#16Gennaio2022 – TU SEI LA GIOIA DI DIO – (2a Domenica del Tempo Ordinario/C)

Qui il video commento di approfondimento alle letture di questa Domenica

UN MATRIMONIO

L’evento centrale, il luogo in cui tutto si svolge è un matrimonio. In tutta la Sacra Scrittura continuamente appare questa immagine del rapporto uomo – Dio come un amore folle, disperato di Dio che corteggia l’uomo e l’uomo spesso distratto, sfuggente. Basti citare il meraviglioso Cantico dei Cantici.

Gesù è invitato ad un matrimonio che ricordiamo per l’epoca avevano delle particolarità: erano lunghi, duravano tutta la settimana perchè la gioia era grande e non occorreva essere invitati ufficialmente, era la festa del villaggio.

Cristo è alla tua festa di nozze dove i protagonisti siete tu e Lui, difatti di questi sposi non sappiamo il nome, questo fa supporre che possa essere un fatto davvero accaduto in cui Cristo ha voluto poi compiere un miracolo per insegnare, oppure che Giovanni (come spesso accade nel suo Vangelo) stia usando una metafora.

Ciascuno di noi è sposo/a con Cristo di questo matrimonio.

Si, Dio vuole fare matrimonio con te, la Sua vita è totalmente donata alla tua perchè vuole accompagnarti, essere tuo compagno di viaggio nella vita, con un unico obbiettivo: la tua felicità.

IL VINO E LA GIOIA

Alla festa viene a mancare il vino, è una bella disperazione. Non tutti i giorni sulla tavola degli Ebrei vi era il vino, non vi era sulle tavole della povera gente, ma solo dei ricchi. Il vino era simbolo della festa, appunto simbolo della gioia. Basti ricordare che nell’Antica Grecia e Antica Roma era definito il nettare degli dei, nutrimento degli dei.

Una festa senza vino è una festa finita, non più nella sua natura.

Anche questa è una profonda metafora. Che vino è venuto a mancare nella tua vita? Quanto spesso nella festa della nostra esistenza viene a mancare il vino. Si la nostra esistenza è una festa, così Dio l’ha voluta, ma le vicende della vita, questioni personali e sociali, spesso ci tolgono la gioia, la festa, ci tolgono il vino.

Gesù è qui, con noi, con te, ogni giorno per rinnovare questa festa.

LA PRESENZA DI MARIA, GLI APOSTOLI E LE SUE PAROLE

Alla festa insieme con Gesù il Vangelo cita un particolare: c’era la “Madre” ed i suoi discepoli.

Non dice “Maria” ma la “Madre”, stesso termine utilizzato sotto la Croce da Giovanni quando ci sarà l’affidamento dell’Apostolo a Maria e viceversa, simbolo della Chiesa. Le sta dando importanza, maestosità.

Ci sono anche i discepoli, i suoi, è la prima volta che vengono citati tutti insieme in Giovanni.

Maria ed i suoi sono immagine della Chiesa. Cristo sta compiendo questa missione con tutta la Chiesa

Ad un certo punto Maria dice “fate quello che vi dirà”. Anche la Chiesa è sposa di Cristo, è sposa con gli uomini in questo mondo ed indica agli uomini di fare come Cristo dice per recuperare il vino, la festa.

Almeno dovrebbe. Una bella analisi ed introspezione per le nostre Comunità, i nostri pastori, ciascuno di noi che vive il suo impegno ecclesiale nel chiederci se siamo portatori di Cristo e della Parola di Cristo che riconduce, risegna percorsi di gioia anche dove tutto appare smarrito.

IL MIRACOLO

Parte centrale di questo testo è appunto il miracolo, ricco di simboli anche questo.

Sei giare piena di acqua per la purificazione trasformate in vino e di ottima qualità.

Le giare della purificazione indicano il Vecchio Testamento, la legge antica. Gesù le svuota e riempie di novità, di vino, di gioia nuova, di Lui.

Occorre seguire Cristo e la sua novità per vivere una vita nuova, capace di trovare la gioia anche nella tortuosità della vita.

E TU SEI FELICE?

Tu sei felice? E’ questa la domanda che nella preghiera possiamo sentire farci da Dio.

Sei felice? Senti che ciò che sei, ciò che stai facendo ti porta a vera felicità, quella che dura nonostante tutto?

Cerca di dare un nome al vino che ti è venuto a mancare e ascolta Cristo che ti porta verso cose nuove sempre.

Non per forza per essere felice devi trovare lo stesso vino che hai perso, forse c’è ne sarà di nuovo, di diversa qualità, di migliore qualità come dice il Vangelo.

In Cristo puoi sempre rileggere la vita e trovare sempre, pure in “una valle oscura” la luce di una gioia da custodire, vera, forte, robusta che ti permette non di far finta che non esistano le negatività, ma di saperle affrontare con tutto ciò che sei, con maturità e serenità.

La gioia vera (cristiana) è sempre frutto di una sofferenza maturata.

UNO SGUARDO ALLA PRIMA LETTURA

Tu sei la gioia di Dio, Lui vuole il tuo bene. Lui ti ama e ti cerca affannoso perchè tu possa passare da abbandonata a sposata, da devastata a gioia. Che belle immagini. Dio ha a cuore la tua esistenza, riaccordala con Lui.

UNO SGUARDO ALLA SECONDA LETTURA

Ciascuno di noi ha un dono, un carisma. La gioia vera non è usarlo solo per noi, offuscare quelli altrui.

La gioia vera è condividere questi doni perchè ciascuno facendolo è più felice e può rendere felici altri.

ECCO I TESTI DELLE LETTURE

Gv 2,1-11

In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.
Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela».

Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono.
Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora».
Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

Is 62,1-5

Per amore di Sion non tacerò,
per amore di Gerusalemme non mi concederò riposo,
finché non sorga come aurora la sua giustizia
e la sua salvezza non risplenda come lampada.
Allora le genti vedranno la tua giustizia,
tutti i re la tua gloria;
sarai chiamata con un nome nuovo,

che la bocca del Signore indicherà.
Sarai una magnifica corona nella mano del Signore,
un diadema regale nella palma del tuo Dio.
Nessuno ti chiamerà più Abbandonata,
né la tua terra sarà più detta Devastata,
ma sarai chiamata Mia Gioia

e la tua terra Sposata,
perché il Signore troverà in te la sua delizia
e la tua terra avrà uno sposo.
Sì, come un giovane sposa una vergine,
così ti sposeranno i tuoi figli;
come gioisce lo sposo per la sposa,
così il tuo Dio gioirà per te.

1Cor 12,4-11

Fratelli, vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti.
A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune: a uno infatti, per mezzo dello Spirito, viene dato il linguaggio di sapienza; a un altro invece, dallo stesso Spirito, il linguaggio di conoscenza; a uno, nello stesso Spirito, la fede; a un altro, nell’unico Spirito, il dono delle guarigioni; a uno il potere dei miracoli; a un altro il dono della profezia; a un altro il dono di discernere gli spiriti; a un altro la varietà delle lingue; a un altro l’interpretazione delle lingue.
Ma tutte queste cose le opera l’unico e medesimo Spirito, distribuendole a ciascuno come vuole
.

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