#17Gennaio2021 “E TU, RICORDI QUANDO SEI DIVENTATO CRISTIANO” (2a Domenica del Tempo Ordinario/B)

A cura di Massimiliano Arena

C’è sempre in ciascuno di noi il ricordo di date, momenti particolari. Abbiamo fissi in noi momenti legati alle nostre relazioni, momenti di vita, lavorativi.

Il Vangelo di oggi ci parla di uno di quei momenti e lo fa dando l’orario preciso: “erano circa le quattro del pomeriggio”.

Si, un’ora, un luogo preciso, in cui è avvenuta la chiamata, in cui quello sguardo di amore ha incrociato quello dei discepoli, la loro umana storia.

Giovanni Battista indica Gesù, dice che Egli è colui che porta la nostra fragilità sulle spalle, amandola, e può trasformarla in meraviglie.

I discepoli vanno, si fidano di queste parole, provano. Gesù parla, la prima parola, ed è una domanda: “Che cercate?”.

Cosa abbiamo cercato da Cristo la prima volta, oppure il momento particolare? Cosa cerchiamo oggi? Non permettiamo che la nostra fede si abitui mai a cose, momenti, tradizioni, ritualità. Essa è un incontro vivo, una relazione che ha momenti da ricordare, sguardi iniziali. Quando ti sei sentito amato/a profondamente da scegliere di essere cristiano?

Spesso lo siamo per abitudine. Cerchiamo il momento in cui siamo andati oltre l’abitudine. Spesso può essere dopo anni che lo eravamo già.

Torniamo ai primi momenti, alla scintilla, per verificarci. Oggi la nostra fede è messa molto in discussione, molto in dubbio. Solo tornando all’essenziale, alle scintille iniziali, al quando e perchè l’abbiamo scelta possiamo riprendere forza e coraggio.

Cosa cerchi da te stesso? Cosa cerchi da Dio? Cosa cerchi dalla vita? Per verificare un progetto non guardare tanto le attività, misura la fedeltà agli obiettivi iniziali. Per verificare la vita, il lavoro, le relazioni, ricorda i passaggi iniziali, dove hai avuto la scintilla. Per verificare la fede, ricorda il momento in cui hai sentito in cuore la tua chiamata, il sentirti amato, oltre l’abitudine.

Guarda il video per la riflessione approfondita

Ecco il testo del Vangelo

Gv 1,35-42

In quel tempo Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa maestro – dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.

Anche la Prima Lettura di oggi ci parla di chiamata. Una chiamata classica diremmo, nel tempio. Samuele viene chiamato mentre frequenta il tempio. Diremmo è chiamato mentre è in Chiesa, mentre prega, tra tradizioni e ritualità. Da qualsiasi luogo e situazione parta la tua chiamata, devi riconoscere la scintilla, ripartire da quello scoppio iniziale e chiederti sempre, senza abituarti, cosa vuole da Dio, oggi, in questa concreta situazione dalla tua vita.

1Sam 3,3b-10.19 […] Eli disse a Samuèle: «Vattene a dormire e, se ti chiamerà, dirai: “Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta”». Samuèle andò a dormire al suo posto. Venne il Signore, stette accanto a lui e lo chiamò come le altre volte: «Samuéle, Samuéle!». Samuèle rispose subito: «Parla, perché il tuo servo ti ascolta». Samuèle crebbe e il Signore fu con lui, né lasciò andare a vuoto una sola delle sue parole […]

Nella Seconda Lettura ci parla di un corpo che noi siamo in Cristo. Noi siamo corpo di Cristo, con il nostro corpo possiamo compiere bellezze o negatività, fare del bene o fare del male. Il corpo è la nostra vita, corpo che contiene lo spirito, l’anima. Chiediamoci come viviamo la nostra esistenza e se siamo fedeli a ciò che abbiamo scelto

1Cor 6,13c-15a.17-20 […] Non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo, che è in voi? Lo avete ricevuto da Dio e voi non appartenete a voi stessi. Infatti siete stati comprati a caro prezzo: glorificate dunque Dio nel vostro corpo! […]

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