#02Maggio2021 – RESTA UNITO ALL’AMORE, ANCHE NEL FALLIMENTO (5a Domenica di Pasqua/B)

A cura di Massimiliano Arena

Cosa centra l’immagine della vita e dei tralci con la nostra vita e con i nostri fallimenti?

Ecco la video riflessione approfondita

ESSERE BENEDETTI…MALEDIRSI

Un primo passaggio che colpisce di questo testo è nelle conseguenze del tutto. Se resti unito a Cristo porti frutto e Dio benedice ciò che fai, se non resti unito, quindi ti perdi nel male, allora dice “ti getteranno via”. Chi? Altri, non Dio?.

Esatto, proprio cosi, quando stiamo in Cristo, nel Bene, operiamo il Bene, Cristo stesso ci benedice, moltiplica ciò che siamo, rende questa forza interiore più grande, il Bene viene “Bene-detto” e produce altro Bene.

Quando ci perdiamo nel male siamo noi stessi che ci malediciamo, è il male che ci getta via, non è Dio che ci punisce. Il male divide, ci logora, distrugge dentro, ci blocca la vitalità.

RESTARE IN LUI

E su questo che ci fa riflettere il testo di questa Domenica: essere in Lui, restare legati in Lui.

Si l’immagine della vite ci fa proprio pensare alla linfa che dalla vite arriva ai tralci e permette loro di crescere, arrampicarsi. Se la nostra vita resta legata a Cristo allora si arrampicherà nella storia, nella quotidianità e sarà rigogliosa.

E il male? Perchè arriva? Anche se resto legato perchè faccio il male? E come posso salvarmi?

NON ESISTE SOLO BIANCO O NERO…BENE O MALE

Un errore che spesso facciamo è pensare che esista solo il Bene e il Male, che quando scegliamo nella vita siamo cosi radicali da scegliere il Bene e il Male in un momento o in un altro.

Non esiste solo il Bene o il Male, come non esiste solo il nero o il bianco. C’è il grigio, la via di mezzo. Nella vita spesso siamo nel Bene, cerchiamo il Bene eppure per fragilità facciamo il male. Cerchiamo Dio, siamo in Dio, amiamo Dio, ma facciamo anche il male.

Ricordo il Salmo 43 “Eppure non ti avevamo dimenticato, non si era volto indietro il nostro cuore”.

Prendiamo questa forte consapevolezza, alleggeriamo il cuore, restiamo in Lui sempre, anche se il male, pur mentre pensavamo di fare il Bene, ha avuto la meglio su di noi.

ESSERE UNITI…OLTRE IL FALLIMENTO

Anche se tutto è fallito in noi, restiamo uniti a Cristo, anche se ci sono momenti in cui sentiamo che il male ha avuto la meglio, se un minimo di noi è ancora legato a Lui abbiamo ancora da riscostruire, investire tutto, far fiorire e rinascere tutto.

Qualche spunto dalla 1^ lettura (Atti 9, 26-31)

Tutti si scandalizzano quasi che Saulo stia parlando di Dio. Perchè? Perchè distinguiamo sempre nettamente il Bene dal Male, il bianco dal nero. Non ammettiamo che possa esserci novità, cambiamento, rinascita. Paolo anche se aveva ucciso i cristiani poteva parlare di Cristo, e ne è stato il più grande annunciatore, poichè era rinato. Coraggio, possiamo farlo tutti, sempre.

Qualche spunto dalla 2^ lettura (Prima Giovanni 3, 18-24)

Anche negli sbagli, nostri o degli altri, chiediamo sempre cosa ci rimprovera il cuore, anche quando non saremo capiti, chiediamoci sempre cosa ci rimprovera il cuore. E’ un profondo esame di coscienza personale per pesare errori, mancanze, voglia di ripartire, fiducia in se stessi e nella verità. Tutto questo perchè Dio ci ama e ci chiama ad amarti con verità e fare la verità.

Ecco i testi delle letture

VANGELO – Dal Vangelo secondo Giovanni 15, 1-8

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

PRIMA LETTURA – Atti 9, 26-31

In quei giorni, Saulo, venuto a Gerusalemme, cercava di unirsi ai discepoli, ma tutti avevano paura di lui, non credendo che fosse un discepolo.
Allora Bàrnaba lo prese con sé, lo condusse dagli apostoli e raccontò loro come, durante il viaggio, aveva visto il Signore che gli aveva parlato e come in Damasco aveva predicato con coraggio nel nome di Gesù. Così egli poté stare con loro e andava e veniva in Gerusalemme, predicando apertamente nel nome del Signore. Parlava e discuteva con quelli di lingua greca; ma questi tentavano di ucciderlo. Quando vennero a saperlo, i fratelli lo condussero a Cesarèa e lo fecero partire per Tarso.
La Chiesa era dunque in pace per tutta la Giudea, la Galilea e la Samarìa: si consolidava e camminava nel timore del Signore e, con il conforto dello Spirito Santo, cresceva di numero.

SECONDA LETTURA – 1 Giovanni 3, 18-24

Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità.
In questo conosceremo che siamo dalla verità e davanti a lui rassicureremo il nostro cuore, qualunque cosa esso ci rimproveri. Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa.
Carissimi, se il nostro cuore non ci rimprovera nulla, abbiamo fiducia in Dio, e qualunque cosa chiediamo, la riceviamo da lui, perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quello che gli è gradito.
Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato. Chi osserva i suoi comandamenti rimane in Dio e Dio in lui. In questo conosciamo che egli rimane in noi: dallo Spirito che ci ha dato.

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