutilmente su sassi, strade e rovi, ma cercherebbe subito terreno pronto e fertile.
Ma Dio è oltre l’intelligenza che guarda dentro, è innamorato e l’amore ti fa andare oltre, guardare non dentro ma oltre. Dio semina sempre e comunque in noi. Semina nonostante le strade dure della nostra aridità ed incapacità di stupirci più di nulla. Semina nonostante i sassi delle nostre idee e fisime personali in cui ci chiudiamo. Semina nonostante l’affogamento che abbiamo nei rovi delle nostre preoccupazioni e scelte da noi stessi fatte. (Vangelo)


Semina perché così deve fare e non può fare diversamente è nella sua natura e la sua Parola ha sempre effetto, sa aspettare ( 1 lettura).


Semina perché la Parola possa aiutarci a guardare, leggere, dare senso alle sofferenze e pesi della vita, riletti come un parto da portare a termine, con obiettivo (2 lettura)


E tu? Noi? Come società, comunità, cosa seminano negli altri? Poniamo condizioni per seminare o siamo capaci di investire sempre con amore? La forza è lì perché “il tempo è superiore allo spazio” (Papa Francesco)

Qui il video di approfondimento al Vangelo di oggi https://youtu.be/U3ME17RVHIw

Qui il testo delle letture

Is 55,10-11
Così dice il Signore:
«Come la pioggia e la neve scendono dal cielo
e non vi ritornano senza avere irrigato la terra,
senza averla fecondata e fatta germogliare,
perché dia il seme a chi semina
e il pane a chi mangia,
così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca:
non ritornerà a me senza effetto,
senza aver operato ciò che desidero
e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata».

Rm 8,18-23
Fratelli, ritengo che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi. L’ardente aspettativa della creazione, infatti, è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio.
La creazione infatti è stata sottoposta alla caducità – non per sua volontà, ma per volontà di colui che l’ha sottoposta – nella speranza che anche la stessa creazione sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio.
Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi. Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo.

Mt 13,1-9 Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».

#05Luglio2020 “LO STILE DELL’ASINO, CONTRO L’ANSIA DELLA PERFEZIONE DI SE STESSI”

(1Lettura) – Gesù sceglie un asino al posto di un cavallo. E’ lo stile dell’asino che anche noi dovremmo attuare nella nostra vita personale, nella vita quotidiana, in quella della Comunità Cristiana, nella Società Civile in cui viviamo. Che significa lo stile dell’asino? Spegnere un pò i riflettori su noi stessi e capire che non siamo il centro di tutto, ma lavoratori con altri del Bene Comune, un pezzettino al servizio del tutto.

(2 Lettura) – Spesso siamo invece schiavi dell’egoismo, frutto della carne. L’egoismo è il vero problema dell’uomo, credersi sempre unici e che tutto sia intorno a noi, per noi. Anche con un pizzico di ansia di perfezione, ansia perchè pur volendo essere perfetti ci scontriamo con la nostra fragilità.

(Vangelo) – Gesù viene in aiuto alla nostra debolezza, ci riempie del suo Amore, ci libera dalla fragilità, ci ricorda che solo disponendoci ad essere umili possiamo sentire la voce di Dio, dell’Amore che ci fa diventare amore per altri. Dobbiamo tornare alla semplicità, oltre ogni alta idea di noi stessi e delle cose.

Qui il video di approfondimento sul solo testo del Vangelo (15 minuti)

Qui il video di riflessioni pratiche su tutte e tre le letture (10 minuti)

Qui il testo delle letture

Zc 9,9-10

Così dice il Signore: «Esulta grandemente, figlia di Sion, giubila, figlia di Gerusalemme! Ecco, a te viene il tuo re. Egli è giusto e vittorioso, umile, cavalca un asino, un puledro figlio d’asina. Farà sparire il carro da guerra da Èfraim e il cavallo da Gerusalemme, l’arco di guerra sarà spezzato, annuncerà la pace alle nazioni, il suo dominio sarà da mare a mare e dal Fiume fino ai confini della terra».

Rm 8,9.11-13

Fratelli, voi non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene. E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi. Così dunque, fratelli, noi siamo debitori non verso la carne, per vivere secondo i desideri carnali, perché, se vivete secondo la carne, morirete. Se, invece, mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete.

