#28Agosto2022 – ULTIMI E PRIMI POSTI – (22ma Domenica Tempo Ordinario/C)

Una festa, un banchetto al centro del tutto. Gesù spiega come vede lui l’essere invitato e l’invitare.

Il banchetto indica il mondo, la fraternità, la vita che va vissuta. Gesù, come spesso accade nel Vangelo di Luca, è in cammino per le strade o a tavola a mangiare. Egli ama la fraternità, vive la vita vera condivisa, con bellezze e fatiche, emozioni belle e brutte.

Il banchetto avviene di sabato. Che scandalo! Impossibile fare un banchetto nel giorno del riposo.

Si, non c’è un tempo per vivere la vita, non ci sono momenti per cogliere la bellezza di Dio in noi, non si possono rimandare occasioni per capire la Sapienza della vita e vivere amore. Ogni tempo, ogni istante è opportuno.

Scegli l’ultimo posto dice Gesù. Perchè mai dovremmo andare all’ultimo posto se siamo stati invitati e ne abbiamo il diritto? Scegli l’ultimo posto non per essere triste, ma perchè scegli di cantare il tuo Magnificat con Maria, scegli di cantare quell’Amore di Dio che ribalta tutto e mette il ricco Re a terra e rende prezioso come un Re ciò che è nell’immondizia.

Scegli l’ultimo posto e mettiti sempre alla ricerca in questa vita del bene da fare lavorando sodo, facendo la tua parte fino in fondo senza spettatori. Perchè cosi fa Dio.

Scegli l’ultimo posto perchè Dio non scarta la tua fragilità, i tuoi errori, ma vuole in essere far risplendere il Suo amore e dirti che dalla tua storia possono fiorire meraviglie e per fare meraviglie nel mondo ha bisogno anche di te.

Se sei tu ad invitare al banchetto, a creare occasioni di vita e fraternità, non invitare amici e parenti, ma gli ultimi, i cechi, zoppi, muti, storpi.

Al banchetto della vita sì vicino con amore alle fragilità di tutti, perchè cosi fa Dio con te, Egli ti raccoglie all’ultimo posto della tua fragilità, della tua cecità, della tua incapacità di camminare e ti porta al primo posto.

Per essere vicini alle fragilità altrui ed invitarli a far festa occorre tenerezza, dolcezza, mitezza, delicatezza. Ecco questa meraviglia espressa nella prima lettura del Siracide.

Nella seconda lettura troveremo una consapevolezza: da dove prendere la forza per sentire che Dio è vicino alla mia fragilità ed essere vicini con tenerezza alla fragilità degli altri. Perchè siamo davanti al monte del Santo dei Santi. Nella preghiera, nella meditazione della Parola, nell’Eucaristia, abbiamo la sorgente di questa forza rivoluzionaria di amore, solo da qui è possibile.

TESTI DELLE LETTURE

VANGELO – Lc 14,1.7-14

Avvenne che un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo.
Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cèdigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».
Disse poi a colui che l’aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti»
.

PRIMA LETTURA – Sir 3,19-21.30.31

Figlio, compi le tue opere con mitezza,
e sarai amato più di un uomo generoso.
Quanto più sei grande, tanto più fatti umile,
e troverai grazia davanti al Signore.
Molti sono gli uomini orgogliosi e superbi,

ma ai miti Dio rivela i suoi segreti.
Perché grande è la potenza del Signore,
e dagli umili egli è glorificato.
Per la misera condizione del superbo non c’è rimedio,
perché in lui è radicata la pianta del male.
Il cuore sapiente medita le parabole,
un orecchio attento è quanto desidera il saggio.

SECONDA LETTURA – Eb 12,18-19.22-24a

Fratelli, non vi siete avvicinati a qualcosa di tangibile né a un fuoco ardente né a oscurità, tenebra e tempesta, né a squillo di tromba e a suono di parole, mentre quelli che lo udivano scongiuravano Dio di non rivolgere più a loro la parola.
Voi invece vi siete accostati al monte Sion, alla città del Dio vivente, alla Gerusalemme celeste e a migliaia di angeli, all’adunanza festosa e all’assemblea dei primogeniti i cui nomi sono scritti nei cieli, al Dio giudice di tutti e agli spiriti dei giusti resi perfetti, a Gesù, mediatore dell’alleanza nuova.

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