Mt 11,25-30

In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

#07Giugno2020 “TRINITA’ DI DIO – COMUNIONE DEGLI UOMINI” (Domenica della Trinità/A) – Commento video e scritto

trinità

Ecco il mio video commento (10 minuti) sul senso delle tre letture di oggi

VANGELO – Il mistero della Trinità si comprende con la parola Amore da cui deriva la parola Comunione. Dio è amore e per amore manda a noi il figlio e ci lascia per amore lo Spirito. Loro sono comunione e ci dicono che se vuoi credere nel Dio di Gesù Cristo (che è totalmente diverso dal concetto di Dio di qualsiasi altra religione) tu devi essere amore e comunione. Essere Comunione significa accogliere l’altro cosi come accolgo Dio, compresa la grande bellezza (e pena) della libertà, del saper amare, accogliere, soccorrere, tendere la mano lasciando sempre la libertà all’altro. Spesso ci arrabbiamo quando facciamo un atto di amore e questo non viene valorizzato. Dio lo fa di continuo con noi.

PRIMA LETTURA – Per amare occorre una legge? Si, ma non una legge di giudizio, ma una legge di felicità. Una legge in cui tutti camminano, ma ognuno ha la sua creatività, che non blocca, non impone, ma indica con amore i punti giusti su cui mettere i piedi. E se non la rispetto? Essa è li sempre e con amore Dio me la indica sempre. Cosi io devo amare gli altri.

SECONDA LETTURA – Elemento indispensabile per fare tutto questo è la gioia. Se Amore e Comunione non nascono nella gioia, di un cuore che prova realizzazione nel farlo, allora sono fatti per imposizione, per legge, e rischiano di generare grandi tristezze.

Chiediamo a Dio il dono dell’Amore, della Comunione, della gioia.

Qui il video di riflessione (30 minuti) sul Vangelo, approfondendo l’aspetto della vita spirituale e come farla crescere, in dialogo tra me e lo scrittore Paolo De Martino

Qui le letture

Gv 3,16-18

In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo:
«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».

Es 34,4b-6.8-9

In quei giorni, Mosè si alzò di buon mattino e salì sul monte Sinai, come il Signore gli aveva comandato, con le due tavole di pietra in mano.
Allora il Signore scese nella nube, si fermò là presso di lui e proclamò il nome del Signore. Il Signore passò davanti a lui, proclamando: «Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà».
Mosè si curvò in fretta fino a terra e si prostrò. Disse: «Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, Signore, che il Signore cammini in mezzo a noi. Sì, è un popolo di dura cervìce, ma tu perdona la nostra colpa e il nostro peccato: fa’ di noi la tua eredità».

2Cor 13,11-13

Fratelli, siate gioiosi, tendete alla perfezione, fatevi coraggio a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio dell’amore e della pace sarà con voi.
Salutatevi a vicenda con il bacio santo. Tutti i santi vi salutano.
La grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.

#10Maggio2020 “VIE DIVERSE NELLA VIA DELL’AMORE” (5a Domenica di #Pasqua A) Riflessioni scritte e video in dialogo con Enzo Bianchi

Si parla di Via da seguire nel Vangelo. Ma come si fa? Quale è quanta via giusta? Oggi è possibile ancora? Si, è la via dell’Amore, la Via che tutti possiamo seguire, ciascuno in forma diversa. C’è chi dubita (come Tommaso) chi non ha ancora chiare le cose (come Filippo), ma non dobbiamo avere paura. La stessa Via ci dice come si fa a seguirla: nella verità e nella vita. Basta seguire Gesù, vedere la verità di ciò che ha fatto, imitare le sue azioni, i suoi sentimenti, in qualsiasi situazione ci troviamo.

Ecco qui il dialogo tra me ed Enzo Bianchi sul Vangelo di oggi

Nella prima Lettura è bello vedere come l’attenzione, l’amore alla comunità ha fatto nascere nuove esigenze, nuovi carismi con i diaconi. Ci sono vie diverse di seguire la grande Via dell’amore, occorre essere pronti, creativi, dinamici.

Nella seconda Lettura ci viene ricordato che tutti siamo Sacerdoti, tutti consacrati nel Battesimo, tutti celebriamo la Liturgia di amore nella vita di tutti i giorni che spesso ci chiese di essere quella “pietra scartata” che poi diviene “pietra d’angolo”, quando ci sentiamo non compresi, abbiamo paura, faremmo a meno di continuare, eppure dobbiamo, perché Cristo ci dice di non avere paura e seguire Lui.

Qui la mia riflessione di oggi sulla 1a e 2a Lettura

Ecco le letture di oggi

At 6,1-7

In quei giorni, aumentando il numero dei discepoli, quelli di lingua greca mormorarono contro quelli di lingua ebraica perché, nell’assistenza quotidiana, venivano trascurate le loro vedove. Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: «Non è giusto che noi lasciamo da parte la parola di Dio per servire alle mense. Dunque, fratelli, cercate fra voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico. Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della Parola». Piacque questa proposta a tutto il gruppo e scelsero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timone, Parmenàs e Nicola, un prosèlito di Antiòchia. Li presentarono agli apostoli e, dopo aver pregato, imposero loro le mani. E la parola di Dio si diffondeva e il numero dei discepoli a Gerusalemme si moltiplicava grandemente; anche una grande moltitudine di sacerdoti aderiva alla fede.

1Pt 2,4-9

Carissimi, avvicinandovi al Signore, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo. Si legge infatti nella Scrittura: «Ecco, io pongo in Sion una pietra d’angolo, scelta, preziosa, e chi crede in essa non resterà deluso». Onore dunque a voi che credete; ma per quelli che non credono la pietra che i costruttori hanno scartato è diventata pietra d’angolo e sasso d’inciampo, pietra di scandalo. Essi v’inciampano perché non obbediscono alla Parola. A questo erano destinati. Voi invece siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa.

Gv 14,1-12

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: Vado a prepararvi un posto? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: Mostraci il Padre? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse. In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre».

#03Maggio2020 “PRENDERSI CURA” – Riflessioni varie sulla 4 Domenica di Pasqua/A (Scritte e Video in dialogo con Paolo Curtaz)

BuonPastore

Buona Domenica 🙂🙂🙂
Oggi Domenica del Buon Pastore.
La domanda è forte! Ma Dio si prende ancora cura di noi? Possiamo ancora dirlo in questo periodo? Che senso ha il dolore.
Cristo si prende cura di noi, non come noi ci aspettiamo, ma lo fa, aiutandoci a porre attenzione a ciò che mettiamo “dentro di noi”, nel recinto del gregge. Molto del dolore che viviamo è frutto spesso della nostra fragilità, altre volte del nostro essere cattivi, altre volte dei nostri capricci inutili. Altre volte, poche, di un dolore “innocente”. Cristo ci aiuta a fare discernimento in mezzo a questo e ci dona la sua tenerezza.
== In merito se vuoi vedi il dialogo tra me Paolo Curtaz su youtube

Ma noi abbiamo anche la responsabilità di prenderci cura degli altri. Essere comunità (essere gregge) richiede amore gli uni gli altri, anche con sofferenza. Spesso occorre anche portare i segni di questo Amore come Cristo. E non sono segni quelli che fanno sul viso del personale sanitario stremato dal tanto lavoro? Non sono segni le tante ore di stanchezza di volontari Caritas e Associazioni? Non sono segni la fatica di tanti docenti? Non sono segni la fragilità di tanti genitori nel tenere con amore i figli in questo momento di impazzimento? Non sono segni la fatica di tanti che cercando in ogni modo di aiutare materialmente e psicologicamente? Tutti siamo del gregge, tutti dobbiamo prenderci cura gli uni degli altri.
= In merito se vuoi vedi un video di mia riflessione sulle due letture di oggi qui

Di seguito i testi di oggi

Dal Vangelo di Giovanni 10,1-10

In quel tempo, Gesù disse: «In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei». Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro. Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».

Dagli Atti degli Apostoli 2,14.36-41

[Nel giorno di Pentecoste,] Pietro con gli Undici si alzò in piedi e a voce alta parlò così: «Sappia con certezza tutta la casa d’Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso». All’udire queste cose si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: «Che cosa dobbiamo fare, fratelli?». E Pietro disse loro: «Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo. Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro». Con molte altre parole rendeva testimonianza e li esortava: «Salvatevi da questa generazione perversa!». Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno furono aggiunte circa tremila persone.

Dalla Prima Lettera di Pietro  2,20b-25

Carissimi, se, facendo il bene, sopporterete con pazienza la sofferenza, ciò sarà gradito davanti a Dio. A questo infatti siete stati chiamati, perché anche Cristo patì per voi, lasciandovi un esempio, perché ne seguiate le orme: egli non commise peccato e non si trovò inganno sulla sua bocca; insultato, non rispondeva con insulti, maltrattato, non minacciava vendetta, ma si affidava a colui che giudica con giustizia. Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché, non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia; dalle sue piaghe siete stati guariti. Eravate erranti come pecore, ma ora siete stati ricondotti al pastore e custode delle vostre anime.

Sondaggio sui video quotidiani di spiegazione alla Parola

Carissimi,

in diversi mi stanno chiedendo di continuare, almeno nella quarantena, questi video di riflessione quotidiani sulla Parola sulla mia pagina Facebook VANGELO SOCIAL al posto delle solite riflessioni scritte di sempre.

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